20 marzo 2007

Informazione scientifica della settimana

** inizio del delirio mattutino **

"Niente sesso. E da 40 milioni di anni. I Bdelloidea, microscopici animaletti acquatici, sono un vero e proprio scandalo evolutivo: nonostante si riproducono per partenogenesi (cioè senza scambio di dna con altri individui) da così tanto tempo, sono riusciti a diversificarsi in 300 specie diverse. La scoperta, pubblicata sull'ultimo numero di Science, ha costretto la comunità scientifica a riconsiderare il "teorema" secondo il quale senza sesso non può esserci evoluzione"

Insomma, sti Bdelloidea (che, modificando il nome potrebbero diventare "Bella idea!") altro che scandalo evolutivo! Sono geniali.... secondo me sono l'evoluzione di esemplari puramente femminili. Immaginatevi lo scenario, 40 milioni di anni fa... tanti esemplari maschi (di Bdelloidea) e tanti esemplari femmine. E i maschi a un certo punto divennero delle nullità. E le femmine iniziarono a riprodursi per partenogenesi.

Che sia un messaggio per il futuro dell'umanità? :D

** fine del delirio mattutino **

19 marzo 2007

Sad in the city - Episodio 11

Arriva Sara col suo sorriso Caritas(*).
"Ecco Sara! Accidenti come sei verde oggi!"
"Sì sì verde! Verde come Hulk! Se mi fanno incazzare mi trasformo e spacco tutto!" ^o^

Diego (special guest): "Ragazze vi lascio al vostro giretto e io vado a farmi Werner - NO NO cioè a vedere Werner!"

E: "Vi devo dire perché la margherita è il mio fiore preferito."
U: "Perché cresce sul letame?"
Io: "E questa da dove spunta?"
U: "Non so, ma mi sembrava sensata."

S: "Sono piccola sono verde!"
Io: "Radioattiva?"
S: "No, però sparo blob di acido se vuoi"
Io: "Mi sembri più verde-Didò..."
S: "SCIIIIII MI SENTO GOMMOSAAAAA!!!"

(*) sorriso Caritas: sorriso derivato da paresi dei muscoli facciali che nasconde intenti omicidi del soggetto che lo esibisce.

16 marzo 2007

Venerdì di ordinaria follia

Fuori da una ditta di spedizioni, Ursula scopre che il pacco non sta nella borsa e decide di "spogliarlo" subito, ma lo scotch fa resistenza.
Silvia estrae delle chiavi: "Aspetta, così è più facile" e lo apre in due gesti.

Ursula la guarda: "Oh, come sei UOMA!"

Supermercato, banco frigo: Ursula controlla gli ingredienti del burro per scoprire se è salato. "Mmm... materia grassa, conservare in frigorifero, sai che novità."
Silvia: "Allora dovrebbero tenere in frigo anche me."

14 marzo 2007

Saggezza materna

"Ieri io e papà in chiesa abbiamo letto quel famoso passo sull'amore: l'amore è questo, l'amore è quello... Altroché! L'amore è che mi dia del caffè la mattina invece di propinarmi quell'orzo schifoso!"

05 marzo 2007

Profescional!

Al termine di una settimana passata ad urlare per lavori che non erano finiti e che in realtà stazionavano ben che conclusi sulla sua scrivania da almeno dieci giorni, il mio capo ha concluso l'escalation della cretineria con questa pietra miliare: "Silvia, lei deve capire: dev'essere LEI a darmi il ritmo di lavoro!".

19 febbraio 2007

I love the City! – London Report by Silvia & Ursula (part 3)

31 dicembre – l’anno muore se Dio vuole


L’ultima giornata del 2006 ci regala una scoperta: c’è gente che gira scalza per l’ostello... dai bagni alla cucina; poi salta allegramente sul divano e si pulisce per bene.
Mettiamo da parte il disgusto e via, ultimo giro nella metropoli, che ci porta alla Torre di Londra; cioè, all’esterno della stessa, visto che il biglietto d’ingresso costa 12 £ e la fila per aquistarlo è enorme. “Chissenefrega!” proclamiamo, l’importante è gratificarsi con belle foto della skyline di Londra… sì, come no!






Da noi si parla spesso di tutela del paesaggio, ma in Gran Bretagna non sanno manco cosa sia, altrimenti come avrebbero autorizzato la costruzione di quell’enorme coso fallico in vetro e cemento che spunta dietro la Torre di Londra???

In confronto il problema della Valle dei Templi di Agrigento è una sciocchezza!!!

Durante la passeggiata Ursula pensa di fare delle foto artistiche del Tower Bridge, cercando di prenderlo da diverse angolazioni… peccato che qualunque fosse il punto di vista, fra la sua macchina fotografica e il ponte parassitavano sempre delle coppiette in atteggiamenti affettuosi. Ok, alla fine abbiamo considerato che in fondo Photoshop l’hanno creato per qualcosa.
Attraversiamo il Tower Bridge, e a un certo punto troviamo il Visitor Centre del ponte, che sfoggia una parete piena di foto panoramiche e consente l’accesso a una delle torri. “Che bello!” esclamano le nostre… esclamazione seguita da “Maledettiladriinglesichestoponteelatorreseli tengano…” (e altre cose irripetibili) alla vista del costo del biglietto per salire: più di 5 sterline!!!

Decidiamo poi di fare un giro a piedi per la zona degli uffici, desolatamente chiusa nel giorno prefestivo. Ursula dà nuovamente prova delle sue capacità extrasensoriali, trovando per terra un ciondolo d’argento a forma di lettera dell'alfabeto, che mette in mano a Silvia dicendo “Ecco qua, prendi che è un segno!”. Silvia la intasca senza pensarci due volte e giuggiola felice.
Dopo un po’ arriviamo alla cattedrale di Saint Paul. Non si può entrare, c’è la funzione in corso. E anche se si potesse… costerebbe troppo! Scordarsi le foto dell’esterno, nascosto da impalcature. Un po’ sconfortate ci sediamo su una panchina del vicino parco; Silvia sospira mentre Ursula, cavato di tasca un tronchesino, si taglia le unghie fischiettando.

E’ ora di pranzo e decidiamo di tornare nei pressi dell’ostello, per affogare nel buffet offerto da Pride of India, un ristorante indiano dove si paga un tot e si mangia tutto quello che si vuole. Appena usciamo dalla metropolitana, Ursula scorge in lontananza un omino vestito in maniera tradizionale con un cartello, ed esclama “Eccolo! Guarda, è l’omino del Pride of India”… quando ci avviciniamo notiamo che sul cartello son scritte cose che riguardano la cucina greca… si, effettivamente osservandolo da vicino, il vestito tradizionale che indossa non è molto indiano. Ma nel frattempo abbiamo ritrovato il foglietto pubblicitario del ristorante e Ursula già pensa alle cose buone che mangerà. Arriviamo al ristorante, ma sembra chiuso. Ursula insiste “No no, è aperto, guarda, vedi i tavoli preparati?”. Ok, nonostante le insistenze e la speranza di Ursula, constatiamo che è proprio chiuso (maledetti!). “E adesso? Perché non andiamo al noodle bar che abbiamo visto l’altra sera?”. Ci incamminiamo e gustiamo un terribile cestino di cose cinesi non ben identificate (tra le quali dei noodle malefici e del pollo al limone coperto da quasi un centimetro di frittura che si riproporranno per giorni). Notiamo che lì dentro è tutto coperto di grasso, pertanto il pasto è veloce ed è fondamentale cercare di non toccare il tavolo con i vestiti.

Non ancora sazie, troviamo un bugigattolo che vende waffles appena fatte. Per poche sterline aquistiamo la nostra razione di grasso casereccio ed Ursula anche del tè per asporto. Mentre lei porcona perché non sa come mangiare senza buttarsi la waffle addosso (“Ora capisco perché non hai preso niente da bere, bastarda!” borbotta astiosa guardando la mano libera di Silvia) decidiamo di visitare i giardini di Kensington nonostante il tempo prometta un diluvio imminente e ci sia un ventazzo che non ha nulla da invidiare alla bora.

Silvia ingenuamente tenta di bere un sorso del tè… che ha temperatura roccia fusa, tanto che non le riesce di sputarlo perché è già evaporato! Ergo la nostra demente si aggira con la lingua violacea a penzoloni fuori dalla bocca piagnucolando “Come soffro!”, anzi “Gobve zoffrrrrol!”.

A questo punto Ursula, nonostante la compassione che prova verso la ferita, viene distratta da uno scoiattolo! No! non è uno… sono tanti!! E così inizia a rincorrerli con la macchina fotografica, ma non sono ben disposti così sta quasi per arrendersi. E a quel punto vede Lui: lo scoiattolo grasso sull’albero. E’ talmente lento nei movimenti che Ursula riesce a fargli diverse foto, e tenta di convincerlo ad avvicinarsi alla sua mano tesa, che sembra offrirgli del cibo.


Lui si avvicina, annusa, la guarda con odio e torna sull’albero (con l’espressione da “Ma se non avevi nulla da darmi perché diavolo mi hai scomodato?”). Non resta altro che proseguire, prima che ci salti in testa per vendetta.








A questo punto siamo ridotte a due povere dementi preda del più grave caso di ridarella degli ultimi anni; fioccano dialoghi del tipo:
“Metitti lì che ti faccio la foto; togliti che fotografo il posto!”
Oppure:
“Ehi, lì c’è l’entrata della metro!”
“Mamma che ventazzo!”
“Ho messo la scarpa nella melma…”
“Ho trovato l’entrata della metro, è lì!”
“Ma se te l’ho appena detto io!”
Puntiamo poi su Convent Garden, luogo apparentemente meraviglioso dove la pubblicità dice “Hai visto persone che fanno uso di droghe? barboni? accattoni? vuoi parlarne con qualcuno? rivolgiti alle forze dell’ordine per una città più sicura!”

