24 novembre 2007
Silenzio Assenzio
- Sara sta cercando le risposte di una vita in fondo a una pinacolada
- Ursula cerca di leccare il bicchiere della grappa al marzapane (ormai vuoto) senza farsi sgamare dalla cameriera
- Silvia, dopo il white russian, è in una dimensione tutta sua
- Pablito guarda il bicchiere che conteneva il suo nocino e decide che deve riempire ancora un po' i suoi vuoti interiori.
Passa la cameriera, con la sua solita aria compita e professionale.
"Scusa, ci porteresti la lista?"
"Di cosa?" (giustamente, hanno liste per ogni tipo di alcolici)
"DEL BEVER!"
La cameriera gli molla un pacco di una ventina di menù diversi e ci guarda come dei trogloditi. Non si avvicina nemmeno più e dobbiamo sbracciarci per fare le altre ordinazioni.
"Che cos'ha dentro il Black Bounty?"
"Cocco e cioccolato. E' analcolico, ma se vuoi possiamo aggiungerci qualcosa."
"Sì, allora lo prendo, ma mettici l'alcool." (e già qui la povera signorina rabbrividisce pensando "perché sempre a me i clienti buzzurri?")
"Io vorrei questo" e indica una voce sulla lista dei tipi di assenzio.
"Scusa, non ho capito, quale?"
"MA LI GAVE' TUTTI?"
T__T
La cameriera è stata cmq vendicata. L'assenzio black scelto da Pablito non è quello che lui si aspettava. "Mmm che gusto strano... sembra... sciroppo per la tosse."
"E' vero! uno sciroppo di quand'ero bambina..."
[nulla, continua a ravanare nei resti della pinacolada]
[annusa e allontana con totale disgusto] "Miodio ma è ANICE PURA!!! Come lo sciroppo Backtrim! IO NON SOPPORTO L'ANICE!!!"
"Nemmeno io" T__T
19 novembre 2007
Magia!
Ora invece, a ventotto anni, dopo che è passato tanto tempo da quella volta, non mi annoio più. Non passo più il tempo a fantasticare, perché adesso posso fare. E’ finalmente arrivato il momento in cui posso plasmare la mia vita, realizzare i miei sogni, fare cose meravigliose.
L’infanzia è un’età stupenda, a suo modo. Ma anche l’età adulta ha la sua magia, che durante l’infanzia non puoi vivere. La vita è sempre, e comunque, piena di magia.
17 novembre 2007
Ispirato da Jadesoturi
Il fatto è che non è mai stata nostra.
La matematica insegna che la risposta più semplice spesso è quella esatta.
E se ci manca qualcuno che non conosciamo davvero, ci manca l'idea che abbiamo di quella persona, come dire che diamo un volto a un nostro vuoto.
Jadesoturi è un film che abbiamo visto ieri nell'ambito del Scienceplusfiction Festival. Forse nei prossimi giorni faremo dei post sulle pellicole che abbiamo visto, compresa questa.
08 novembre 2007
Falso dilemma
30 ottobre 2007
Zucca barucca
Domenica mattina uno sguardo alle previsioni garantisce cielo nuvoloso con isolati rovesci; Silvia e Ursula, rispettivamente sul treno da Ts e da Mestre, alle 14.30 si chiedono se al meteo sappiano la differenza tra isolati rovesci e diluvio universale. Ma incredibile a dirsi, sui monti splende il sole! Le nostre, caricate sul trenino dei Puffi che serve la linea per Tarvisio (aaah quell'avamposto del nulla, vi ricordate?!), ammirano lo spettacolo dei boschi autunnali e si rallegrano che il Demone Celeste della Sfiga sia distratto.Illuse.
Venzone è davvero bella: il piccolo borgo entro la cinta muraria è pittoresco e ben tenuto, tutto è stato decorato con fantasia e buon gusto in tema Zucca, la parata dei figuranti in costume medievale aggiunge allegria ad allegria.
Le nostre, destreggiandosi in una calca degna della metro di Londra a ora di punta, mangiano frico alla zucca, krapfen con marmellata di zucca e bevono elisir di zucca (alias: grappino delizioso), comprano dei ricordini e Ursula si esibisce in pose plastiche per riuscire a scattare qualche foto che non immortali solo una fila di teste.
Verso le cinque il tempo comincia a cambiare così, vedendo la fila d'auto a passo d'uomo sulla statale, scartano il pullman per il treno delle 17.36 (quello successivo, e l'ultimo della giornata, è alle 19.40). Tronfie e felici arrivano in stazione (due binari e un sottopassaggio assediati da una marea di gente) e cercano la biglietteria automatica.Non c'è.
Merda.
Un cartello informa che i biglietti si vendono in un bar in via Roma. Le nostre corrono indietro all'entrata del paese. Nessuno è di Venzone. Nessuno sa dove sia via Roma. Sono le 17.20.
Mentre la rassegnazione comincia a farsi sentire, per puro culo trovano il bar. "Signora, vorremmo due biglietti del treno, per favore!"
La signora mentre ci pensa si volta per dire al figlio dove stanno i soldi e alla cameriera dove stanno i piatti. Silvia e Ursula si sentono in un film e sudano freddo.
"Per dove?" "Trieste." "TRIESTE???"
Ursula pensa di rispondere "Sì, guardi che è in Italia!" ma si trattiene.
"Ma Trieste Centrale o...? "CENTRALE" "Uno?" "NO, DUE!"
Silvia paga. La signora non trova i soldi per il resto. Sono le 17.25.
Finalmente coi biglietti in mano, corrono verso la stazione... dov'è l'obliteratrice??? Non c'è. E' nel sottopassaggio. E' rotta. E' sull'altro binario. E' un cassone di un metro in cui non sai come infilare il biglietto.
Il treno fa ritardo di un quarto d'ora. Ma alla fine eccolo! E' di nuovo il treno dei Puffi! E mentre il trenino arranca verso Udine saltando fermate e facendo incavolare la gente, le nostre si rilassano e pensano che almeno con la corsa su e giù hanno smaltito un boccone di krapfen.
Il prossimo anno il biglietto del ritorno lo facciamo prima... e come sempre complimenti a Trenitalia.
