03 febbraio 2006

Piccole cose

Giorni fa mi scrive una lettrice chiedendomi di pubblicare la sua lettera nel mese di una ricorrenza speciale per lei. E io ho già chiuso la rubrica di quel mese. E passato il file. E penso:
“Mmm… però potrei fare una modifica e ripassare il file, anche se in teoria non dovrei…”
Ma sono stanca, e svogliata, e spremuta (nel senso della creatività) come una mucca a cui non è rimasta una goccia di latte e allora rimango a fissare il monitor, pigramente.
“Lo faccio. Non lo faccio. Lo faccio. Ma non ne ho voglia. Sono stanca. Ho sonno. Però… Ma tanto che importa? La pubblico nel prossimo numero. Ma non è la stessa cosa, dev’essere quel mese e non un altro. Però sono stanca, non ho manco la forza di fare taglia e incolla, e poi sforerò con le battute, dovrò fare delle modifiche e ho pure delle consegne urgenti da fare.”
Quindi l’ho fatto.
È solo che… era una piccola cosa e la potevo fare solo io.
L’sms di una persona cara, una carezza gentile, qualcuno che ride di gusto a una tua battuta, il piccolo sapone al miele ricevuto in omaggio da una commessa perché hai detto che era il tuo preferito… tutte queste piccole cose possono essere così importanti. Una volta ricordo che in zona ferie ero stanchissima perché avevo avuto diversi lavori da svolgere contemporaneamente e mi trovavo in quel mood “non riesco a scrivere una sola riga, non ricordo più neanche come si legge, sono diventata analfabeta”, e mi arriva a sorpresa il complimento di un caro amico su un pezzo che avevo scritto. Sono riuscita a finire tutto quello che avevo da fare grazie a quello, se no chissà quanto ci avrei messo!
Ci sono tante piccole cose che possiamo fare per le persone. Alcune sono determinanti, altre di meno, ma non è possibile saperlo a priori. Sento spesso dire “quel mio amico non lo vedo da mesi, ma so che se ho bisogno di aiuto posso sempre contare su di lui”. È una cosa bellissima. Ma c’è anche l’amica che ti sta vicino, che ti fa una battuta per tirarti su, che sa cosa ti è successo il mese scorso e che si fa sentire perché è bello condividere la propria vita. E poi ci sono gli estranei. Le persone che non conosci, che vedi una volta e magari non rivedrai più ma in quel momento dicono o fanno proprio la cosa giusta, che ti fa sentire bene, che magari ti tira su perché eri un po’ triste. Cerco sempre di essere gentile per quanto è nelle mie possibilità. Perché anche se rendo una persona contenta per un momento, dopotutto la vita di tutti è fatta di momenti, no? E poi chi può sapere se *quel* momento è determinante per far prendere alla persona una decisione, o una svolta, o altro? Io non so se la mia lettrice ci tenesse veramente a essere pubblicata, ma questa è una cosa che non spetta a me giudicare. La mia parte l’ho fatta.

3 commenti:

Silvia ha detto...

Davvero un bel post, questo, che mi ha fatto ripensare a tanti piccoli gesti gentili che mi hanno illuminato la giornata nel corso degli anni.
Hai ragione a dire di essere gentili perché non si sa quanto il nostro sorriso possa essere determinante in quel momento per chi abbiamo di fronte. In biblioteca tante volte le persone mi hanno ringraziato anche solo per essere stata cortese e sorridente con loro, così alla fine ero doppiamente contenta.

Silvia ha detto...

Logico, siamo pur sempre esseri umani e quindi ben lungi dalla perfezione. Spesso l'istinto di sopravvivenza prende il sopravvento, ma è cosa buona e giusta. A dare troppo agli altri senza riserve si rischia di non tenere niente di buono per sé; e allora non si ha più energia nemmeno per chi amiamo.

Anonimo ha detto...

(T_T)
la vita e' fatta di piccole cose... odio queste frasi stucchevoli, ma come dice la mia amica pilotessa di moto inglese: "everybody hates cliches, but they are TRUE"

:D

d.