Sono le 4 e a questo punto è meglio rientrare, dal momento che il supermercato chiude alle 5 e se vogliamo prenderci qualcosa da bere e mangiare per la sera ci conviene muoverci. I noodle ci fanno notare che sono ancora lì, così prendiamo due yogurt e decidiamo che quello sarà il nostro cenone di capodanno. Ursula per sicurezza si prende anche un muffin, che alla fine dovrà, suo malgrado, dividere con una Silvia affamata alle 2.30 del primo gennaio.
Manca solo l’alcool per il brindisi. Spumante? No, troppo caro. Birra? A parte la tristezza, ma vendono solo pacchi da 4 lattine da mezzo litro. La disperazione inizia a farsi strada nei nostri cuori. Troviamo dei vini spagnoli e del vino francese, ma sono cari… e poi son bottgliette piccole… quando ecco che lo sguardo ricade sull’ultimo scaffale in basso, dove brilla una scritta “Lambrusco rosso”. “Sì sì ottimo!! Guarda! Costa solo 1,50 sterline!!! Che bello!” “Farà schifo!” pensiamo … così per esser sicure di renderlo bevibile acquistiamo anche un succo di frutta per smezzare il vino: se costa così poco ci sarà un motivo.

In ostello cerchiamo di dormire un po’, ma non ci riusciamo, così stiamo lì a vegetare e a guardare – Ursula, almeno – la tv.
Prima di andare bisogna preparare il vino… Silvia lo apre… assaggia …. Con espressione di godimento esclama “Col cavolo che lo smezzo 'sto vino!” Ursula assaggia e constata che effettivamente è buono, così viene diviso in due bottigliette di plastica e il succo di frutta viene lasciato in frigo.












E infine eccoci per le strade, pigiate come sardine ma felici nonostante tutto. Chi se ne frega se vicino abbiamo una coppietta, se il gruppetto dietro si appoggia a noi come a un tavolo, se davanti abbiamo due tizi alti 1.90m… fare il countdown con altre 300.000 persone e godersi 15 minuti dei fuochi d’artificio più belli mai visti… vi garantiamo, vale la pena!




Finiamo quindi così, in gloria, senza dilungarci sul viaggio di rientro che ci porta da una Londra baciata da sole a Brescia, provincia della tristezza di vivere, nonché sulle cinque ore di treno fino a casa. È stato bellissimo e abbiamo un solo rimpianto: l’abito da regina dei vampiri rimasto a Camden! ;)

14 febbraio 2007

Love Never Ends

San Valentino. Volevo scrivere un bel post acido e cinico, ma per vostra fortuna ho cambiato idea. Ho guardato indietro, ai casini che ho fatto e a quelli in cui mi sono trovata in mezzo... tutti finiti allo stesso modo, con lacrime amare. Ma una storia che finisce per certi versi non finisce mai, perché ci portiamo dietro un pezzetto di chi abbiamo amato. Love never ends.

I only knew you for a while / I never saw your smile / 'til it was time to go / time to go away / sometimes it's hard to recognize / love comes as a surprise / and it's too late / it's just to late to stay / Beacuse the friendship that you gave / has taught me to be brave / no matter where I go / I'll never find a better prize / and tough you're miles and miles away / I'll see you everyday / I don't have to try / I just close my eyes
[Together in Electric Dreams, Giorgio Moroder & Phil Oakley, 1984]

06 febbraio 2007

Auguri Ursula!

Oggi è il compleanno della nostra Neechan*! Una donna che ha tutta la mia ammirazione perché è intelligente, carina, spiritosa, intraprendente ed "è anche una programmatrice donna" (come le ha detto qualcuno di recente)! E in aggiunta a tutto questo, se cercate di raggirarla, cari miei, non vorrei essere nei vostri panni... ^o^
Tantissimi auguri, cara, sei sempre un grande esempio! ;)

*Neechan = "sorellona" in giapponese

02 febbraio 2007

Tu che ne pensi? (chissenefrega!)

Che odio quando qualcuno ti chiede di esprimere la tua opinione e poi, non appena inizi a parlare, si volta dall'altra parte! Già sono una che parla poco, non occorre neppure fare la fatica di zittirmi. Se vuoi fare la figura della persona gentile, falla per bene e perlomeno fingi di ascoltare. ¬¬
O ancora meglio: risparmia tempo ad entrambi e va' a fare qualcos'altro.

Vorrei arrabbiarmi, ma la verità è che queste cose mi intristiscono.

24 gennaio 2007

Conoscenza profonda

Caterina era di malumore e ha sparato:
"Gli uomini, quando si tratta di donne, credono di sapere tutto, quando in realtà sanno meno di un feto (lui almeno sa dal di dentro)." è__é

22 gennaio 2007

Sad in the city - Episodio 10

Io: "Sara, non ti riconoscevo, chissà perché ti aspettavo con una giacca più chiara"
(Sara poi si toglie il giaccone rivelando dolcevita nera e maglioncino lilla)
S:
"Il cuore è nero, ma la confezione è rosa confetto!" dice fiera indicandoli.
U: "Eh ma il reggiseno sarà rosa..."
S: "Fucsia!" ^o^
U: "Eh infatti... io invece nera dentro e fuori!" *evilgrin*

Al ristorante giapponese. Ursula con le bacchette raccoglie briciole di cibo dal piatto.
Io: "Ti stai esercitando?"
U: "A prendere i pezzi piccoli."
Io: "Per quando?"
U: "Per i tempi di carestia, non so eh!" ¬¬ (per la serie: Silvia ma che razza di domande fai?)

18 gennaio 2007

I love the City! – London Report by Silvia & Ursula (part2)

30 dicembre: London, here we come!

Le nostre si alzano di buon’ora, e si preparano con entusiasmo al primo vero giro nella City!
“Guarda, c’è tanto sole, non si vede una nuvola. Che dici, Silvia, portiamo solo un ombrello?”
“Si, giusto, che non si sa mai. Portiamo il mio che è piccolo?”
“Ok, magari lo teniamo a turno”
La cucina dell’ostello è una specie di piccolo antro, 2m x 2m, affollata. Ursula decide che per prima cosa è meglio scaldare l’acqua per il tè, e poi mette delle fette di pane nel tostapane. La casa offre marmellata, burro, e nutella. Finalmente l’acqua bolle… e dopo una lunga ricerca fra pacchi e pacchetti di origine e contenuti ignoti, le nostre si arrendono: non ci sono le bustine per fare il tè. Possibile?? A Londra?? Mah… Ursula, da brava teinomane, pensa che verranno comprate il prima possibile. Dopo aver ricavato un piccolo spazio su un tavolo nel salotto (sempre invaso da parassiti accasciati sul divano), finalmente si mangia e si torna su per prendere i giubbotti e si esce in strada.
Dopo aver chiuso la porta, Silvia domanda “Ma hai preso l’ombrello?”
“No, non me l’hai dato.”
“Perché non me l’hai chiesto?”
“Quindi siamo senza ombrello?”
“Già … ma siamo fiduciose!” (più che fiduciose, non c’è nessuna voglia di rifare i 4 piani di scale…)

Eccoci per le strade, baciate in fronte dalla fortuna che ci regala una mattina di sole e cielo terso, mentre constatiamo che la lingua più parlata è… l’italiano (oooh), e il passante tipo… la coppietta che si accoppia (eeeeh).

Per prima cosa immortaliamo il monumento a Boadicea; la ressa rende difficile lo scatto ma facile comparire nelle foto di almeno una cinquantina di turisti.
Anche la statua è infastidita: sembra nella tipica posa "Ma daaaai! Al diavolo sti rompipalle!"




Passiamo davanti al Big Ben e il Parlamento, ammiriamo la cattedrale di Westminster (solo dall’esterno, visto il prezzo d’entrata) e alcune curiosità che si trovano per strada:
“Che razza di roba è?” (di fronte a una sorta di rombo di metallo alto al ginocchio)
“Boh? Uno smistafolla?”
“O uno sfollagente: lo gettano in mezzo alla folla! Ahahahah!”

Al mercato di Camden Locks siamo attratte dai tipici prodotti inglesi: vestiti dark, autoreggenti con la zip, guanti di pizzo, pashmine. Quando la fame chiama, ci imbattiamo in una cinese che grida “Come here ladies, chinese food and indian food, all mixed up together, very delicious!”. Dieci minuti dopo, ancora congratulandoci per l’ottimo affare fatto, giriamo l’angolo e scopriamo un vicolo pieno solo di baracche mangerecce… molte a prezzi inferiori. ^^;

Nel pomeriggio si cominciano a notare i primi segni di cedimento:
“Prendiamo la Circular?”
“Mmm mi sento spossata.”
“Spaesata?”
“La Circular!”
“Ah, spossata!”
La metro concilia uno stato di trance, che porta Silvia al dormiveglia e qualcun altro alle premonizioni; ad un tratto infatti Ursula le fa pat-pat sulla spalla dicendo “Su, dai, manca solo un mese!”
“Un mese a che?”
“Boh? Mi è venuto sto pensiero dal nulla.”

Non del tutto stanche di camminare e vista l’ora, decidiamo di andare a vedere anche i mercatini di Portobello Road. Sappiamo già che non compreremo nulla, ma un giro vale la pena farlo. Appena usciamo dalla metro… inizia a piovere. Silvia tira su il cappuccio pensando all’ombrello nella sua valigia. Ursula guarda con odio il cielo pensando all’ombrello di Silvia, al suo e al cappuccio del piumino chiuso in valigia. All’inizio piove poco, pertanto decidiamo di incamminarci lungo la via comunque. Dopo 10 minuti inizia a diluviare…
Tentiamo di infilarci in qualche negozietto, ma non è un’azione semplice, primo perché non ci sono tanti posti dove ripararsi, secondo perché la stessa cosa stanno facendo quasi tutti gli altri turisti. Ok, Ursula decide che bisogna comprare un ombrello, visto che non accenna a smettere…
Camminiamo un po’ e Silvia indica un cesto contenente due ombrelli con la bandiera inglese al posto della normale tela colorata. Costano 5 sterline (7,50 €, n.d.r.). Ursula si rifiuta. Silvia la guarda con odio. Ursula è sicura che ce ne saranno altri. Dopo un po’ entriamo in un negozio stile “Acqua e sapone”, dove vendono ombrelli ancora più cari. L’odio di Silvia aumenta dopo il rinnovato rifiuto di acquisto da parte di Ursula. Dopo altri dieci minuti sotto la pioggia, miracolo! un negozio espone sobri ombrellini a 3 sterline. Ursula ne compra uno bordeaux: a questo punto non ha scelta, vista l’aria minacciosa della compagna di viaggio. Lo apriamo … “ah, finalmente un ombrello”… si gira due volte per colpa del vento simile alla Bora che abbiamo scoperto si alza ogni pomeriggio … e smette di piovere.