21 ottobre 2007
Una buona parola
>:p
Elena, circa un anno fa: "Perché ti metti 'ste tinte chiare? Ma soprattutto, perché ti metti ancora quel twin set grigio? Il grigio è per le vecchie sessantenni! Anche il nero, basta!"
"Ma... ma... a Ursula dici che il nero le sta bene e fa figo..."
Elena: "Be', lei PUO', ok?"
¬¬
Pablito, all'Oktoberfest: "Cos'è sta maglietta col gatto? Basta!"
"Ma... ma... mi sono portata vestiti per stare alla fiera tutto il giorno, non per rimorchiare!"
"Basta con ste magliette da infanzia felice, mettiti una roba scollata con scritto La do via con disprezzo!"
:(
Pablito, venti giorni fa: "Sei la Regina del Mal di Vivere."
;__;
Pablito, cinque giorni fa: "Salute, Regina della Tristezza!"
T__T
Elena, ieri: "Ma dai, non te la prendere se uno ti chiama Regina della Tristezza! (ghigna per 5 min). Dai, dai... (ghigna ancora). Però perché ti sei messa quel maglioncino chiaro? Dov'è quella bella maglia a righe che non metti mai?"
Ursula: "Ehm a dire il vero l'aveva l'altro ieri."
"NO NO NO! E poi cos'è quella maglietta accollata? Ma dai! Dal collo in su dici Vieni qui e dal collo in giù Non venire!, perché non ti metti dei vestiti che ti stiano bene???
"Ma... ma... sono le cinque di pomeriggio, bevo il caffè con voi e poi vado a casa, non mi vesto come per una serata, scusa!"
"Inutile che ti fai figa con bel trucco e orecchini se poi ti metti addosso quella roba!"
T______T
17 ottobre 2007
Wild on Silvia!
Guarda la Silvia che arriva in stazione alle 20 di lunedì (dopo pomeriggio di lavoro) e vuole infilarsi un top coi lustrini e andare a ballare! Guardala che non riesce a concentrarsi a yoga perché sogna festini incredibili! Guarda come, durante un tranquillo dopocena con film e amici sul divano, pensa di trascinare fuori tutti nella notte (magari con una confezione da 6 di birra - per favore niente Union o Lasko). Guarda come, mentre cerca delle scarpe per uso quotidiano, si compra un paio di decolleté scamosciate con tacchi di 10cm! Guarda come, in abissi di totale decerebramento, sogna strane storie con protagonisti improbabili! Miodiocomesonomessa. Vi giuro che non sto assumendo nessuna strana sostanza (mmm la cioccolata del Mercato Equo e Solidale conta?), non ho uomini nascosti sotto il letto (eeeeh non starei qui a scrivere idiozie).
Credo che si chiami "fuga dalla realtà", ma chi se ne frega. Chi mi ama mi segua! ^o^
Won't someone tell me what is happenin' to me / Why am I so misunderstood / Why can't they see / Now I'm caught between the devil and the angel / That I used to be [Play, "I must not chase the boys"]
10 ottobre 2007
Cambiando discorso...
Cambiare discorso perchè? Perchè questa sera la mia mente vaga sul modo migliore di prendere le cose nella vita (evitate battute a doppio senso, grazie :D).
La domanda che si pone nella mia mente è in sostanza "Carpe diem o pazienza e razionalità?"
Cogliere l'attimo significa a mio parere godere appieno della vita, e devo dire che nonostante non tutte le cose siano finite bene, non mi sono mai pentita delle decisioni prese senza pensarci. Ora, non parlo di grandi decisioni o di scelte che cambiano per forza la vita (anche se a pensarci bene ogni piccolissima scelta in un modo o nell'altro cambia il sentiero del nostro destino). Parlo anche di cose stupide, come fermarsi un'ora in più con un amico anche se si ha sonno, rimandare impegni per prendersi un pomeriggio di riposo, lasciarsi trasportare dall'istinto anche quando nel cervello lampeggia la scritta "pensa alle conseguenze!!!".
Alla fin fine, mi accorgo che i miei unici rimorsi riguardano sempre le cose non fatte, mai quelle fatte, anche se quest'ultime mi hanno portato ad essere quella che sono, sfiduciata forse un po' troppo nei confronti dell'umanità, cinica e acida a volte.
Sono però le stesse che quando ripenso al passato mi fanno sorridere e mi scaldano il cuore...
Forse ho già citato questo brano in un vecchio post, ma qui ci sta proprio bene, quindi che vi piaccia o no ve lo ripropongo
"... io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati."
01 ottobre 2007
Lady Margret
Lady Margret was standing in her own room door
A comb in her long yellow hair
When who did she spy but sweet William and his bride
As to the churchyard they drew near.
The day passed away and the night coming on
Most of the men were asleep
Lady Margret appeared all dressed in white
Standing at his bed feet
She said "How do you like your bed?
And how do you like your sheet?
And how do you like your fair, young bride
that's laying in your arms asleep?"
He said "Very well do I like my bed.
Much better do I like my sheet.
But most of all that fair, young girl
standing at my bed feet."
Then once he kissed her lily white hand
And twice he kissed her cheek
Three times he kissed her cold corpsy lips
then he fell into her arms asleep.
The night passed away and the day came on
Into the morning light
Sweet William said "I'm troubled in my head
by the dreams that I dreamed last night.
Such dreams, such dreams as these
I know they mean no good.
For I dreamed that my bower was full of red swine
and my bride's bed full of blood."
He asked "Is Lady Margret in her room?
Or is she out in the hall?"
But Lady Margret lay in a cold, black coffin
with her face turned to the wall.
Throw back, throw back those snow white robes
Be they ever so fine.
And let me kiss those cold corpsy lips
for I know they'll never kiss mine.
Then once he kissed her lily white hand
And twice he kissed her cheek
Three times he kissed her cold corpsy lips
then he fell into her arms asleep.
21 settembre 2007
Ecco quello che mi perdo :(
E vabbè... ovviamente anche la compagnia :D
13 settembre 2007
Torna l'inverno? e per una volta, siamo egoisti: voglio il caldo!
