Altro post serio.
Da piccola, quando a lezione di matematica si parlava di rette e punti nel piano, mi sono immaginata il mondo come un piano infinito su cui corrono le rette che sono le nostre vite. Pensavo a tutti questi segmenti, alcuni lunghi altri corti, a volte distanti, altre convergenti; a quanti corressero paralleli senza mai toccarsi e a quelli perpendicolari, con un solo punto di contatto prima di riprendere il viaggio nel piano.
A volte ho provato a immaginare con quante altre linee si sia incontrata la mia, ma è impossibile, sono troppe. E alle volte quel punto di unione è così importante da avermi segnato per sempre.
Questo post non ha messaggi nascosti. E' una mia riflessione sulla vita, mentre guardo fuori dalla finestra la neve che ha imbiancato il paesaggio. E' un ringraziamento a tutti quelli che mi hanno lasciato qualcosa di sé, perché se una retta è composta di punti allora siamo fatti di ciò che l'incontro con gli altri ci lascia.
In ordine cronologico: Anna, Silvia, Fede, Lorenzo, Fiorellino, Francesca, Musetta, Luca, Sergio, Cecilia, Federica, Elena, Rudy, Stefano, Sara, Ursula, Franz, Cate, Marco, Pino, Raffaella, Ermanno, Anita. Un pensiero per tutti voi, anche per chi ho perso lungo la strada.
Qualcuno potrebbe giustamente far notare che le linee rette sono infinite e i segmenti finiti. Vero. In questo caso concedetemi la licenza di confondere i due termini; in fondo, dipende tutto da come credete sia la vita.
Da piccola, quando a lezione di matematica si parlava di rette e punti nel piano, mi sono immaginata il mondo come un piano infinito su cui corrono le rette che sono le nostre vite. Pensavo a tutti questi segmenti, alcuni lunghi altri corti, a volte distanti, altre convergenti; a quanti corressero paralleli senza mai toccarsi e a quelli perpendicolari, con un solo punto di contatto prima di riprendere il viaggio nel piano.
A volte ho provato a immaginare con quante altre linee si sia incontrata la mia, ma è impossibile, sono troppe. E alle volte quel punto di unione è così importante da avermi segnato per sempre.
Questo post non ha messaggi nascosti. E' una mia riflessione sulla vita, mentre guardo fuori dalla finestra la neve che ha imbiancato il paesaggio. E' un ringraziamento a tutti quelli che mi hanno lasciato qualcosa di sé, perché se una retta è composta di punti allora siamo fatti di ciò che l'incontro con gli altri ci lascia.
In ordine cronologico: Anna, Silvia, Fede, Lorenzo, Fiorellino, Francesca, Musetta, Luca, Sergio, Cecilia, Federica, Elena, Rudy, Stefano, Sara, Ursula, Franz, Cate, Marco, Pino, Raffaella, Ermanno, Anita. Un pensiero per tutti voi, anche per chi ho perso lungo la strada.
Qualcuno potrebbe giustamente far notare che le linee rette sono infinite e i segmenti finiti. Vero. In questo caso concedetemi la licenza di confondere i due termini; in fondo, dipende tutto da come credete sia la vita.

3 commenti:
Grazie a te :-)
La rigidità della teoria delle rette parallele è sbagliata ;-)
Che dire... grazie anche a te :)
A volte mi capita di pensare che certe persone sarebbe stato meglio non incontrarle proprio, perchè hanno fatto, superficialmente, solo danni... Alla fine devo ammettere che ripensandoci, chi più, chi meno, qualcosa di buono nella mia vita lo hanno portato tutti. Se avessero fatto meno danni, comunque non sarebbe stato sgradito...
Ermanno l'unico tipo di visualizzazione in cui mi risulta che gli uomini siano più portati di noi è quello di donne nude. :p
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