Alle cinque arriviamo finalmente in camera. “Bon, ci riposiamo 10 minuti e poi facciamo un giretto in centro prima di cena, che ne dici?”
“Sì sì, dieci minuti.” Si infilano il pigiama solo perché in camera fa troppo caldo per star vestite. Dopo alcuni istanti Silvia borbotta “Ti dispiace se faccio un pisetto veloce?”
“No no, tranquilla, ti sveglio io.”
Dopo cinque minuti ronfiamo entrambe panza all’aria.
“Mmm ci voleva un riposino… che ora è? MIODIOSONOLESETTE!”

Ursula vuole andare da Harrod’s, famosissimo super negozio nel centro di Londra, ora in piena stagione di saldi e ancora addobbato con le decorazioni natalizie. Visto che a pochi passi dall’ostello c’è un altro centro commerciale (Whiteleys), decidiamo di fare prima un giro lì e poi di andare da Harrods.

Guardiamo un po’ di negozi, restiamo ammaliate da Yo!Sushi, uno sushi-bar carinissimo e decidiamo che è ora di andare.
Peccato che la guida di Londra sia rimasta in ostello… Poco male, c’è una fornitissima libreria al primo piano. Così, mentre Silvia fa finta di cercare altro e mostra ad Ursula una serie di libri inutili, la seconda sfoglia una guida di Londra alla ricerca dell’indirizzo di Harrods. “Eccolo , l’ho trovato! E’ facile, si scende lì con la metro e ci siamo… Ah.. chiude alle 7… Silvia, che ora è?” “Le 7.30” … “Ok… Sushi bar?”

Il sushi bar è uno spettacolo. Ursula resta affascinata da un sistema di distribuzione del cibo che non ha mai visto, e decide che non andrà via da lì se non avrà provato almeno uno di quei deliziosi piattini colorati contenenti sushi e altre delizie. Restiamo 10 minuti in attesa che qualche nuovo cliente si accomodi, per capire da dove si comincia e se dobbiamo parlare con qualcuno prima. L’attesa è un fiasco, così le nostre decidono di metter piede vicino al banco. Immediatamente vengono raggiunte da un cameriere che ci chiede se è la nostra prima volta, e che ci spiega come è organizzato tutto. Ci sediamo, di fronte a noi vengono messi due bicchieri per l’acqua che possiamo prendere da delle fontanelle impiantate nel bancone, ci serviamo delle bacchette, dei tovaglioli… e iniziamo a guardare i piatti che ci passano davanti. I piattini hanno colori diversi, a seconda del prezzo. Partono da 1 sterlina e 50 pence per arrivare a 5 sterline. “Prendiamo solo quelli da 1,50 e da 2?” “Si, si, meglio.”
Alla fine, dopo una pila di piattini, l’unico colore che manca è quello da 5 sterline.
Che dire del cibo? Buonissimo!!! Ursula vorrebbe affogare in quei sushi e nei piccoli maki… ma è ancora trattenuta dai soldi più che dallo stomaco, pertanto dopo un ultimo “ancora uno devo prenderne … ecco… quello verde con i maki al cetriolo… è mio!!” le nostre si incamminano sazie ma felici verso il centro di Londra.

Oh, Piccadilly Circus! Oh, le luci! Oh, i palazzi! Oh, gli stronzi che si corrono incontro abbracciandosi davanti a noi quando Ursula tenta di fare foto!








Oh, tutti i pali… spennellati di grasso??? “Attention, anti-climbing paint” dicono i cartelli, ma a casa nostra quello e` grasso. Cominciamo a chiederci preoccupate cosa facciano i londinesi a fine anno.







Facciamo un giro fino a Carnaby Street, notevole nonostante l’ora veda tutti i negozi chiusi, ed ammiriamo la vetrina più kitsch del mondo: un negozio di giocattoli espone due bambole di Barbie e Ken, a grandezza naturale, vestite da sposi. Ken tiene la mano di Barbie e la muove in quello che dovrebbe essere un gesto tenero, ma di fatto sembra che voglia staccarle il braccio. Immortaliamo il tutto per Sara e ce ne torniamo in ostello, di nuovo stanche nonostante la ronfata di prima.


Next… New Year’s Eve in London!

06 gennaio 2007

Propositi

È iniziato il 2007 ed è tempo di propositi. Mi piace fare propositi, è un modo per decidere su cosa indirizzare le mie energie. Inoltre, quando lasci la mente libera di vagare, chiedendoti cosa desideri *davvero*, puoi avere delle risposte sorprendenti.
Comunque, lasciando perdere questo discorso, la parola d’ordine per quest’anno è: novità. Fare cose che non ho mai fatto, sia in piccolo che in grande. Ogni giorno, concentrarsi su qualcosa di nuovo. Staremo a vedere cosa succederà, nel frattempo buon 2007 a tutti! :)

04 gennaio 2007

I love the City! – London Report by Silvia & Ursula (part 1)

E’ il 29 dicembre. Due donne si imbarcano su un volo Ryanair per Londra al grido di “Andiamo a seppellire il 2006!”…
… e scoprono che l’anno vecchio ha ancora qualcosa da dire, affiancandole a una coppietta che per tutto il volo cerca di accoppiarsi senza slacciarsi le cinture di sicurezza.

Siamo sul pullman che ci porta da Stansted a Victoria Station; mentre Silvia, che non è mai stata a Londra, ripete come una bambina rompipalle “Che bello! Che bello!”, Ursula che ci è già venuta una volta guarda pigramente dalla finestra e riflette “Oh un castello, chissà cos’è…” e si sente una voce dal fondo “Ecco la Torre di Londra!!!”. ^^;



Qualche piccolo inconveniente con la valuta del luogo: due banconote da 10 e 20 £ del 1993 vengono rifiutate con orrore dal bigliettaio della metro.
“Sarà perché c’è scritto Bank of Scotland?”
“Ma dai, è come se in Friuli non ci accettassero gli euro triestini!”
“Eeeh secondo me prima o poi succederà!” ride Ursula che girandosi si trova faccia a faccia con una ragazza che era in pullman con noi e che aveva esordito con “Ce ballis!” vedendo l’affollamento… In ogni caso non abbiamo mai scoperto cosa avessero, se non che abbiamo dovuto sganciare 75 pence al cambio per sbarazzarcene. Veniva voglia di picchiare l’omino del cambio finché non avesse detto la verità!



Ma parliamo un attimo dell’ostello. Per Silvia è la prima volta e cerca di adattarsi il meglio possibile in modo che la Maestra Ursula non trovi da ridire (anima santa che ha sopportato le mie folli divagazioni per tre giorni senza battere ciglio, n.d.Silvia). Qui scopriamo uno dei corollari della legge di Murphy: “Se un ostello ha 5 piani e non ha l'ascensore, la nostra stanza sarà sicuramente all'ultimo piano!”. Le scale sono all’inglese, che significa piccole strette ripidissime e a chiocciola. Dato che la toilette è una rampa sotto, cominciano i commenti:
“Devo andare in bagno”
“Vai”
“No, posso ancora resistere.”

Ed ecco Silvia che ci mostra la lussuosa camera!

Si possono ammirare due letti attaccati, i piumini azzurri, un tavolo grande e inutile, il lavandino, il televisore e il frigo..... che però vedremo meglio nella prossima immagine!


Ed ecco il fantastico frigo, pieno di... due fantastici yogurt!!

Ah si... a lato si intravede una cassettiera, che dopo un primo tentativo abbiamo deciso fosse meglio non esplorare troppo in giro!!

Prima di chiudere la giornata, perché non fare un giro in centro? Dopo aver percorso su entrambi i lati l'affollatissima e variegata Queensway (grande strada a due isolati dall'ostello), ceniamo in un posto dove fanno il kebab (luogo tra l'altro travestito da Fish & Chips). Ursula punta subito a un piatto completo: ha tutto, è semplice da pronunciare e costa relativamente poco. Silvia subito esordisce con “ah, no, prenderò solo il kebab. Le patatine non mi va di prenderle, non ho tanta fame ....”. Al suo turno di ordinare prende lo stesso piatto :P



Chiediamo di poterci sedere nella sala interna, giusto per non essere lì della porta (su un tavolo che definire oleoso è dire poco). L'unico posto libero è un sordido tavolino in centro alla sala, più unto del precedente e senza sale e salse.... Ci accontentiamo tentando di non far cadere nulla fuori dal piatto e ci facciamo fuori il primo pasto a Londra!



Infine, it’s nanna-time! In camera fa un caldo porco. Silvia, calorosa quanto una biscia al polo Sud, si infila tutta felice sotto la coperta rosa stile peluche e il piumino azzurro forniti dalla casa, esibendo persino orridi calzini notturni. Ursula invece, dopo una sofferta riflessione guardando sudata il pigiama, si infila sotto il lenzuolo con un paio di braghine nere, la canottiera a spallini stretti e la sciarpina celeste da passeggio attorno al collo “per evitare il mal di gola”. Vari tentativi di fotografarla incontrano minacce di violenza fisica.

End of day 1 – more to come!

22 dicembre 2006

Let the joy snow!

Tra pochissimo è Natale.

L'anno scorso a questa data credevo che la primavera non sarebbe mai ritornata. Per la prima volta in vita mia ho odiato il Natale.


Una delle mie citazioni preferite dice "non può piovere per sempre". Quest'anno per me non piove, anzi credo di non aver mai amato tanto il Natale. Non è successo nulla di straordinario, tutto ciò che già ho sembra la cosa più meravigliosa del mondo; ma la cosa più bella, quella che mi scalda il cuore, sono i sorrisi dei miei amici e della mia famiglia.
Qualcuno dice che il Natale è una festa commerciale, ma io dico che è tale solo se noi lo vogliamo. Per me quest'anno Natale significa guardarmi attorno, sentire quanto amore ricevo ogni giorno e ringraziare di essere viva per poterlo sentire. E' come lasciarsi bagnare da una pioggia di sorrisi.