L'inverno mi mette tristezza, e devo ammettere che non ne sento il bisogno. E poi, fosse solo il freddo... ma c'è il buio. La vita sembra finire alle 17 a dicembre... A me passa la voglia di uscire, tanto, dove si va? E poi i maglioni che prudono e danno fastidio, le calze che scivolano, le scarpe che soffocano (e speriamo non si bagnino dentro, altrimenti bisogna passare tutto il giorno con i piedi umidi), la pelle bianco-giallastra.
Insomma, io quest'anno mi dichiaro egoista, e alla faccia di tutti quelli che dicono "Ah, finalmente l'inverno, un po' di fresco, basta con sto caldo!", rispondo "speriamo faccia caldo come l'altro anno, se non di più", e se dovete sfoggiare cappelli e piumini... beh, la Siberia l'hanno creata per qualcosa, no? è lì che vi aspetta :D
01 settembre 2007
Maki Sushi Deluxe

E finalmente il primo esperimento è andato in porto. Ok, i maki sembrano essere passati sotto a un camion... ma il gusto era buono :D
27 agosto 2007
Etichette in fronte
Pfff ormai sono rassegnata: uno guarda Sara e vede "FIGLI", guarda te e vede "COPPIA", guarda me e vede "TETTE". ¬¬
24 agosto 2007
L'estinzione della Marilyn
Siamo in tante, là fuori, con lo stesso problema.
Non è questione di peso. Possiamo perdere chili a go-go, ma le ossa che il buon Dio ci ha dato non possiamo limarle. L'ampiezza dei fianchi, la larghezza delle spalle, la circonferenza del torace quelle sono e quelle restano. Se si va in una boutique, PUFF! ecco che che la 44 ci va di nuovo a pennello... sì, ma che prezzi! Insomma, lo shopping diventa un incubo: quasi impossibile trovare indumenti di taglio giovane a costi popolari.
Oggi Marilyn Monroe o Rita Hayworth, icone della femminilità, verrebbero considerate sovrappeso. Vale la pena rifletterci.
15 agosto 2007
Boscoverde dei miei stivali ¬¬
L'edificio, modernissimo (ok, sembra un incrocio tra Monte Grisa e il palazzo della Marineria), è vuoto come il mio portafoglio. Mentre i compagni di viaggio spariscono rapidamente su un pullman che pare vada a Tarvisio Centro, le tre scoprono che non ci sono mappe, volantini o qualsiasi forma di informazione per turisti. La tabella degli orari dei pullman è scritta in geroglifici.
La bigliettaia è stata chiaramente teletrasportata da Marte: non sa se e quando ci sono pullman, non sa i nomi delle strade dei dintorni, non sa se col sottopassaggio si scavalca la ferrovia, probabilmente non sa neppure dove si trova.
Intanto il pullman è andato, e con lui i pochi individui ai quali le tre potevano rivolgersi. Il solo ferroviere che si intravede si nasconde velocemente in uno sgabuzzino.
U: Ma chi ha scritto 'sto orario mescolando feriali festivi invernali ed estivi???
S: E la differenza tra festivo estivo e festivo annuale? CHE CA**O VUOL DIRE "FESTIVO ANNUALE"???
U: Vuol dire che c'è solo una corsa al giorno.
S: Ah, quella che abbiamo appena perso...
Le tre rinunciano a Fusine e decidono di percorrere l'itinerario dell'Orrido dello Slizza dove, oltre al panorama mozzafiato, sono allietate dall'incontro con altri esseri umani.
S: Orrido della Stizza, altroché! Perché non c'è un'anima in giro? E' un paese fantasma???U: Mio Dio, le case hanno anche le imposte sbarrate...
S: Orrido della Spizza... Orrido dell'Osmizza...
U: Silvia BASTA!
Sa: In quel giardino c'è gente, e sta mangiando! Chissà se gli avanza una salsiccina...
Finito l'itinerario tornano verso la stazione, decidendo di fare a piedi i due km fino a Tarvisio centro. Domanda: il paese in che direzione è??? Per fortuna incontrano un gruppetto di persone che, impietosite dalle facce disperate delle tre anime perse, danno molto gentilmente chiare indicazioni stradali.Tempo due minuti ed eccole sotto il sole a picco camminare lungo la statale, nel fosso per non farsi investire.
Il centro pare uscito da un'altra dimensione: è pieno di gente!!! Ma subito le tre scoprono che anche qui sono totalmente assenti cartine, indicazioni, orari dei trasporti. Cercano fiduciose la fermata del pullman per il ritorno: in effetti c'è un palo con il disegnino di un bus... e null'altra indicazione. Decidono quindi che le loro gambe sono una certezza e verso le tre e mezza prendono la via del ritorno con un krapfen in mano a testa. Piccola sosta al fiume per pucciare i piedi in acqua e mangiare.
Ritorno in stazione: il nulla. Rassegnate, pensano che almeno non ci sarà la fila ai bagni. Il distributore automatico contiene tristezza. C'è solo una signora tedesca che chiaramente guarda gli orari dei pullman senza capirci nulla neppure lei.
Attimo di commozione quando arriva una famiglia e il bambino vedendole grida "Mamma guarda finalmente c'è qualcuno!!!". Cominciano a comparire, probabilmente da sotto i sassi, altre persone che aspettano il treno. Compaiono anche dei ferrovieri. La commozione cresce al punto che si apre un pacco di biscotti.
Infine alle cinque circa le tre balde giovani, con le braccine un po' ustionate avendo dimenticato a casa la crema solare, salgono sul regionale per Trieste, liete di tornare a casa, alla civiltà.
12 agosto 2007
Questione di karma
Morale della favola: il pacco arriverà o non arriverà? :D
Ed è qui che inizia il lato affascinante del tutto. E’ risaputo che in queste cose “miste” (cioè fatte insieme ad altre persone) più karma si incrociano e il mio karma negli ordini on line è ben diverso da quello delle altre due persone con cui ho fatto l’acquisto. Quindi quale vincerà? Trattasi di esperimento scientifico :D Non vedo l’ora di scoprirlo!
