Domenica mattina uno sguardo alle previsioni garantisce cielo nuvoloso con isolati rovesci; Silvia e Ursula, rispettivamente sul treno da Ts e da Mestre, alle 14.30 si chiedono se al meteo sappiano la differenza tra isolati rovesci e diluvio universale. Ma incredibile a dirsi, sui monti splende il sole! Le nostre, caricate sul trenino dei Puffi che serve la linea per Tarvisio (aaah quell'avamposto del nulla, vi ricordate?!), ammirano lo spettacolo dei boschi autunnali e si rallegrano che il Demone Celeste della Sfiga sia distratto.Illuse.
Venzone è davvero bella: il piccolo borgo entro la cinta muraria è pittoresco e ben tenuto, tutto è stato decorato con fantasia e buon gusto in tema Zucca, la parata dei figuranti in costume medievale aggiunge allegria ad allegria.
Le nostre, destreggiandosi in una calca degna della metro di Londra a ora di punta, mangiano frico alla zucca, krapfen con marmellata di zucca e bevono elisir di zucca (alias: grappino delizioso), comprano dei ricordini e Ursula si esibisce in pose plastiche per riuscire a scattare qualche foto che non immortali solo una fila di teste.
Verso le cinque il tempo comincia a cambiare così, vedendo la fila d'auto a passo d'uomo sulla statale, scartano il pullman per il treno delle 17.36 (quello successivo, e l'ultimo della giornata, è alle 19.40). Tronfie e felici arrivano in stazione (due binari e un sottopassaggio assediati da una marea di gente) e cercano la biglietteria automatica.Non c'è.
Merda.
Un cartello informa che i biglietti si vendono in un bar in via Roma. Le nostre corrono indietro all'entrata del paese. Nessuno è di Venzone. Nessuno sa dove sia via Roma. Sono le 17.20.
Mentre la rassegnazione comincia a farsi sentire, per puro culo trovano il bar. "Signora, vorremmo due biglietti del treno, per favore!"
La signora mentre ci pensa si volta per dire al figlio dove stanno i soldi e alla cameriera dove stanno i piatti. Silvia e Ursula si sentono in un film e sudano freddo.
"Per dove?" "Trieste." "TRIESTE???"
Ursula pensa di rispondere "Sì, guardi che è in Italia!" ma si trattiene.
"Ma Trieste Centrale o...? "CENTRALE" "Uno?" "NO, DUE!"
Silvia paga. La signora non trova i soldi per il resto. Sono le 17.25.
Finalmente coi biglietti in mano, corrono verso la stazione... dov'è l'obliteratrice??? Non c'è. E' nel sottopassaggio. E' rotta. E' sull'altro binario. E' un cassone di un metro in cui non sai come infilare il biglietto.
Il treno fa ritardo di un quarto d'ora. Ma alla fine eccolo! E' di nuovo il treno dei Puffi! E mentre il trenino arranca verso Udine saltando fermate e facendo incavolare la gente, le nostre si rilassano e pensano che almeno con la corsa su e giù hanno smaltito un boccone di krapfen.
Il prossimo anno il biglietto del ritorno lo facciamo prima... e come sempre complimenti a Trenitalia.

2 commenti:
Secondo me, sanno che voi venite da Trieste e per la solita goliardia tra
friulani e triestini ci tengono molto a farvi dispetti....hahahahahahaha...
Mi sa proprio che la Carnia a voi non porta bene... La prox volta trovate qualcuno che vi accompagna in auto !
Bé...cmq alla fin fine anche stavolta siete tornate a casa...come si dice "va bene quel che finisce bene" .
Ciao e al prox commento!
Alla fine il treno è stato una buona scelta perché c'era così tanta gente che la strada era intasatissima fin quasi alle porte di udine.
Il prossimo anno vorremmo andare di sabato, in auto, in modo da poter stare alle manifestazioni della serata; poi visto che domenica mattina si può dormire, chi se ne importa se ci mettiamo una vita a tornare a TS. :)
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