Baci e tanti auguri a voi tutti, possano le feste portare solo serenità!!! ^__^

07 dicembre 2006

Happy End

Giorni fa, un amico mi dava - ripetutamente - della folle per la mia abitudine di leggere i finali dei libri prima ancora di iniziarli o quando sono a metà (questo per quanto riguarda le storie d'amore). Ora... io gli ho dato una spiegazione intelligente sul mio comportamento, ma mi sono trattenuta a fatica dal fargli la solita battura che si fa tra donne (anche perché non se la merita, ma volevo farla lo stesso! Acc... ce l'avevo sulla punta della lingua, non so come ho fatto a non resistere!):

- è ovvio che una donna si aspetti un finale decente da un libro, visto che non se lo può aspettare da un uomo :D

Vedete a cosa siamo ridotte? Anche se è una bravissima persona, io non resistevo comunque a fargli questa battuta! Forse sarà perché di uomini di qualità ne sono rimasti pochi?! C'è troppo acido in noi!

04 dicembre 2006

Il Sara-pensiero (reprise)

Racconto alle ragazze le ultime sventure di Caterina.
"Certo che è proprio sfortunatissima!"
Sara: "Perché??? Ha l'uomo!"


T__T

30 novembre 2006

Vi presento Mimimma


Beh, a questo punto è d'obbligo mostrarvi una foto della mia nuova compagna d'appartamento!

Ecco a voi Mimimma! (per gli amici Mimì)

Ah... e come potete notare mi è tornato Internet, che se n'era andato di nuovo per un paio di giorni (grazie Infostrada, grazie...)

27 novembre 2006

Sad in the city - Episodio 9

Sara (cantando): "I see your true colours shining through..."
Silvia: "Cioè che sei marrone dentro lo vedo comunque..."

"Se Dio non avesse voluto che gli uomini fossero zerbini, non li avrebbe fatti pelosi."

Notizia fuori programma: Ursula ha una gattina! Benvenuta Mimì! ^^

17 novembre 2006

Volti d'autunno

Eccoci qui a tentare di risollevare un po' questo blog morente, con delle splendide immagini di splendide donne e foto che immortalano momenti goderecci!

Rondò Trieste - escursione poco godereccia (ci abbiamo pensato ben noi in seguito a renderla tale passando al ristorante cinese)....







Ohhh... onore a Bacco e alla cioccolata!! Siamo a Ruralia qui, 3 padiglioni di cibo nella sperduta Gorizia.... ma non ci scoraggiamo facilmente. Grappa alla mela (PomoPiù, famosissima marca), grappa al lampone e nocciole ricoperte di cioccolata!!!


Ed ecco Sara un po' sfatta (nota: è l'unica a non aver bevuto la grappa!!!), sempre a Ruralia







Appuntamento al ristorante Giapponese
(voglio morire di indigestione di sushi....)


... e dopo il Giapponese ci sta sempre bene un po' di sano spirito :D







Ok, tralasciate i commenti e godetevi le foto... e soprattutto (per chi non c'era) ... invidiateci :P

25 ottobre 2006

Simbologie

(conversazione riportata in forma abbreviata)

Io: "Guarda, questo ciondolo a forma di chiave me l'ha regalato il mio ragazzo. Mi piacciono molto le chiavi, hanno una simbologia particolare, trasmettono dei significati..."

Bloody Mary: "Sì, 'aprimi'"

:DDDDDDDDD

18 ottobre 2006

Dialoghi mattutini ...

Vi sveglio questa mattina con questo bel dialogo avvenuto nella stanza accanto fra due colleghe, che che chiamerò C.e S.
S: Ah, ho visto la puntata di Dr.House di cui mi hai parlato, ma che tristezza, è andato con la ex-moglie
--- (o qualcosa del genere... la prima frase non l'ho seguita molto, è il seguito che conta)
C: Ah si
S: Ma dai!!!!Con quella lì che oramai è brutta e vecchia
C: Ehm.. ma vabbè, è giusto... si spera di non esser lasciate quando si invecchia solo per via della vecchiaia... dà speranza.
S: si, effettivamente quando lei si vede a letto ha comunque un bellissimo corpo. Però lui poteva restare con l'altra dottoressa
C: ma no! quella è sì bella, ma è fredda, ha un volto durissimo
S: si, ma è bella e giovane!
..........


S. Ah, ho incontrato X con la mamma. Certo che X è proprio brutta. Pensavo fosse migliore avendo visto il fratello.... dai, si vedevano i cuscinetti!
C. Che cuscinetti?
S. La cellulite!
C. ??
S. Si, aveva i pantaloni neri ma si vedeva la cellulite. Eppoi è bassa.

Tutto questo post perchè? Perchè mi viene il sospetto che i più rompipalle e fissati su aspetto fisico (ed età in questo caso) sono proprio le donne... gli uomini lo sono di riflesso!

09 ottobre 2006

Una buona parola fa sempre bene

"Quando incontro una ragazza mi sento come sul campo di battaglia, bisogna servirsi di tattiche, osservare il nemico e valutare ogni mossa, è una partita a scacchi. Tu invece sei una partita a briscola con birretta e salumi misti in osmiza."

05 ottobre 2006

Smile!

Una delle cose che mi piace di più e riuscire a far ridere di gusto una persona. E con "di gusto" mi riferisco non a una risatina, ma a una risata grande, lunga, saporita, magari con tanto di lacrime al viso e persona che si piega in due.
Adoro le persone che sanno ridere così. E adoro farle ridere così. Oggi ce l'ho fatta due volte :DDDD

26 settembre 2006

Il Sara-pensiero

Io: "Io sono Trinka Trinka!"
Ursula: "E io Godo Godo!"
Sara: "E io... Nada Nada!"
^o^

T__T

dopo un po'...
Io: "Gatanera, tu potresti essere Sbafa Sbafa, sei una scafa (=lavandino)! E tu Sara, che ne diresti di Sbava Sbava?"
Sara: "Troppo viscido. Facciamo Spera Spera, anzi... Speta e Spera!" ^o^

T__T

24 settembre 2006

Ottimismo e pessimismo (post semiserio)

Ripensando a ieri sera ho fatto un po' di considerazioni... pensavo di essere particolarmente pessimista, ma in fondo mi sa che ci sono persone apparentemente ottimiste molto più pessimiste di me!
Questa considerazione me l'ha fatta spuntare nella testa Sara (scusa Sara, non arrabbiarti se ti cito in questo frangente). Dialogo (in realtà è un misto fra il dialogo avuto ieri sera e uno di qualche giorno fa):
Ursula: Che bello! E' la fine di settembre e fa caldo! Io vado al mare! Sara, vieni?
Sara: Mhhhh... che bel... ma mi go già messo via el costume
Silvia (ieri sera): beh.... tirilo fora
Sara: Ma mi ormai son proiettada per settembre (a parte che ormai al limite si dovrebbe esser proiettati per ottobre, considerando che fra pochi giorni settembre finisce)
Ursula: si, ma fa caldo
.... (discorso lasciato cadere nel vuoto)

Ora, so che il mare non è un discorso serio, però credo che l'atteggiamento che ognuno di noi ha anche verso le piccole cose rifletta in realtà l'atteggiamento che si ha un po' per tutto nella vita.
Vedere che fa ancora caldo e che c'è ancora il sole significa secondo me tentare di cogliere l'attimo in un certo senso, cercare anche se non sempre si riesce, di vivere il momento.
La mia idea è "adesso c'è il sole, domani non so come sarà.. pertanto godiamoci sto sole"
Ovviamente il discorso è allargabile anche per altre cose. Se si aspetta sempre il domani, e se ci si proietta continuamente sul domani.. va finire che domani arriva e a quel punto ci si chiederà "Ma ieri dov'ero?".. e ieri era tutta la vita...

Ok, stop con le considerazioni serie :)
Trinka trinka!!! (complimenti a Silvia per il nuovo motto )

23 settembre 2006

Sad in the city - Episodio 8

Cari lettori lettrici aficionados troll e chi più ne ha più ne metta, vi scrivo sotto l'influsso di Dioniso, dio dell'ebrezza e del vino, ma anche dell'irrazionalità e della pazzia. Un grande.
Tonight noi donne di qualità ci siamo trovate in una Trieste piena di gente (roba da pura fantascienza!) e, dopo pasto rituale, siamo andate a bere al Circus. Gente, bisogna tornare più spesso. Subito le nostre, sollecitate dal caldo del locale e dalla fauna, si sono sbottonate gilet e camicie. Cioè, io e Ursula. Il mio tentativo di aprire la zip della giacca a vento di Sara mi ha valso un'occhiata omicida.
Quindi mentre noi due veterane ci godevamo l'alcool, mostravamo il potenziale e pensavamo come ci sarebbe stato bene un salto in discoteca (previo adeguato cambio d'abito), la nostra Sara pensò bene di dichiarare un po' schifata "A ME NON INTERESSA RIMORCHIARE"
E noi corvacci: "E come credi di trovare l'uomo della tua vita? Mica lo coltivano per te sotto un cavolo!"
Sara: "Non ci avevo pensato..."
T__T vi giuro che noi proviamo ad educarla!

Ma se Sara ci abbandona, Dioniso per fortuna è con noi ed il suo spirito mi ha suggerito parole di grande poesia, saggezza e 0 in lingue straniere:
"Hola! Como estas? Habemos bebeo y estoy storta! 8) porque no se puede estar storti para toda la vida? Trinka Trinka!"
Un saluto a quei santi che si beccano sms come questi ma riescono lo stesso a sopportarmi!