03 agosto 2007
Uomini che si ricordano
Quello di cui volevo parlare oggi è una cosa che in un uomo apprezzo molto: il fatto che si ricordi le cose. Ok, sembra banalissimo, ma io conosco un sacco di persone che ti dicono “senti, mi raccomando ricordamelo che tanto me ne dimenticherò”. So che non è fatto apposta e che esiste chi, per troppi impegni o per motivi fisiologici (?), proprio non ce la fa, ma non ho potuto non rimanere veramente estasiata quando un mio amico, dopo che gli avevo detto *una* sola volta che avrei voluto leggere un certo fumetto, a distanza di settimane se n’è ricordato e me l’ha portato. E tra l’altro avevo specificato che ero indecisa se farmelo prestare o meno da lui (lui non lo sa, ma è perché temo follemente di rovinare le cose che mi presta :DDD)!
Le persone sono ancora in grado di sorprendermi. Wonderful!
21 luglio 2007
Punta in alto! (stasera)
NB: tutto questo perché sono in serata buona; il più delle volte significa solo che mi addormenterò con le canzoni più deprimenti che ho nel lettore mp3. Stasera vi è andata bene, per domani non garantisco. ^^
18 luglio 2007
Notturna
17 luglio 2007
Save Me Chevalier
Can’t deny that the leaves are falling
can’t deny that so far is May
can’t deny that the leaves are falling
I shall face all the winter days
Can’t deny that the wind is calling
can’t deny that there’s just one way
can’t deny that the wind is calling
I shall face all the winter days
But if you save me Chevalier, if you can hear me
save me Chevalier, if you can hear me
in a foreign land you’re riding with your horse
as I still don’t know if I’m dead or not yet born
as I still don’t know if I’m dead or not yet born
Can’t deny that the clouds are coming
can’t deny that the skies are grey
can’t deny that the clouds are coming
I shall face all the winter days
12 luglio 2007
Sad in the city - Episodio 13
S: "Torta romantica??? E che razza di nome è?"
U: "oooh la panna il cioccolato e le praline... è romantica nel senso dell'amore tra te e la torta!"
Si parla di stress lavorativo.
Sa: "Non volevano darmi la birra! Credevano che scherzassi!"
U: "Dopo una giornata di lavoro con quei colleghi altro che birra, cocaina!"
S: "Ma non uomini, sono dei pessimi stimolanti."
U: "Sì, gli uomini si stimolano da soli e finiscono subito".
Triste intramontabile gioco della linguetta della lattina.
S: "Q! Ma porc..."
Sa: "Q come Qupido!"
S: "Ah sì, il nostro personale dio dell'amore."
U: "Eeeeh ora capisco tante cose..."
Tra parentesi: quando facciamo 'sto gioco ci escono sempre la H, la K o la Q.
Sara crea un pupazzetto di carta che infila nella lattina e battezza Giulietta al balcone mentre blatera di quanto M sia bello, virile e col petto villoso.
Sa: "Eeeeh potremmo andare sotto il balcone di M..."
S: "... a ruttare?"
U: "... ad aspettare che ci getti la treccia?"
S: "La treccia di peli del petto???"
Sara si attacca al pc di Ursula.
S: "Perché non ne approfitti per leggere un po' il nostro blog, sai quello in cui non scrivi mai una ceppa?"
Sa: "E' vero!"
Dopo due minuti si controlla la posta del lavoro. ¬¬
Viene poi colta dal classico raptus dell'utente con connessione modem 56k quando ha davanti una ADSL flat: clicca ovunque e non capisce più niente.
S: "Chissà se esistono ancora gli A-HA..."
U: "Sì, imbalsamati per te."
Ma Sara non ascolta e comincia a cantare, dimenandosi davanti al pc, mentre la gatta Mimì dorme ignorando Silvia che continua ad indicarne il sedere gridando "Culo!"
U: "Tutto il mondo conosce due canzoni degli A-HA; Sara sa la terza."
07 luglio 2007
Uomo-love
"Oh ciccia, ti voglio beeene!"
*click click* Lei imperterrita scrive sms.
"Ma! Sei come un uomo!!! Io ti professo il mio affetto e tu... tu un CA**O!!!"
Ursula si volta, ride e fa. "Ma no, no..." e torna al cellulare.
¬¬
29 giugno 2007
Sognando l'Irlanda
1. mollare tutti gli amici??? ok, ok, si contano sulle dita di una mano, sono pochi ma buoni! E' anche vero che si fa prima a tornare da Dublino che da Caltanissetta.
2. il gatto? la moto? (mio dio sono una materialista)
3. è così tanto tempo che trovo di non avere i requisiti per gli annunci di lavoro che leggo qui che sono giunta alla conclusione di non saper fare niente; cosa esporto, a parte il mio inglese (inutile per l'ufficio... magari un corso di business english non ci starebbe male)?
Insomma, mi sento una cacca senza futuro. Che sia la crisi dei 30 anni che ormai si avvicinano?
27 giugno 2007
Triskellazzi di Silvia e Ursula
Eeeeeeeehh...
Oltre ai concerti di musica celtica, alle danze irlandesi, alle conferenze (che noi non abbiamo seguito), all'artigianato e alle crêpes al cioccolato e banana e/o crema e/o nocciole, abbiamo potuto ammirare vari esempi di umanità bivaccante.
Donna con cane - una costante del Triskell. Si getta sul materassino, imitata dal vecchio barboncino che riesce misteriosamente a dormire nonostante il volume a 5m dagli altoparlanti (che sia sordo?). Il guinzaglio è rigorosamente tenuto con l'alluce.
Covo di bisce - due donne, un uomo e tre (o più?) bambine incapaci di restare nella stessa posizione per più di trenta secondi. Osservare il groviglio continuo provocava il mal di mare e portava a scommettere: "Di chi sarà quel piede?"
Ascella - colosso in kilt scozzese (o tunica, siamo indecise). A ogni alzata di braccia stendeva con il suo maschio afrore tutti i presenti nel raggio di 5 metri.
Tetta blu (eeeeh, tetta blu...) - notevole esemplare di maschio seminudo e con decorazioni da guerra blu sul petto e sul viso. *_*
Sara aveva la possibilità di farselo presentare... perchè hai rifiutato? Caz...
