18 febbraio 2006

Sad in the city - Episodio 3

Puntuali come i reumatismi quando piove, immancabili come le vesciche con le scarpe nuove (che fa anche rima), vi presentiamo i pensieri spudorati nati durante le nostre sessioni "solo donne".
Stavolta mancava quella patina di allegra follia che ci contraddistingue, perlopiù per depressione lavorativa. Io poi ho ancora tanto muco nell'organismo che, come dice Sara, cibo e alcool hanno meno posto libero da occupare e compromettono subito il cervello (grazie cara, una buona parola fa sempre bene).

A proposito di come gli uomini etichettano una donna come "pappabile":
"Gli uomini sono un relitto psicologico: hanno due soli valori, SI e NO. Una volta che la lancetta si setta su un valore è finita, troppa fatica cambiare."

"Io guardo anche i 25enni! Se uno matura, matura; se no, no. Ci sono 18enni maturi e 50enni irrecuperabili."

"Voglio la pizza che anneghi nel pomodoro, e poi ci fai le toccettine!"

"Pensa che bello, a vivere da sola nessuno vedrà cosa fai in casa!"
"Eeeh cosa vuoi che faccia! Tipo poso un peperone sul letto!" o__O
(e qui purtroppo non possiamo riportare l'espressione del viso, uno spettacolo)

"Questo collega idiota... roba che gli prendo le due palline e gliele strizzo così!" è__é
(e qui purtroppo manca il gesto eloquente)

Discussione su quale coltello usare per evirare questi colleghi inefficienti: dal machete scomodo, al coltellaccio da cucina (da buttare, ci affettate voi l'arrosto dopo?) al coltellino di plastica.

A proposito di altro collega poco professionale:
"Lo stato d'animo giusto è quello in cui sei morto per me!" è__é

Speriamo di fare meglio la prossima volta, contagiate dalla pazzia che circola per le strade a carnevale. Anche per oggi è tutto, alla prossima!

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