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11 febbraio 2008

Candy Candy secondo Silvia - 2a puntata

Candy varcò la soglia di casa Legan piena di dolci aspettative che sembrarono realizzarsi quando un'elegante giovane signora e due bambini vestiti con altrettanta eleganza le vennero incontro.
"Saranno la mia mamma e i miei fratelli!" pensò piena di esultanza.
Ma, prima che potesse fare un passo, la bella signora con fare sprezzante disse "Sei stata portata qui per fare da dama di compagnia ai miei figli, Iriza e Neal."
"Dama di compagnia? Mamma, e chi la vuole 'sta pezzente???" dissero i due piccoli angeli.
"Mmm sento come dell'ostilità" pensò Candy.
E così, visto che l'America di inizio Novecento in realtà era la Russia medievale, Candy fu ridotta al rango di sguattera e messa a dormire nelle stalle; la sua miserrima vita era piagata di continuo dai crudeli scherzi di Iriza e Neal, pronti ad accusarla di ogni nefandezza: rubare in casa, dare la purga ai cavalli (perché poi? a chi piace dormire nel letame? ma la signora Legan non era il tenente Colombo e non se lo chiese mai), aumentare il debito pubblico, causare maremoti in Asia.
Candy sopportava con pazienza, sperando di trovare prima o poi il bel principe, che ne so, magari nascosto in un armadio o dietro le stalle, stringeva i denti e s'incatramava i codini. Per fortuna Dorothy, la piccola cameriera sua coetanea, le voleva bene e l'aiutava sempre.
"Non ringraziarmi Candy, sono così contenta che tu sia qui: finalmente c'è qualcuno che le prende al posto mio! E poi la tua sola presenza mi tiene allegra: almeno io sono pagata per fare la sguattera! A proposito, Iriza vuole accusarmi di lucidare gli stivali con grasso di bambino, mi pareresti il culo?"
Gli unici momenti di pace erano quando il signor Legan tornava a casa (ma ci restava poco: e con quella famiglia, come biasimarlo?) e quando Candy fuggiva nel bosco, dove aveva conosciuto Albert, uno strano figuro biondo e barbuto che viveva con gli animali. Dato che Candy, dormendo nella stalla, non profumava di violetta, lei e Albert andarono subito d'accordo e spesso passavano ore a parlare e pensare "ma sono io a puzzare così tanto?".
Un giorno, disperata per essere stata accusata di aver fatto affondare il Titanic, Candy corse più lontano nel bosco e arrivò nei pressi di una bellissima villa.
"Ehi, tu! Chi sei?" si sentì apostrofare.
Che sarebbe successo? Chi la chiamava? Era forse il principe, sbucato da sotto terra? Candy si sistemò i codini e si voltò piena di speranza verso la figura sconosciuta.
(continua)

18 gennaio 2008

Candy Candy secondo Silvia - 1a puntata

Candy Candy viveva alla Casa di Pony che, diversamente da quanto il nome suggeriva, non era la Dolce Stalletta ma un orfanotrofio. Non sapeva nulla dei suoi veri genitori, se non che avevano un gusto atroce per i nomi, ma visto che tutti le volevano bene cresceva felice, ringraziando ogni giorno il buon Dio che non l'avessero chiamata Lollipop (Lecca-Lecca).
Candy si distingueva per il carattere allegro e solare, i codini pettinati col catrame e gli stivali dipinti sulla pelle. I suoi passatempi preferiti erano arrampicarsi sugli alberi, combinare marachelle e andarsene in giro con la sua amica Annie la quale però, avendo già subodorato che Candy portava sfiga - come quella volta che aveva fatto uscire la povera bambina emofiliaca che si era graffiata ed era quasi morta dissanguata... e poco importa che solo i maschi hanno l'emofilia - un giorno decise di lasciarsi adottare. Povera Candy! Che trauma!
Di lì a poco però accadde qualcosa che avrebbe rivoluzionato la sua vita: andandosene in giro per le colline, disperata pensando ad Annie, s'imbattè in un bellissimo principe che, in sella al suo bianco cavallo, suonava la cornamusa sfoggiando un bel vestito scozzese. "Sei più carina quando ridi che quando piangi" le sorrise prima di andarsene palpando la cornamusa. Candy ne fu folgorata! Avrebbe fatto di tutto per rivedere il bellissimo principe in gonnella (era un kilt, ma Candy non ne aveva mai visto uno prima)! E avrebbe dovuto piangere molto, in modo che il mondo intero potesse farle lo stesso complimento!
Tempo dopo una lussuosa limousine bianca si fermò davanti alla casa di Pony. Tutti i bambini si accalcarono a guardarla; anche Candy la fissava incuriosita, quando si accorse che lo stemma che portava era identico a quello del medaglione del principe della collina! Carrrramba che sorpresa!
"Candy, questo signore viene da parte della famiglia Legan" le spiegarono di lì a poco Miss Pony e suor Maria. "La famiglia Legan vorrebbe adottarti."
"E' la famiglia del principe!" pensò subito Candy, già pronta a dare il suo consenso.
"Secondo noi dovresti pensarci bene prima di accettare: questi qui non ti conoscono, non si fanno vedere e mandano pure il maggiordomo, neanche vendessimo bambini per asporto!"
"Avete ragione, è proprio perfetto!" disse Candy, che non aveva ascoltato una ceppa, persa in reminescenze di cornamuse e gonnelle. "Prendo la roba e andiamo!" I suoi effetti personali erano davvero pochi: un centinaio di nastri di ricambio, un pennello e della vernice per cambiarsi gli stivali e il suo inseparabile orsetto lavatore che aveva chiamato Clean, dimostrando di avere lo stesso gusto dei suoi veri genitori per quanto riguardava i nomi.
E fu così che Candy disse addio ai bambini suoi compagni, a Suor Maria, Miss Pony, la casa di Pony e la collina di Pony (tutti un po' Pony), speranzosa in una nuova vita fatta di cavalli bianchi e vestiti scozzesi.
(continua)