22 settembre 2006

Il trenino storico e le nostre eroine

Data: 27 agosto 2006
(ok ok... meglio tardi che mai, no?)
Luogo: Trieste
Le nostre eroine decidono di fare una gita domenicale. Ovviamente scelgono un bel giorno estivo di pioggia!! Poco male, tanto devono restare tutta la mattina sul treno storico che le porterà da una stazione all'altra a scoprire lati nuovi della città.
Il viaggio parte bene, unica nota negativa, i compagni di viaggio... a parte noi, il bigliettaio (autore tra l'altro di questa foto), e due malefici bambini che io e Silvia volevamo far accidentalmente volare giù dal finestrino... l'età media si aggirava fra gli 80 e i 90.
Nonostante la vecchiaia dei partecipanti, comunque, non siamo riuscite a mangiare nulla nel mitico aperitivo offerto a Villa Opicina dalle FFSS, in quanto investite da una massa sgomitante di locuste assatanate...
A parte il viaggio simpatico ed originale, nessuna chicca da raccontare... a parte il tentativo di far imparare le Regole a Sara, la quale invece che leggerle con calma e in modo approfondito ha letto solo i titoli dei capitoli del libro!! :D

06 settembre 2006

Adottiamo un piccolo mostriciattolo!

Scusate la demenza!! Sarà il ritorno del caldo, la poca voglia di lavorare, l'età che avanza inesorabile... ma ho deciso che era nostro dovere adottare un piccolo mostro che sputa veleno (acido???)... guardate in basso a sinistra e non insultatelo (non insultate neanche me, please)

04 settembre 2006


Il canto dei polmoni
ovvero
Il riposo delle guerriere dopo la stremante salita....

Data: 15 agosto 2006

Luogo: l'impervio (....) sentiero del Rilke dove il pericolo è in agguato dietro ogni cespuglio (ossia le coppie malefiche che si appostano nei punti panoramici migliori... e NON guardano il panorama, intralciando il traffico e basta)

Squadra: le fondatrici di questo blog (3 donne e 1 fantasma)

14 agosto 2006

Sad in the city - Episodio 7

Neanche Ferragosto ci ferma! E tralasciamo il fatto che oggi ero una dei pochi disgraziati chiusi in ufficio a fissare il vuoto!

"Io sono nata per cercare l'amore!" ^o^

"Silvia sei troppo brava ad imitare un uomo; non è che ti crescerà il pisello?"

"Siamo delle fogne, la tavola è piena di roba!"
"Be', ma mica l'abbiamo mangiata tutta."
"Lascia, che c'è ancora tempo..."
più tardi... "Ursula che ti avevo detto?" [guardando il tavolino pieno di bicchieri e piattini vuoti]
"Be', siamo fogne fino in fondo, ci prendiamo un gelato?" ^^
[N.B.: siamo state al giapponese, in pub a bere cocktail alcolici con una di patatine fritte per far fondo e POI a prendere il gelato]

Buon Ferragosto a tutti!!!

28 luglio 2006

Ma la speranza muore davvero per ultima?

Buonasera,
sono appena tornata dal cinema, dopo aver visto il gran bel film "La casa sul lago del tempo". Ora, il film è davvero ben fatto, molto romantico e con un evidente lieto fine... (e Kenau Reeves fa sempre la sua figura, specie quando doppiato da Luca Ward...)
In seguito alla visione ho avuto una serie di elucubrazioni mentali... Una mia amica (chissà chi sarà...) dice che un film DEVE avere un lieto fine per essere bello. Insomma, che cambi tutto ma deve esserci un lui (possibilmente figo), una lei (indifferente), si devono innamorare perdutamente e il loro amore e la loro felicità devono venir esaltati nel finale.
Questo, sempre secondo la sua filosofia, perchè già la vita è triste, se sono tristi anche i film meglio spararsi (non dice proprio così, ma il senso è quello).
Ora, secondo voi, davvero vedere sempre storie felici che finiscono bene, di amori incredibili, fanno bene al cuore?
Facciamo un paragone. Mettiamo che un mio amico/a sia diabetico, e che quindi il destino gli abbia negato la possibilità di mangiare dolci... secondo voi, se io lo porto a fare un giro in pasticceria (senza che possa mangiar nulla ovviamente) lo rendo meno triste perchè vede i dolci? o perchè vede me mangiarli?? a mio parere come minimo augura alla pasticceria il fallimento e a me un'indigestione....

Bene, spero abbiate colto la similitudine delle situazioni... mi piacerebbe sapere che ne pensate....

25 luglio 2006

[Sara Fake] Saluto

Salve, sono Sara. E’ da molto tempo che viene reclamata a gran voce la mia presenza su questo blog. Purtroppo finora non ho avuto molto tempo, perché il lavoro mi impegna tanto, e non ne ho neanche adesso. Infatti la mia grande amica Elena, facendo finta di essere me, ha deciso di scrivere i miei interventi sul blog. Grande l’amicizia, eh?
Dunque, che dirvi di me...? Mi piace molto l’arancione, l’Irlanda, la Guinness... Per quanto riguarda la questione di Castigatore, che dire...? E’ peggio dell’Uomo Gelato!
Vabbe’, adesso devo andare, piacere di avervi conosciuti. Ciao!

P.S. Essendo un fake, declino qualsiasi non somiglianza con l’originale.

24 luglio 2006

Giusto per farmi insultare un po'....

Insomma, sembra sia confermato... alla fine qui dove lavoro mi sa che chiuderemo non una ma ben due settimane! Stamattina una delle cape mi fa "si, alla fine chiudiamo 2 settimane... tu vedi... se hai cose da fare magari lavori un po'... se no fa vacanza".... (questo dopo 10 giorni di ferie appena conclusi)... ohhhhh!!! questo si chiama "bel lavoro" ;P

23 luglio 2006

Origini

Leggendo la risposta di Ursula, ho ripensato ai motivi per cui abbiamo creato questo blog.
“Discorsi spudorati” è nato durante un postpranzo in un grazioso bar triestino, tra la voglia di continuare a dire scemenze tra noi quattro anche quando non siamo fisicamente nella stessa stanza e il desiderio di creare qualcosa insieme.
Quindi, quello che vorrei dire è:
ragazze, anche se si tratta solo di due righe, scriviamole. Parliamo di noi, parlate di quello che volete, ma facciamolo crescere questo blog. E soprattutto, anche a costo di usare le minacce, convinciamo Sara a contribuire :D
Altrimenti comincerò a scrivere falsi post intitolandoli Sara... (che ne dici, Sara, ti basta per smuoverti? ;)).
Per quanto riguarda Castigatore, lo conosco di persona e, anche se dai suoi post non sembra, sa essere simpatico :D Quindi consideratelo alla stregua di quel ragazzino che alle elementari vi tirava i capelli per attirare la vostra attenzione, non datevi troppa pena per quello che scrive ;)

21 luglio 2006

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Carissimi amici e soprattutto amiche del blog, eccomi di ritorno dopo un periodo buio (leggi: esclusa dalla Rete).
Piuttosto che commentare ogni singolo post, ho deciso di riassumere qui un paio di commenti su quello che ho letto delle settimane passate...

Prima considerazione: mi piacerebbe che i partecipanti del sesso maschile partecipassero in modo un po' più intelligente (dite che è impossibile?). Quei rari uomini che si aggirano qui dentro per vedere semplicemente quanto male si parla di loro, non fanno altro che confermare delle cose che noi magari diciamo in modo "finto serio" ma che in fondo speriamo sempre siano solo dicerie. Stare a fare battutine del tipo "se non ti vuole è perchè sei brutta" o "non ha già sofferto abbastanza a stare con voi?" mi sembrano quelle solite battute scontatissime. Volete sentire e scrivere battute dette e stra-dette che conoscono tutti? Beh, vi facciamo una sezione apposita e li potete sfogarvi a piacimento! Basta chiedere, sempre disponibili ad accontentarvi, no? :)
Ovviamente sto generalizzando, c'è anche chi dimostra di avere un minimo di materia cerebrale per fortuna....

Seconda considerazione: mi piacerebbe ci fossero meno generalizzazioni... siamo in più ragazze qui a partecipare, e, nonostante ognuna mi sembra mostri sempre, o almeno quando può, idee diverse l'una dall'altra, chi viene a commentare ci ha già indicato come un gruppo di "vedove allegre con poca (o nessuna) attinenza alla realtà" che si parlano addosso, cosa "utile solo a (auto)consolarsi a vicenda sentendosi meno reiette."
Ora, reietto sarai tu, ed è l'unico commento che farò al riguardo perchè qualsiasi altra considerazione mi abbasserebbe al tuo livello....
Seconda cosa, anche a me non piace dividere semplicisticamente in tipologie le persone; ogni persona per me in genere è un individuo unico... (tranne alcuni casi umani di mia conoscenza di cui un giorno magari vi racconterò, dove non si può nemmeno dire "è così perchè è uomo/donna).
Eppoi, ammettete almeno che c'è molta fantasia in tutte queste tipologie... c'è chi (e non dirò "voi uomini" come vi aspettavate) sa dividere il mondo solo in "trombabile" e non "trombabile"... un gran livello di fantasia e un grande sforzo mentale, no?