Sfatto in caccia - non sappiamo cosa avesse bevuto o fumato, ma era potente. Cercava, con la scusa di una sigaretta, di abbordare qualsiasi essere femminile sotto il palco.
Gruppetti di allegri ubriachi - ah, no, quelli eravamo noi. Ops.
P.S. Per te che hai fatto retromarcia, Pablito ti ama davvero. Non ti stava offrendo solo il suo corpo.
22 giugno 2007
Nota di servizio
Lunedì riemergeremo da canti, musica e birra. Forse. ^o^
11 giugno 2007
Appunti di Londra
Non troverete descrizioni dei musei, o di palazzi, o altre cose che potete trovare su qualsiasi guida. No, troverete un viaggio vero,
persone vere con problemi reali, ostacoli insormontabili, ... ok, scusate, mi fermo qui.
24 maggio
Ore 12.
Le nostre quattro partono da Trieste accompagnate dalla mamma di Silvia, verso Ronchi, per prendere il loro aereo. Arrivate lì, fanno il check-in (non c'è nessuno davanti a loro, non è possibile!) e poi si dirigono a mangiare i loro panini (a parte Sara che aveva pranzato alle 11 in modo da non aver problemi dopo). La mamma di Silvia, molto gentilmente, ci offre da bere ... e mentre sto per prendere il mio bicchiere sento chiamare il mio nome in svariate lingue dall'altoparlante... Scompaio alla ricerca di chi mi sta chiamando, lasciando le altre compagne di viaggio già con un punto di domanda sulla testa. Mi fanno passare oltre la linea di controllo, per chiedermi di aprire la valigia (sì, quella già passata per il check-in).. aspetto... la apro... mi fanno spostare le cose e mi vien chiesto "Ha un caricabatterie in valigia?" - "Ehm.. si.. sia un caricabatterie che un carica cellulare" - "Ah, ok, sarà stato quello".
Dopo questo incidente, convinta di aver passato tutto, torno dalle altre, mi bevo il mio succo e ci avviamo verso il solito passaggio ai raggi x. Tolgo tutta la ferraglia... sono vestita di stoffa e le scarpe sono in plastica... e suona l'allarme. Ok, a questo punto deve essere l'impianto al dente, oppure devo avere armi metalliche sottopelle come Wolverine di X-men... è chiaro.
Ovviamente fermano anche il mio zaino. La signorina al controllo me lo fa aprire... rovista... trova il sacchetto con 4 banane, lo alza un po', si volta verso il compagno e gli dice "Sì, sono 4".
Arrivo all'ostello
"Abbiamo una prenotazione" - "Ah, ok [... orari, pagamenti, etc] ... ah si, nella vostra stanza c'è una persona. Non gli abbiamo ancora detto di andarsene... ma se ne andrà".
Infatti, quando arriviamo troviamo uno zaino, un paio di scarpe, un asciugamano e una camicia appesi, e un paio di occhiali da sole (più qualche spicciolo di euro abbandonato sul lavandino). Dopo i commenti terribili di Elena sui colori degli abiti del nostro ospite, ce ne freghiamo e partiamo alla ricerca della cena :)
25 maggio
Primo obiettivo: la torre di Londra.
4 donne sedute su una panchina ad aspettare la metro.
"E'il nostro?" - esclama Elena guardando un treno che arriva dall'altra parte (non sul nostro binario, in sostanza)
"No Elena, quello non possiamo prenderlo"
"Perchè?" - "Perchè dovremmo attraversare il buco dei binari!"
"Ah ok"
Passano 5 minuti ....
"E' lui?" - esclama nuovamente Elena. Risata generale "No, sta sempre dall'altra parte" :D
La torre di Londra è veramente interessante, perdiamo subito Elena che condotta per mano da un'audioguida se ne va a zonzo da sola per ben due ore.
Nel frattempo, le tre eroine rimaste seguono una pittoresca guida locale che fondamentalmente racconta di decapitazioni e sgozzamenti vari.
Sara: "Ah, dopo prenderò anch'io una guida (di carta)"
Io: "Ah, bene! Perchè non la prendi adesso così leggiamo mentre visitiamo il posto?" (visto che avevamo solo poche righe scritte sulla mia guida di Londra)
Sara: "Ma è per mia mamma. La prendo dopo, prima di andar via"
Ok, la mamma di Sara oggi probabilmente sa almeno il triplo di cose rispetto a noi sulla torre... Comunque mi si potrebbe rimarcare che potevo comprarla io (tirchia! tirchia! usa le guide degli altri), quindi passiamo oltre...
04 giugno 2007
Londra secondo Silvia
Le emozioni del British Museum e della National Gallery non si possono fotografare, ma il resto sì. ^o^
31 maggio 2007
Intermezzo giocoso
29 maggio 2007
Back from the future
Vediamo subito una serie di note positive sulla città, prima di addetrarci nei dettagli personali e nelle impressioni:
- ci sono migliaia di macchine in più per il centro... ma i londinesi si fermano per farti attraversare la strada (non come qui, che se ti vedono sulle strisce accelerano per passarti avanti - o sopra, se possibile)
- piove spesso, ma ci sono tanti posti dove ripararsi
- è tutto caro, ma vendono del sushi buonissimo per poche sterline in un banchetto di Camden
- per 70pence puoi farti scaldare per un'ora da un tè rovente (che non diventa tiepido prima di mezz'ora, per cui puoi usare il bicchiere come fornetto portatile)
- a Camdem puoi trovare qualsiasi cosa, commestibile e non, proveniente da qualsiasi parte del mondo
- nella libreria Waterstone (definita la più grande d'Europa) puoi prendere un caffè, un pranzo, oppure scegliere un pacco di libri dagli scaffali e portarteli alle poltrone, dove puoi parcheggiarti per ore a sfogliarli... e, niente paura, se devi usare il bagno ... c'è!
- si dice che si spende troppo per il cibo... sbagliato! al supermercato hanno dei cibi pronti fatti sul momento che costano circa 1 sterlina o poco piùù
- nella metropolitana transitano ogni giorno milioni di persone... ma è più pericoloso prendere un autobus a Trieste (borseggiatori? no, vecchiette sgomitanti!!)
