26 giugno 2006

Questione di metafore

L’illuminante consiglio che ho dato a Silvia era in realtà un’ardita metafora. Andiamo a illustrare la teoria del:

“Meglio un giorno da clown che cento da struzzo con la testa sotto la sabbia”

Esaminiamo innanzitutto gli elementi del caso:
- una ragazza vuole conoscere un ragazzo che frequenta la sua palestra
- la ragazza non sa come fare per conoscerlo
- la ragazza finisce per rinchiudersi in un consolante atteggiamento vouyerista che le procura un piccolo piacere in confronto a quello che avrebbe se…

…osasse scatenarsi in un qualsiasi tentativo di approccio. Ebbene sì, perché che il tentativo riesca o meno, entrambi i risultati sarebbero altamente gratificanti:
1) L’approccio riesce: meglio di così!
2) L’approccio fallisce clamorosamente: si ha qualcosa di divertente da raccontare alle amiche e si scopre che si sta puntando un obiettivo non raggiungibile e che è meglio impiegare il proprio tempo in altro modo.

Quindi, qualsiasi cosa si tenti per approcciare l’obiettivo, anche la più stupida, è sempre più divertente che starsene a guardare. :D

Se voglio guardare un bell’uomo, mi prendo un poster da appendere in camera. Quelli in carne e ossa tanto vale tentare di conoscerli ;)

Faccio notare che questa teoria vale sia per l’amicizia che per l’amore. Se una persona ci piace, bisogna osare!

8 commenti:

Silvia ha detto...

Detto così sembra che io sia una che finisce sempre col tirarsi indietro. Invece, come ti ho anche detto a voce, dal momento che sono appena arrivata a una sorta di equilibrio psicologico dopo molti mesi di profondo malessere a causa di storia finita male, ora NON HO VOGLIA di mettermi a conoscere qualcuno. Mi sta bene guardarlo e basta. Ho fastidio solo all'idea. Se succede bon, se no sto bene così, al 100%.

E' bello sentirsi di nuovo sereni, è una sensazione da assaporare per un po' senza complicazioni.

Violet ha detto...

La mia voleva essere una risposta umoristica, non una sentenza ;)
Bye :D

Silvia ha detto...

Dai, Elena, lo so! ^^
Anche perché non ti ci vedo come grande esperta della "mossa del pacco"! ;)

Unknown ha detto...

Devo ammettere che la questione vita da struzzo - giorno da clown è una questione delicata.
Se i giorni da struzzo uno li vive serenamente, non ci vedo nulla di male. Certo, se uno passa il tempo a dire "ah, vorrei avere più coraggio", beh, allora la questione cambia.
Idem per il giorno da clown; se uno non ci soffre, anzi, la prende sul ridere, bene, anzi, benissimo. Però magari non è così, e uno si porta dietro poi per un sacco di tempo gli effetti della sua mossa.

Faccio l'esempio per Silvia (che io invito solo per scherzo a seguire i consigli di accalappiaggio di Elena, in quanto credo siano un po' troppo audaci - e specifico che sono una che non si fa troppi problemi morali)...

Se lei fa la mossa da "giorno da clown" in un posto pubblico che poi deve continuare a frequentare, non si risolve la questione con un solo giorno da clown, ma con un lungo periodo da clown, se continua a frequentare lo stesso luogo.

IL giorno da clown secondo me lo si può fare quando si ha la certezza che se va male, il discorso è chiuso. La persona non la si vede più, e tanto meno i possibili testimoni, sempre pronti a ridere della tua figura barbina.

Ora vi lascio che sono al lavoro... finalmente ho internet a casa (e ci si potrebbe chiedere perchè scrivo da qui.... perchè sono su un computer con una postazione ottima e ho un po' di tempo "libero")

Violet ha detto...

Approvo pienamente tutto quello che ha detto Botolo. Sei un grande oltre che supergnocco ;)

Silvia ha detto...

E io frequento questa gente... per mia fortuna! ^^

Anonimo ha detto...

ecco va', ditevelo fra di voi... ma che è sto blog, una riunione di autocoscienza per la stima perduta???

Anonimo ha detto...

Botolo, con me stai al sicuro, il tuo harem di donne in assenza di stima te lo lascio... Facci pure quello che vuoi ma non esagerare... Anzi, forse dovresti esagerare. Ma ne hai i numeri?... ;)