Concludo qui il mio post polemico... e mi scuso in anticipo con le mie amiche per le mie considerazioni forse troppo seriose :)

16 luglio 2006

Dreams

Ho voglia di raccontarvi il sogno che ho fatto stanotte.
Il luogo dove vivevo (e forse tutta la Terra) stava per essere inondato dalla pioggia. Un diluvio che avrebbe reso tutto inabitabile. Sapevamo che questo sarebbe accaduto tra qualche ora (il cielo era ancora terso, cosparso però di piccole nuvole nere), e quindi stavamo facendo i bagagli per poi salire su una sorta di astronave/aereo che ci avrebbe contenuti finché il diluvio non fosse passato (dopo giorni, mesi, anni...?). L’atmosfera non era drammatica. Era simile a quando devi partire in fretta per le vacanze estive e quindi devi sbrigarti a mettere le tue cose dentro i bagagli per non perdere il treno.
Sono andata nella mia camera (non quella attuale, bensì la camera della casa dove ho trascorso i miei primi 23 anni di vita) e mi sono messa a fare la valigia. Al che si è presentato un problema rilevante: che fumetti mi sarei portata dietro? Mi sono seduta per terra davanti alla valigia e ho cominciato a pensare:
1) La mia camera è al terzo piano. Forse l’acqua non arriverà fin qui e la mia collezione si salverà. Allora non mi porto niente?
2) Ok, e se non si salvasse niente? Che mi porto? In valigia non ci sta molto, al massimo dieci volumi. Meglio una serie intera. Sufficientemente bella, perché sull’astronave avrò da leggere solo quella. Breve. Ho adocchiato una pila di manga di scarsa qualità, numeri di serie che non avevo completato, e mi è venuto un moto di stizza perché erano cose che non avevo ancora letto ma non potevo mica riempirmi la valigia di manga mediocri!
Nel frattempo, a causa dell’imminente diluvio, c’era agitazione nel mondo dei supereroi e le leghe si sfaldavano e rinascevano. Ho un vago ricordo di Robin che costituiva un’improbabile lega, ma non ricordo assolutamente con chi (neppure se fosse un supereroe o un supervillain)!
E mentre succedevano tutte queste cose, io pensavo soddisfatta: capita a fagiolo questo diluvio. Guarda che camera incasinata e quante cose ho per terra! Se viene il diluvio, tutto questo verrà distrutto e non avrò il problema di decidere cosa buttare via. :D
Quando mi sono svegliata, stavo ridendo :DDDD

12 luglio 2006

"Che ti venisse un...!"

Fa caldo, i Mondiali sono finiti (CAMPIONI DEL MONDO!!! ok scusate metto via la bandierina), fa caldo, le ferie sono lontane, fa caldo, molti amici sono già partiti e fa caldo. E' il momento ideale per lanciare una domanda inutile ma divertente quanto i test idioti che si fanno sotto l'ombrellone: cosa augurereste al vostro ex? La domanda vale naturalmente anche per gli uomini.
Finora le mie conoscenze hanno risposto:
- emorroidi a grappolo inoperabili
- impotenza fulminante
- calvizie (o cerica, ha corretto una, dal momento che il pelato è di moda)
- pustole sul viso
- alito pesante perenne
In fondo siamo tutti persone equilibrate che non vorrebbero davvero il male di chi abbiamo amato (o ancora amiamo); ma alle volte, quando la demenza sale, che cosa avete augurato a questo/a individuo/a, ridendovela grassamente?

02 luglio 2006

Amicizie maschili - tipologia

Un'interessante casistica proposta da Bloody Mary a proposito dei vari tipi di amico che può avere una donna. Ringrazio B.M., che mi ha gentilmente concesso il permesso di pubblicarla:
1) Amico inseguito, che c’è ma non si vede (come un Tampax) e che comporta un enorme sforzo di mantenimento da parte tua. Succede spesso con persone particolarmente timide o introverse – o al contrario talmente piene di sé che non riescono a trovare un millimetro cubo di spazio/tempo vitale da dedicarti.
2) Amico inseguitore, che non ti molla mai: è capace di scriverti 5 sms alla settimana inventandosi qualunque scusa per incontrarti finchè non ti fa esplodere costringendoti a spiegargli chiaro e tondo che non sopporti le persone appiccicose. Di solito quando un tizio diventa così ci sono anche forti probabilità che non tutto sia andato secondo i tuoi piani e che le tue abilità seduttive siano spuntate fuori quando meno te l’aspettavi.
3) Amico perfetto. C’è quando vuoi, ti lascia in pace quando serve, ti ascolta con pazienza, può diventare per te il fratello maggiore che hai sempre voluto avere. Ti conosce così bene che sembra leggerti dentro e con grande naturalezza sa dirti la cosa giusta al momento giusto, dovesse trattarsi di un complimento o di una strigliata. Ci fosse anche un barlume di ambiguità (leggi attrazione) nel vostro rapporto, servirebbe solo a cementare il piacere che vi dà la reciproca compagnia.

26 giugno 2006

Questione di metafore

L’illuminante consiglio che ho dato a Silvia era in realtà un’ardita metafora. Andiamo a illustrare la teoria del:

“Meglio un giorno da clown che cento da struzzo con la testa sotto la sabbia”

Esaminiamo innanzitutto gli elementi del caso:
- una ragazza vuole conoscere un ragazzo che frequenta la sua palestra
- la ragazza non sa come fare per conoscerlo
- la ragazza finisce per rinchiudersi in un consolante atteggiamento vouyerista che le procura un piccolo piacere in confronto a quello che avrebbe se…

…osasse scatenarsi in un qualsiasi tentativo di approccio. Ebbene sì, perché che il tentativo riesca o meno, entrambi i risultati sarebbero altamente gratificanti:
1) L’approccio riesce: meglio di così!
2) L’approccio fallisce clamorosamente: si ha qualcosa di divertente da raccontare alle amiche e si scopre che si sta puntando un obiettivo non raggiungibile e che è meglio impiegare il proprio tempo in altro modo.

Quindi, qualsiasi cosa si tenti per approcciare l’obiettivo, anche la più stupida, è sempre più divertente che starsene a guardare. :D

Se voglio guardare un bell’uomo, mi prendo un poster da appendere in camera. Quelli in carne e ossa tanto vale tentare di conoscerli ;)

Faccio notare che questa teoria vale sia per l’amicizia che per l’amore. Se una persona ci piace, bisogna osare!

25 giugno 2006

La vera seduzione sottile

Le ragazze non concepiscono che in palestra c'è uno che mi piace e che mi accontenti di guardarlo da lontano; piovono pertanto consigli su come cominciare una conversazione. La palma della demenza va ad Elena (che, fiera di sé, ha continuato a sghignazzare per cinque minuti buoni):
"Toccagli il pacco! E poi devi aggiungere qualcosa, no, quindi puoi dirgli Oh scusa l'ho scambiato per il peso da 5 Kg! Certo che anche questo affare è grosso!"
"MA ELENAAAAAA!!! Ma dai! E' così che inviti un ragazzo a vedere quello che hai dentro?"
"No, quello glielo fai capire quando te lo porti a letto, AHAHAHAHAH!"

17 giugno 2006

Lotta per la sopravvivenza

Ci sono momenti in cui una persona si rende conto che la vita è un bene fragile che va difeso a tutti i costi.
Oggi nel mio bagno ho trovato una vespa.
La serpe stava facendo il nido. Dal momento che sono notoriamente una persona dal sangue freddo, che non si scompone di fronte a niente, il mio primo pensiero è stato:
“Aaaahhh moriròòòòò! Mi pungerà e moriròòòòòòò!”
Prontamente, con scatto felino, ho richiuso la porta del bagno dietro di me. Sudando per lo shock, ho cominciato a escogitare alla velocità della luce un modo per risolvere il problema:
- non andare più in bagno (scartata, ma presa in considerazione)
- chiamare qualcuno che uccida la vespa (scartata per mancanza di materiale disponibile)
Dal momento che le due soluzioni di cui sopra non erano fattibili, sono dovuta passare alla soluzione più pericolosa:
- darmi da fare da sola
Sono andata a comprare un prodotto costoso, ma che consente di sterminare in tutta tranquillità un intero nido di vespe grazie a uno spruzzo che funziona a 5 metri di distanza (l’ideale per la mia vigliaccheria e il mio istinto di conservazione). A dire la verità all'inizio ho pensato "porc... ma costa tre volte di più che il prodotto per formiche e mosche?!". Ma poi mi son detta "qui potrei morire e io sto a FARE ECONOMIA?!?!??!". Una volta a casa, sono corsa in bagno e l’ho spruzzato sul nido, ma la vespa madre non c’era. Per tutto ieri non si è fatta più vedere, così ho cominciato a rilassarmi.
GRANDE ERRORE!
Oggi, quando ho riaperto la porta, ho sentito nuovamente l’agghiacciante rumore di una vespa che sta facendo un nido. Atterrita dallo shock, ho comunque avuto la lucidità necessaria per afferrare lo Sterminatore di Vespe e affrontare il nemico, che si stava dirigendo verso di me con intenzioni minacciose. Dopo un paio di spruzzi, ho subito richiuso la porta, tremante. “Ce l’avrò fatta?”, mi sono chiesta. Solo dopo cinque minuti ho avuto il coraggio di riaprire la porta e il nemico era là, stecchito sul pavimento. Vittoria!
Questa storia dimostra che:
- odio le vespe (quando ero piccola avevano fatto un nido sul balcone di casa mia. Ci sono passata vicino perché non sapevamo che c’era un nido e mi hanno punto tre, quattro vespe)
- se vuoi sopravvivere, devi eliminare la vespa prima che lei punga te
- il caldo estivo mi ha dato alla testa e ho avuto il coraggio di scrivere questa cosa sul blog

16 giugno 2006

Elemento fondamentale

Piena di entusiasmo, parlo di quando avrò la patente A.
Ursula dice: "E poi via, motoraduni!"
Io: "Eh... non ancora! Mi manca l'elemento fondamentale."
Sara: "L'uomo?"
MA NOOOOO Sara ma non ti ho insegnato niente? La MOTO, non l'uomo!!! E in ogni caso, questa me la deve ancora spiegare. :p

Tra parentesi... oggi ho fatto l'esame e HO LA PATENTE!!! Alla facciazza di chi, anni fa, ha riso all'idea!!! BWAHAHAHAHAH!!!

04 giugno 2006

In ludoteca - la demenza continua

Attenzione: la volgarità di alcune battute potrebbe non essere gradita ai benpensanti e non adatta ai minori. Ora che vi ho avvisato, vedete di non rompere! ;)

"Apparecchiatura che rileva dati in un ambiente... si manda anche tra le stelle!... dai!... è anche rettale!!!"
"Aaaaah! SONDA!!!"

"Alla fine di un funerale o di un matrimonio si suona la...?"
"Orchestra!" (era: campana --> campanile; bravo Max!)