- tanti musei sono gratis (qui c'è anche una nota negativa, leggere sotto)
Note negative?Sì, ok, ce ne sono... ma non sminuiscono la meraviglia (almeno la mia) verso la città
- piove
- la metropolitana è una meraviglia, ma per raggiungere i treni devi fare chilometri a piedi e centinaia di scale
- i musei non gratuiti costano una fortuna (ma sono ben organizzati)
- non abbiamo trovato semplice yogurt bianco....
- nonostante le restrizioni sul traffico lo smog è terribile
- i pullmann della Terravision hanno fermate e orari casuali, nonostante le indicazioni precise
- il servizio nel pub da noi frequentato riesce ad essere peggiore del servizio dei locali triestini....
Per ora è tutto, lascio la parola alle singole impressioni delle partecipanti al viaggio :D
23 aprile 2007
Sad in the City - Episodio 12
Investite da branco di ragazzetti che migrano verso il Viale
"Ma cos'è, la sfilata delle battone 15enni??? la mamma a loro non ha insegnato niente??? quelle cose tipo "sotto le maglie chiare non si mette il reggiseno nero" o "se non sai camminare coi tacchi non metterli che sei ridicola"?"
Passando per Capo di Piazza (zona di fighetti: sempre piena di gente che odora di soldi e veste all'ultimo grido)
"Con tutte queste che si danno in vendita, cosa vuoi che gli uomini vengano a salutare noi due..." ¬¬
14 aprile 2007
Il destino dell'amore
Secondo voi questo segno del cielo dimostra la debolezza dell'amore o la stupidità umana?
13 aprile 2007
Il tempo dei rimpianti
Ci sono persone che volutamente non si sentono per anni. Spariscono. O peggio, litigano e tagliano i ponti. Poi, quando succede qualcosa di grave, ricompaiono. Capisco benissimo il sentimento che fa mettere da parte le divergenze e la freddezza di fronte ad eventi tristi o luttuosi, quando pare che ci venga data un'ultima chance per "rimettere le cose a posto".
D'altra parte, bisogna aspettare che muoia qualcuno per superare le nostre reticenze? O, se sono davvero fondate e importanti, mettendole da parte non tradiamo noi stessi e mostriamo null'altro che ipocrisia?
Vivere intensamente credo voglia dire anche questo, trasmettere quello che sentiamo finché possiamo, che sia amore, odio, amicizia, pentimento. Che senso ha dire "un giorno..."? "Un giorno" è oggi.
E' impossibile non avere rimorsi, ma almeno vorrei non avere rimpianti. Come ha detto il mio amico, "il giorno che morirò non dovrò desiderare altri dieci minuti per dire quello che mi manca da dire, perché quello che importa l'avrò già detto".
Quindi, se non senti una persona da tanto tempo e stai bene così, lascia stare, in coscienza, fino in fondo. Se invece le vuoi davvero bene e ti manca, diglielo.
Adesso.
Il lavoro nobilita l'uomo?
Premessa: ma avete visto che giornate? C'è il sole, fa caldo, si respira aria di primavera insomma (a giudicare dal caldo che faceva ieri a Pordenone, anche estiva). E noi? Siamo chiusi in qualche posto più o meno buio (qui da me c'è molta luce, fortunatamente) a lavorare.
Vi rendete conto della follia di questo mondo? io capisco che bisogna lavorare.. in fondo, o si passa del tempo a cercare il cibo (coltivarlo, allevarlo, etc) o si passa del tempo a lavorare per poterselo comprare. Ma fra questo ad avere tutte le ore del giorno, che sono le più importanti, occupate dal lavoro...
Premetto che lavoro fino alle 14, e già per questo la frase rituale di chi non mi conosce è "ah, ma non riesci a trovare qualcosa che ti faccia lavorare anche al pomeriggio?"... ora, a parte il fatto di essere abbastanza fortunata avendo una paga decente nonostante le 5 ore al giorno ... chi ha detto che voglio lavorare anche al pomeriggio? Ma dove sta scritto che l'essere umano deve lavorare 10 ore al giorno? La mia proposta è: 3 ore al giorno, 5 giorni a settimana. Una settimana al mese di ferie, un mese di ferie in estate e uno in inverno. Il tutto per 1200 euro al mese fissi.
Se mi candido con questo programma... mi votate? :D
Ok, mi fermo qui perchè... devo lavorare ancora per due ore :(
10 aprile 2007
Chiedi e ti sarà dato
Con questo messaggio inizio un post che dimostra come spesso qualcuno dall'alto ci guarda (come dice Sara) e ride (come dice Silvia)....
PREMESSA
[tipico discorso sui triestini]
X: "Sì, conoscere qualcuno in questa città è impossibile. In altri posti la gente ti viene vicino per conoscerti, per fare due chiacchere, per offrirti da bere..."
Y: "sì, ma qua a Trieste è veramente impossibile. Gli uomini non ti si avvicinano più"
FATTO
Ursula se ne va in un bar qualsiasi ad ascoltare musica con un'amica.In realtà, più che altro va lì per chiaccherare con l'amica che non vede molto spesso. A metà concerto arriva una specie di pirata (alto quasi due metri, capelli lunghi, bandana in testa, aria già sfatta da un bel po') "Mule! cossa ste qua a ciacolar, andemo a balar!"
Le nostre rifiutano cortesemente l'invito "no no, siamo qui per stare in compagnia e poi la musica non è un granchè"
Fine del concerto, il pirata (e non immaginatevi Jack Sparrow, tutto altro) torna all'attacco "Alora mule! Adesso dovè bever qualcosa"
"Eh.. no, grazie, ce ne stiamo andando"
"Sì, io vado a casa" dice Ursula
"Ah sta qua (Ursula) me sta za sulle bale ... " (e intanto guarda le tette, giustamente)
"Ma come ve ciamè? Ma dai, adesso non andè via se no bevè qualcosa ... spetè che ve presento un amico" .. arriva uno sfattume veramente sfatto.... non riesce neanche a parlare!!!
