24 settembre 2006

Ottimismo e pessimismo (post semiserio)

Ripensando a ieri sera ho fatto un po' di considerazioni... pensavo di essere particolarmente pessimista, ma in fondo mi sa che ci sono persone apparentemente ottimiste molto più pessimiste di me!
Questa considerazione me l'ha fatta spuntare nella testa Sara (scusa Sara, non arrabbiarti se ti cito in questo frangente). Dialogo (in realtà è un misto fra il dialogo avuto ieri sera e uno di qualche giorno fa):
Ursula: Che bello! E' la fine di settembre e fa caldo! Io vado al mare! Sara, vieni?
Sara: Mhhhh... che bel... ma mi go già messo via el costume
Silvia (ieri sera): beh.... tirilo fora
Sara: Ma mi ormai son proiettada per settembre (a parte che ormai al limite si dovrebbe esser proiettati per ottobre, considerando che fra pochi giorni settembre finisce)
Ursula: si, ma fa caldo
.... (discorso lasciato cadere nel vuoto)

Ora, so che il mare non è un discorso serio, però credo che l'atteggiamento che ognuno di noi ha anche verso le piccole cose rifletta in realtà l'atteggiamento che si ha un po' per tutto nella vita.
Vedere che fa ancora caldo e che c'è ancora il sole significa secondo me tentare di cogliere l'attimo in un certo senso, cercare anche se non sempre si riesce, di vivere il momento.
La mia idea è "adesso c'è il sole, domani non so come sarà.. pertanto godiamoci sto sole"
Ovviamente il discorso è allargabile anche per altre cose. Se si aspetta sempre il domani, e se ci si proietta continuamente sul domani.. va finire che domani arriva e a quel punto ci si chiederà "Ma ieri dov'ero?".. e ieri era tutta la vita...

Ok, stop con le considerazioni serie :)
Trinka trinka!!! (complimenti a Silvia per il nuovo motto )

9 commenti:

Silvia ha detto...

Argomento su cui negli ultimi mesi ho riflettuto molto. Sarà che con l'andare del tempo si cambia, sarà l'età, sarà lavorare invece che studiare, sarà la sfiga nera dell'ultimo anno...

Secondo me Ursula ha ragione. Uno sguardo minimo al futuro ci vuole per programmare delle cose che non si possono campare in aria (es. comprare casa, riprendere l'università etc.), ma bisogna anche saper cogliere intensamente il presente. Troppo spesso la vita ci toglie l'opportunità di godere delle cose belle, è importante farlo finché si può. Questo non significa vivere solo per l'attimo, ma saper dare il giusto valore alle cose, soprattutto quelle piccole, quelle che danno felicità.

Se mi si permette il paragone azzardato, è come il desiderio: non puoi programmarlo, devi viverlo quando c'è (e quindi le fortunate lì fuori che hanno un Lui che le adora ci pensino prima di dire "ho mal di testa").

Silvia ha detto...

Dimenticavo una cosa. Che dire di chi non fa altro che lavorare (non stiamo parlando di chi lo fa per mantenere la famiglia, ovvio) al punto da non avere più tempo per le cose che gli piacciono? Al punto di non avere tempo per gli amici?
Che senso ha guadagnare se poi non ho tempo per spenderli né persone che mi amano con cui godermeli?

Unknown ha detto...

Verissimo! (bello sto confronto a due, no Silvia?)
Ecco perchè mi batto per il part-time!! Non è poca voglia di lavorare e oziosità , ma se vivo per lavorare ho come l'impressione che non abbia senso vivere... potrei fare un'eccezione, come dici tu, solo nel caso in cui ci fosse una famiglia da sfamare!

Silvia ha detto...

Il difetto del part-time è che non mi permette di andarmene di casa e farmi una vita mia :(
Voglio una paga vera! ;__;

Tutti a fare gli statali! ;D

Silvia ha detto...

Ehm ehm Sara... Urusla non intendeva criticarti, tu sei stata solo lo spunto da cui partire per considerazioni generali.
Se al mare non ci vai perché nont i interessa o perché sei freddolosa, nulla di male, figuriamoci!

La tirata sul lavoro non era indirizzata a te, lo sai bene. So che ti piace e sei molto brava; non apprezzo che ti sfruttino come una schiava, ma quello è un altro discorso.

Unknown ha detto...

Eh... cari amici... non spaventatevi, da Ursula in fase mistica (?!?) arriva un piccolo pezzo di saggezza recuperato da un vecchio libro:
"Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: "Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". Ma Gesù le rispose: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta"."
[dal Vangelo secondo Luca]

Silvia ha detto...

Da quando, bambina, ho sentito per la prima volta questo passo del Vangelo, ho pensato che Maria l'avrei presa a calci nel sedere dicendole "Lo alziamo questo culo pesante o no?".
Questo depone a favore della mia teoria di non essere una brava cristiana. ;)

Ripensandoci da adulta invece non è sbagliato: Maria ha capito subito che quel momento era unico e bisognava approfittarne, e se la casa era un po' sporca, be', pazienza no? :)

Anonimo ha detto...

"Lo alziamo questo culo pesante o no?"

Ripensandoci da adulta invece non è sbagliato: Maria ha capito subito che quel momento era unico e bisognava approfittarne, e se la casa era un po' sporca, be', pazienza no? :)

Io non credo sia come pensi tu, secondo il punto fondamentale è il seguente:

Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta"
Ecco, quella parte migliore che si è presa....è inginocchiata davanti a lui....ecco insomma....ovvio che non si mette a fare le pulizie ihihih

Silvia ha detto...

MA DAAAAAAAAAIIIIIIIIII e poi dite che siamo noi quelle malmesse!!! o__O