"Le donne devono essere brave a...?"
"Succhiare!" (era: cucinare)

"Un generale che dopo una battaglia ne fece una schifosa..."
"Sega?" (era: Pirro)

"Animale con le corna..."
"Capra!"
"Ma senza corna?"
"Pecora!"
"Sì, ma più mite?"
"Pecorina!" (per gli ingenui che ancora mi credevano intelligente ^^)

"I LIMA sono...?"
"Treni!"
"E quindi vanno sulle...?"
"Rotaie!"
"E quindi più in generale...?
"Modellini!" (era: ferrovia)

"Creare qualcosa."
"Bulbo pilifero!" (era: invenzione; abbiamo chiesto a Paolo cosa si fosse fumato)

"Una lettera dell'alfabeto greco."
"Alfa beta gamma delta eta FOXTROT-" (Sergio, poche idee ma chiare!)

"La bestia degli alpini, che la caricano"
"Pastore tedesco!"

"Un gusto di gelato, si mette anche col latte..."
"Sperma!" (era: menta; abbiamo diffidato Nicola dall'offrirci mai del gelato in vita sua)

"Ce l'hanno le donne, con attorno i peli!"
"Culo!"
"E il colore?"
"Buco nero!" (applausi al duo Nicola-Sergio)

01 giugno 2006

Crimine

A pranzo con Mendo:

“Elena, guarda quella ragazza là” (e indica una ragazza alla cassa visibilmente soprappeso con un paio di jeans che più che coprire, scoprivano) “Ma perché una si veste così?”
“Be’, magari lei si sente più a suo agio vestita in quel modo, no?”
“Sì, ma fa sentire peggio me!”

E qui segue il discorso di D.:

“La donna è un servizio pubblico. Ha una certa ripercussione sul pubblico e può decidere se fare del bene o del male. La donna lo deve capire che questa è una responsabilità. Lo devi capire che non puoi dire ‘non me ne frega un cazzo, io mostro il culo’. Se hai dei problemi fisici e li evidenzi sei un criminale.”

27 maggio 2006

Sad in the city - Episodio 6

Oggi ospite d'eccezione Denise. Quattro donne da sole... fiato alle trombe!

"Sara, tu soffri di un grave caso di sdoppiamento della personalità!"
"Oh, piccola Gollum..." *pat pat*

"Uno dei cuochi ha uno strano cappello..."
"Cosa, quel col bucal in testa?"

"Dove si è nascosto quel cuoco? Appena l'ho notato si è nascosto..."
"Permetti, anch'io mi nasconderei se dovessi girare con quella roba in testa!"

"Dopo l'inverno, i peli sulle gambe non sono uniformi, ma a chiazze da cane rognoso."
"Ah sì? Io invece ho una pelliccetta uniforme."

"Ho perso uno dei miei orecchini a forma di simbolo del male..." (alias a forma di cuore, ved ep. 2)
"Eh, è un segno!"
"Che la vita è una merda? Sì, sono d'accordo!"

Più tardi scena malata: quattro giovani donne (noi) sedute in gelateria che fanno partire uno sbadiglio corale tipo leone della MGM... e dopo alcuni minuti ne parte un altro, stavolta però stile ola. Ragazze ma come siamo messe? :D

24 maggio 2006

UOMITUDINE

In fin dei conti l'uomo dev'essere un po' maniaco sessuale. Se non è almeno un po' pervertito, non è uomo.

Finzione? No, grazie!

Al telefono con Sergio, si parla di rapporto uomo-donna.
Io: "Eh, per certe cose guardati gli hentai!"
S: "I cosa?"
Io: "Hentai! Sono i cartoni animati giapponesi porno."
S: "Nonono, io voglio i CARNONI animati, mica roba finta!"
Questa fa il paio con la "carne fresca" di Ursula... C'è poco da dire: frequento gente di qualità. ^o^

14 maggio 2006

In ludoteca

Sottotitolo: cinque idioti, birra, panino e Taboo.

"Quando è sporco per terra tu cosa fai?"

"Lavo, pulisco."
"E quindi?"
"Scopo!"
"Più volgare!"
Ermanno e Sergio: "Taccono!" "Trombo!"
[era: SPAZZARE; Max è stato preso in giro per ore per questo]

"Il razzo va a...?"
"Destinazione!"
"NO! E' un mezzo di propulsione!" ^^;
"Gas?"
[era: REAZIONE]

"Se vai al mare vuoi...?"
"Nuotare!"
"Giusto! E se non puoi farlo là, vai in...?"
"Montagna!!!" (e qui Max viene preso in giro di nuovo)
"Piscina"
"Esatto! E un accessorio tipico della piscina è il...?"
"Cloro!"
[era: TRAMPOLINO; stavolta la palma va a Sergio]

Si passa a Pictionary. Io disegno ed Elena deve indovinare.
Disegno un dolce di forma tipica su un piatto.
"Budino!"
Disegno accanto al dolce un abete.
"Budino al cioccolato!"
Disegno in cima all'abete una stella cometa.
"Babbo Natale!"
[era: PANDORO]

Sad in the city - Episodio 5

Guest star di lusso: Elena. Grande assente: Sara.
U: "Nei film le donne pol aver avventure col postin, l'idraulico, el corriere della DHL... dove i xe sti omini giovani e fighi?"
E: "Eeeh pensa, arriva il postino e ti chiede dov'è il guasto e tu fai..." (e con gesto sensuale indica la propria persona)
S: "Scusa Elena ma è bruttissimo dirgli Son mi che spando!"
Quando Elena si è riavuta dalle convulsioni per il gran ridere...
E: "E a quello della DHL gli dici Dammi il pacco!!!"

09 maggio 2006

Gatto-visione

La micia del moroso di Cate ha avuto i piccoli: congratulazioni Diego! ^^
"Che teneri! Pensa, hanno gli occhietti chiusi e le orecchiette piegate, ma anche se sono ciechi e sordi trovano subito la mamma!"
"In effetti il mondo di un gatto nei suoi primi 15 gg di vita è una gigantesca tetta nell'oscurità... eh, come per gli uomini."

24 aprile 2006

Westory - la trama bacata

Trama, by Silvia&Ursula
In città arriva Josh, un uomo tanto figo da essere finto, che si dimostra molto in gamba nel sistemare i piccoli criminali, tanto che C.D. gli cede il posto di sceriffo, preferendo fare il pianista all’Old Green in modo da tenere d’occhio Sweetberry e insieme palpare il sedere alle altre ballerine (ma la ragazza non è scema e gliela fa sempre pagare cara).
Inutile dire che Josh e Molly si innamorano.

Sequel, by Sara alias l’ingratitudine fatta persona
Dopo due anni di corteggiamento, come si usava nel 1800, Molly è un po’ stufa – mentre Josh, per fare il bravo con lei, va a passare il tempo da Sammy e Dixie che si sacrificano, poverette – e coglie la palla al balzo quando in città arriva il misterioso Gabriel ("Noi creiamo un uomo figo per te e non ti basta?!? Infame!!!" n.d.Silvia&Ursula). Sebbene sia accusato di alcune rapine, di fatto è innocente, e figo al di là di ogni fantasia. Molly non ci pensa su due volte e non appena si presenta l’occasione gli offre nascondiglio nel suo letto.

Expansion Pack 1, by Silvia&Ursula
La mattina seguente Josh si presenta alla porta di Molly, con un mazzo di fiori in mano, tutto contento perché quel giorno scadono i due anni del fidanzamento e lui spera che lei gliela darà. Ma quando ad aprirgli la porta è Gabriel in mutande che si gratta la panza (e anche altro), con dietro una Molly in sottoveste, il mondo gli crolla addosso. Sfida Gabriel a duello, ma Molly gli mostra una coscia per distrarlo e la cosa finisce in niente.

Expansion Pack 2, by Sara
Josh si consola con la figlia del dottore (“E CHI CAZZO È QUESTA?!? C’eravamo prima noi, bastarda!” n.d.Silvia&Ursula) mentre Gabriel parte per dimostare la propria innocenza, in modo da poter sposare Molly. Inutile dire che ci riesce subito e vissero felici e contenti.

Ultimate West Deluxe Version, by Silvia&Ursula
Mentre Molly sforna bambini come un coniglio, la figlia del dottore muore di parto e il dottore si ammalò ambarabàcicìcocò. Uno dei bambini di Molly (che intanto ha riempito la scuola, come nella pubblicità del chewing-gum) però nasce nero, rivelando la terribile verità: Gabriel è impotente, e pertanto va a transumare le vacche su Brokeback Mountain, non restandogli altro che l’amore gay (passivo). Dal momento che Molly quindi si ingruma i mandriani di Sammy, dopo essersi già fatta tutti gli uomini fighi della città, una notte due losche figure incappucciate la accoltellano; il cadavere non sarà mai ritrovato. Il giorno dopo al saloon Werner fa i complimenti a Dixie per le nuove bistecche.
Il ritrovato testamento di Molly lascia in eredità a Sammy e Dixie le sue terre, che ora valgono milioni grazie alla costruzione della ferrovia.

Non volevamo essere così cattive, ma quando Sara prima disprezza Josh e si inventa Gabriel, poi ci mette in mezzo la figlia del dottore, eh be'... ha tirato fuori il peggio di noi, con gioia e delizia degli altri passeggeri del treno che si sono dovuti ascoltare le nostre idiozie. Cmq tranquilli, è finita qui (per ora...)!

23 aprile 2006

West-RPG

Gorizia. Due del pomeriggio di domenica. Sole implacabile. Deserto totale, silenzio di tomba. Niente si muove tranne tre figure che sbafano gelato ghignando: le vostre blogger! La giornata di oggi ci ha suggerito lo spunto per l’ennesima pippa mentale: la nostra vita versione western. In esclusiva vi presentiamo i personaggi principali.

Ursula è Samantha (per gli amici Sammy), una pistolera che ha deciso di mettere la testa a posto e ora manda avanti un ranch pieno di mandriani giovani e compiacenti. Sotto l’impermeabile nasconde un winchester e se la fate arrabbiare sono cazzi vostri.

Moi c’est Dixie, la proprietaria dell’Old Green, il saloon. Con l’aiuto di alcool e ballerine trae dagli uomini l’unica cosa utile: il denaro. La regina dell’informazione segreta, come dir una babazza.

Sara veste i panni di Molly, la maestrina della scuola, l’acqua cheta che rovina i ponti.