La mia amica guarda con aria disperata il suo uomo, che sta chiaccherando un po' più in là.. ma questo non nota niente (ehhhh... no comment). A quel punto Ursula si alza e divincolandosi da una mano che le tiene il braccio "ma nooo.. e cossa? me lassè qua?", se ne esce con "ce ne andiamo entrambe" e si trascina via l'amica....
MORALE DELLA FAVOLA
Mai lamentarsi di una situazione che va benissimo e mai chiedere troppo... qualcuno potrebbe ascoltare e fare a modo suo... che abbia bisogno di un apparecchio acustico??? forse capisce male le richieste :D
09 aprile 2007
Ma almeno... Sara!
"Grassa la cheese-cake, ma ha sopra la salsa di fragole, è frutta!"
"Alcolico il Baileys? ma noooo, è crema, crema!"
"Il gelato non fa ingrassare, è latte e il latte è sano."
"Il cibo cinese alla fine è pollo, carne bianca, salutare."
"Le patatine fritte? Verdura! Sane!"
"Sara, se un giorno sarai a letto con un uomo, ti prego alla fine non dire ma almeno abbiamo fatto ginnastica, fagli un favore e non dire niente! STAI ZITTA!"
04 aprile 2007
300
Premessa 1: non ho ancora letto il fumetto pertanto non so se sia una trasposizione affidabile (mi dicono di sì).
Premessa 2: al di là delle vaccate di cui sotto, l'ho trovato un bel film.
"Cosa andate a vedere stasera?" "2h di uomini bellissimi in mutande"
Non appena in sala, Ursula con fare furtivo estrae dalla borsa (perché la sua è la borsa di Mary Poppins) un pacchetto abusivo di patatine. Come se ne mette una in bocca, partono in sequenza:
- spot dello scoiattolo scoreggione
- spot sull'invecchiamento del viso dell'uomo
- spot in cui inquadrano da vicino il bancone lercissimo di un bar
- di nuovo lo scoiattolo
- di nuovo le rughe
Ursula rimane mummificata per lo schifo. Si riprende appena dopo mezz'ora dei nostri eroi seminudi (soprattutto lo scoiattolo l'ha tramortita, anima candida lei non ha la tv a casa...).
Inizia il film. Durante la proiezione, Sara mormora: "Silvia, ma li hai visti? Ne voglio uno, anzi due... anzi tre... anzi facciamo tre con la scorta di riserva per quando si stancano!"
All'uscita, Ursula si guarda in giro e fa "Poi esci, vedi gli uomini che si sono qua e... EEEEEEH...." (della serie: riportatemi dentro!) Avete notato come con tutte quelle frecce lo infilzano ovunque tranne lì?"
Silvia: "L'ho notato anch'io!!! Ma come siamo messe!..." :D
20 marzo 2007
Informazione scientifica della settimana
"Niente sesso. E da 40 milioni di anni. I Bdelloidea, microscopici animaletti acquatici, sono un vero e proprio scandalo evolutivo: nonostante si riproducono per partenogenesi (cioè senza scambio di dna con altri individui) da così tanto tempo, sono riusciti a diversificarsi in 300 specie diverse. La scoperta, pubblicata sull'ultimo numero di Science, ha costretto la comunità scientifica a riconsiderare il "teorema" secondo il quale senza sesso non può esserci evoluzione"
Insomma, sti Bdelloidea (che, modificando il nome potrebbero diventare "Bella idea!") altro che scandalo evolutivo! Sono geniali.... secondo me sono l'evoluzione di esemplari puramente femminili. Immaginatevi lo scenario, 40 milioni di anni fa... tanti esemplari maschi (di Bdelloidea) e tanti esemplari femmine. E i maschi a un certo punto divennero delle nullità. E le femmine iniziarono a riprodursi per partenogenesi.
Che sia un messaggio per il futuro dell'umanità? :D
** fine del delirio mattutino **
19 marzo 2007
Sad in the city - Episodio 11
"Ecco Sara! Accidenti come sei verde oggi!"
"Sì sì verde! Verde come Hulk! Se mi fanno incazzare mi trasformo e spacco tutto!" ^o^
Diego (special guest): "Ragazze vi lascio al vostro giretto e io vado a farmi Werner - NO NO cioè a vedere Werner!"
E: "Vi devo dire perché la margherita è il mio fiore preferito."
U: "Perché cresce sul letame?"
Io: "E questa da dove spunta?"
U: "Non so, ma mi sembrava sensata."
S: "Sono piccola sono verde!"
Io: "Radioattiva?"
S: "No, però sparo blob di acido se vuoi"
Io: "Mi sembri più verde-Didò..."
S: "SCIIIIII MI SENTO GOMMOSAAAAA!!!"
(*) sorriso Caritas: sorriso derivato da paresi dei muscoli facciali che nasconde intenti omicidi del soggetto che lo esibisce.
16 marzo 2007
Venerdì di ordinaria follia
Silvia estrae delle chiavi: "Aspetta, così è più facile" e lo apre in due gesti.
Ursula la guarda: "Oh, come sei UOMA!"
Supermercato, banco frigo: Ursula controlla gli ingredienti del burro per scoprire se è salato. "Mmm... materia grassa, conservare in frigorifero, sai che novità."
Silvia: "Allora dovrebbero tenere in frigo anche me."
14 marzo 2007
Saggezza materna
11 marzo 2007
05 marzo 2007
Profescional!
19 febbraio 2007
I love the City! – London Report by Silvia & Ursula (part 3)
L’ultima giornata del 2006 ci regala una scoperta: c’è gente che gira scalza per l’ostello... dai bagni alla cucina; poi salta allegramente sul divano e si pulisce per bene.
Mettiamo da parte il disgusto e via, ultimo giro nella metropoli, che ci porta alla Torre di Londra; cioè, all’esterno della stessa, visto che il biglietto d
’ingresso costa 12 £ e la fila per aquistarlo è enorme. “Chissenefrega!” proclamiamo, l’importante è gratificarsi con belle foto della skyline di Londra… sì, come no!
Da noi si parla spesso di tutela del paesaggio, ma in Gran Bretagna non sanno manco cosa sia, altrimenti come avrebbero autorizzato la costruzione di quell’enorme coso fallico in vetro e cemento che spunta dietro la Torre di Londra???In confronto il problema della Valle dei Templi di Agrigento è una sciocchezza!!!