Elena, come Helen, gestisce l’emporio e fa i soldi. Anche in questo universo parallelo sta con Max, e anche qui tutti si chiedono perché. :p
Max è il classico giocatore di carte incallito, con completo nero e baffetti, che prospera nel saloon alle spalle degli ubriaconi che tentano la fortuna. Nessuno l’ha ancora fatto fuori perché è troppo inquietante.

Sergio, alias C.D. (Ciò dèi!), è lo sceriffo; coi criminali ha due misure: o li ammazza di botte o neanche si gira perché gli pesa il culo e vuole fare un pisolino. Da anni ha un’altalenante relazione con Sweetberry (Denise), la miglior ballerina dell’Old Green, che spera sempre che lui si decida a sposarla. Si vocifera di un amico di C.D., Andy (alias N.D. alias ‘Ndemo dèi!), disconosciuto per aver lasciato il paese per cercare fortuna all’est; si dice anche che Dixie lo aspetti al varco con una pistola perché hanno un conticino in sospeso.

Ermanno è Harry, l’impiegato dell’ufficio postale. La sua presenza da sola riduce la probabilità di rapine in città, vista la sua figura imponente. La sua vera passione è il tavolo da gioco, dove è l'unico che riesce a tenere testa a Max.

Werner è il figlio del Governatore. Ricco da far schifo ma purtroppo schifoso anche sotto gli altri aspetti, indolente e inutile, passa le sue giornate a ubriacarsi al saloon, dove ormai ha un tavolino riservato.

Franz, alias Bud, è il Vice Governatore. Un uomo in doppiopetto che sguazza nella politica, a volte compare affiancato da Charlotte (Mila), la sua fidanzata figlia di un ricco proprietario del Sud, riconoscibile per i suoi modi da cittadina in contrasto con le donne semplici e rozze della città. (“Rozza tua sorella!” n.d.Ursula)

Non crederete mica che finisca qui? Avevamo appena ideato i personaggi che già si delineava la trama. Ma per non appesantire troppo il post ve la beccate domani. Tremate, mortali! ^o^

13 aprile 2006

Corrispettivi

Elena: "Qual è il corrispettivo maschile del nostro acido?"
[in coro]
Ursula: "La stupidità!"
Silvia: "L'idiozia."

E ricordate: la primavera è verde, verde come l'acido! ;)

04 aprile 2006

Peluche

Mi piacciono sin da quando ero piccola. Sono carini, rilassanti, allegri, dolci e si lasciano sempre accarezzare. Dopo tanti anni, ecco la mia visione del peluche perfetto:
- morbido da accarezzare: deve avere un pelo di almeno 1 cm, per poterlo accarezzare in maniera soddisfacente.
- musetto buffo e sorridente: i peluche con le espressioni depresse imho non sono peluche!
- nessuna componente dura: arti con innesti in metallo dentro, congegni per far emettere versi, ecc. non mi piacciono. Un peluche deve essere morbido in tutte le sue parti. Quando lo abbracci devi sentire solo tenerezza.
- deve essere “libero”: le quattro zampe devono poter essere mosse, non va bene se ha in mano un altro orsacchiotto (cucito sulle braccia in modo che non sia staccabile) oppure se le due braccia sono cucite per fargli assumere una posizione particolare.
- nessun vestito: la presenta di vestiti diminuisce il fattore morbidezza.
- taglia giusta: c’è il peluche da borsetta, quello da letto, quello da scrivania, ecc. Dipende dalla funzione. Per il letto l’ideale è un peluche che sia grande circa come un cuscino.

02 aprile 2006

Primavera

Finalmente, rieccola. Un profumo di fiori ed erba da dare alla testa, un cielo che sembra infinito, orizzonti di idee e progetti che ti sbocciano davanti agli occhi.
Ma anche troppi ricordi. E così il sole e l'azzurro ti fanno star male.

27 marzo 2006

Fuco

Il fuco (il maschio dell'ape, per chi non avesse ripassato la lezione), una volta adempiuto il suo ruolo di fecondatore dell'ape regina, muore. La società delle api è mandata avanti dalle operaie, che accudiscono la regina e le larve. Se natura magistra vitae, cosa ci insegna tutto ciò?
"L'utilità di un maschio è una sola."
"Povero però!" si commuove subito Sara.
Ma che dire allora del maschio della mantide religiosa, divorato dalla femmina proprio alla fine dell'atto riproduttivo? La mantide è una sveglia: per evitare le delusioni del dopo, si porta avanti col lavoro.
"Del resto anche il fuco, eh? Fa il suo, muore, e viene spazzato via coi rifiuti!"
"Oppure viene usato da morto come paraspifferi dalle operaie bastarde."

15 marzo 2006

Sad in the city - Episodio 4

Unica premessa: la birra era economica e doppio malto.
Sara, Silvia (moi), Ursula

"Conoscevo questo ragazzo italiano in Irlanda così quando eravamo là in vacanza ho detto a Sara Te la cavi da sola per un paio d'ore, VERO? - eh vedi così l'ho subito svezzata."
"Sì, e io povera che chiedevo indicazioni per trovare l'ostello e nessuno sapeva niente! E in ostello non mi funzionava la chiave elettronica della camera e cercavo di dirlo alla reception" (segue esplicativo discorso a gesti assolutamente impagabile)
"Ursula, ma dai!"
"Eh poi non l'ho più lasciata così. La volta dopo me la sono filata mentre dormiva AHAHAHAHAH! E sto tipo aveva un freddo boia in casa perché coltivava due piante di marjuana..."
"E tu poverina a pensare come scaldarti, eh?"
"Be', sì, sai... AHAHAHAHAH!"

"Ooh per la prossima canzone voglio una voce maschia e sensuale!"
Mi volto verso il megaschermo. "Ti hanno ascoltato, eh? C'è Prince."
"MA NOOOOOOO!!! Ah ma io HO SPERANZA"
(in coro) "E noi no."

"Io percorro la retta via!"
"Mi sembra che però ti fermi ai chioschi lungo la strada, eh?" indicando il Bayleis con ghiaccio che si stava allegramente scolando
"Non è tanto, è il ghiaccio che si scioglie."
"Aaah quanti problemi ti fai, vedi noi due invece non cerchiamo di nasconderci, lo facciamo apertamente" (tirando un sorso di una grappina deliziosa)
"Vedi Sara, il chiosco si apre anche sul retro sulla strada cattiva, e da là io e Ursula ti facciamo le boccacce."
- più tardi in strada -
"Ecco, io percorro così il retto cammino..."
"Sara sei nel canaletto di scolo!"
Sara guarda e vede che è vero. "Ehm ehm... ma qui confluisce tutto!"
"Sì, la cacca confluisce!"
"Ma io sono brava e la schivo!"

13 marzo 2006

La nuova guida "Al peperone verde (o rosso, a piacimento)"

Durante uno dei nostri grassi e "babosi" pomeriggi, abbiamo ben pensato che
nella nostra città manca una guida ufficiale dei locali (senza grande distinzione di tipo
fra ristoranti,pizzerie,gelaterie,caffeterie,paninoteche,spaghettoteche,etc. ... fondamentalmente "luoghi mangerecci").
La nostra valutazione sonderà approfonditamente il modo in cui vengono soddisfatti i 5 sensi principali nei vari locali.
La vista: il punteggio verrà calcolato in base all'estetica del locale e dei suoi contenuti (muri, suppellettili, e decorazioni per quanto riguarda la struttura del locale; presentazione delle cibarie, ovvero come queste colpiscono positivamente o negativamente la vista)
L'odorato: valutazione degli odori presenti nel locale (che si spera sempre siano piacevoli e soprattutto che non si impregnino sui vestiti). Ad esempio, un delicato profumo di brioche calda può far decollare il punteggio, mentre l'odore di caffè bruciato (facciamo finta che fossero nocciole tostate?) lo fa un po' calare.
Il gusto: beh, qui non servono grandi spiegazioni.... :)
L'udito: le colonne sonore messe nei locali sono fondamentali. Vediamo l'esempio del mielosissimo Mozart dove ci investono di continuo musiche romantiche e deprimenti? (tralasciando il periodo natalizio in cui avevano un cd di 30 minuti che a mio parere girava ininterrotto tutto il giorno). Certo, il locale vale la pena di esser visitato e frequentato, ma non in periodi di depressione acuta.
Il tatto... beh, questa valutazione abbiamo concordato di lasciarla a Sara (dopo il pagamento del conto), ossia il palpeggiamento del cameriere di turno. Nel caso di cameriere donne o camerieri decisamente intoccabili, questa valutazione può venir tralasciata, senza influire in modo particolare sul punteggio finale.
Dimenticavo ovviamente il settimo senso (il sesto lo saltiamo): l'alleggerimento del portafoglio in rapporto alla qualità (e ovviamente anche alla quantità) del prodotto.
Direi che dal prossimo post si potrebbe iniziare a valutare il Caffè del borgo, ultima meta visitata e già parzialmente valutata :)

06 marzo 2006

Ornito(poco)logico

La mia sana demenza è tornata con tutta la sua forza. Visto che Ursula non si decide a postarlo lei, ecco il dialogo intercorso tra lei e una me stessa molto bevuta, durante la mia festa sabato.

Ursula e Sara stanno parlando di qualcosa e io mi avvicino, in tempo per sentire...
"... stormi di uccelli migratori."
"Stormi di uccelli che migrano? Ma è la barca dello spot della Compagnia delle Indie!"
Ursula ride, capendo che sono bevuta ed è inutile opporre resistenza.
"E' dimostrato! Gli uccelli sono molto migratori e poco inclini a nidificare."
"Be', puoi sempre provare a sparargli col fucile per fermarli."
"Eh allora ottieni l'uccello impagliato, assolutamente inutilizzabile!"
"O migra o è inutile, non c'è salvezza insomma."
"Eeeeh come diceva Carducci stormi d'uccelli neri/com'esuli pensieri/nel vespero migrar... scendono in strada di notte!!!"
Ursula si sganascia mentre io, tronfia delle mie idiozie, mi allontano a passo incerto, in cerca di qualcun altro a cui rompere le scatole.

Questo per dirvi che a 28 anni sono simpaticamente idiota come prima. La depressione è del tutto passata e la vostra pace è finita! ^^