Durante la passeggiata Ursula pensa di fare delle foto artistiche del Tower Bridge, cercando di prenderlo da diverse angolazioni… peccato che qualunque fosse il punto di vista, fra la sua macchina fotografica e il ponte parassitavano sempre delle coppiette in atteggiamenti affettuosi. Ok, alla fine abbiamo considerato che in fondo Photoshop l’hanno creato per qualcosa.Attraversiamo il Tower Bridge, e a un certo punto troviamo il Visitor Centre del ponte, che sfoggia una parete piena di foto panoramiche e consente l’accesso a una delle torri. “Che bello!” esclamano le nostre… esclamazione seguita da “Maledettiladriinglesichestoponteelatorreseli tengano…” (e altre cose irripetibili) alla vista del costo del biglietto per salire: più di 5 sterline!!!
Decidiamo poi di fare un giro a piedi per la zona degli uffici, desolatamente chiusa nel giorno prefestivo. Ursula dà nuovamente prova delle sue capacità extrasensoriali, trovando per terra un ciondolo d’argento a forma di lettera dell'alfabeto, che mette in mano a Silvia dicendo “Ecco qua, prendi che è un segno!”. Silvia la intasca senza pensarci due volte e giuggiola felice.
Dopo un po’ arriviamo alla cattedrale di Saint Paul. Non si può entrare, c’è la funzione in corso. E anche se si potesse… costerebbe troppo! Scordarsi le foto dell’esterno, nascosto da impalcature. Un po’ sconfortate ci sediamo su una panchina del vicino parco; Silvia sospira mentre Ursula, cavato di tasca un tronchesino, si taglia le unghie fischiettando.
E’ ora di pranzo e decidiamo di tornare nei pressi dell’ostello, per affogare nel buffet offerto da Pride of India, un ristorante indiano dove si paga un tot e si mangia tutto quello che si vuole. Appena usciamo dalla metropolitana, Ursula scorge in lontananza un omino vestito in maniera tradizionale con un cartello, ed esclama “Eccolo! Guarda, è l’omino del Pride of India”… quando ci avviciniamo notiamo che sul cartello son scritte cose che riguardano la cucina greca… si, effettivamente osservandolo da vicino, il vestito tradizionale che indossa non è molto indiano. Ma nel frattempo abbiamo ritrovato il foglietto pubblicitario del ristorante e Ursula già pensa alle cose buone che mangerà. Arriviamo al ristorante, ma sembra chiuso. Ursula insiste “No no, è aperto, guarda, vedi i tavoli preparati?”. Ok, nonostante le insistenze e la speranza di Ursula, constatiamo che è proprio chiuso (maledetti!). “E adesso? Perché non andiamo al noodle bar che abbiamo visto l’altra sera?”. Ci incamminiamo e gustiamo un terribile cestino di cose cinesi non ben identificate (tra le quali dei noodle malefici e del pollo al limone coperto da quasi un centimetro di frittura che si riproporranno per giorni). Notiamo che lì dentro è tutto coperto di grasso, pertanto il pasto è veloce ed è fondamentale cercare di non toccare il tavolo con i vestiti.
Non ancora sazie, troviamo un bugigattolo che vende waffles appena fatte. Per poche sterline aquistiamo la nostra razione di grasso casereccio ed Ursula anche del tè per asporto. Mentre lei porcona perché non sa come mangiare senza buttarsi la waffle addosso (“Ora capisco perché non hai preso niente da bere, bastarda!” borbotta astiosa guardando la mano libera di Silvia) decidiamo di visitare i giardini di Kensington nonostante il tempo prometta un diluvio imminente e ci sia un ventazzo che non ha nulla da invidiare alla bora.

Silvia ingenuamente tenta di bere un sorso del tè… che ha temperatura roccia fusa, tanto che non le riesce di sputarlo perché è già evaporato! Ergo la nostra demente si aggira con la lingua violacea a penzoloni fuori dalla bocca piagnucolando “Come soffro!”, anzi “Gobve zoffrrrrol!”.
A questo punto Ursula, nonostante la compassione che prova verso la ferita, viene distratta da uno scoiattolo! No! non è uno… sono tanti!! E così inizia a rincorrerli con la macchina fotografica, ma non sono ben disposti così sta quasi per arrendersi. E a quel punto vede Lui: lo scoiattolo grasso sull’albero. E’ talmente lento nei movimenti che Ursula riesce a fargli diverse foto, e tenta di convincerlo ad avvicinarsi alla sua mano tesa, che sembra offrirgli del cibo.
Lui si avvicina, annusa, la guarda con odio e torna sull’albero (con l’espressione da “Ma se non avevi nulla da darmi perché diavolo mi hai scomodato?”). Non resta altro che proseguire, prima che ci salti in testa per vendetta.
A questo punto siamo ridotte a due povere dementi preda del più grave caso di ridarella degli ultimi anni; fioccano dialoghi del tipo:
“Metitti lì che ti faccio la foto; togliti che fotografo il posto!”
Oppure:
“Ehi, lì c’è l’entrata della metro!”
“Mamma che ventazzo!”
“Ho messo la scarpa nella melma…”
“Ho trovato l’entrata della metro, è lì!”
“Ma se te l’ho appena detto io!”
Puntiamo poi su Convent Garden, luogo apparentemente meraviglioso dove la pubblicità dice “Hai visto persone che fanno uso di droghe? barboni? accattoni? vuoi parlarne con qualcuno? rivolgiti alle forze dell’ordine per una città più sicura!”
Sono le 4 e a questo punto è meglio rientrare, dal momento che il supermercato chiude alle 5 e se vogliamo prenderci qualcosa da bere e mangiare per la sera ci conviene muoverci. I noodle ci fanno notare che sono ancora lì, così prendiamo due yogurt e decidiamo che quello sarà il nostro cenone di capodanno. Ursula per sicurezza si prende anche un muffin, che alla fine dovrà, suo malgrado, dividere con una Silvia affamata alle 2.30 del primo gennaio.
Manca solo l’alcool per il brindisi. Spumante? No, troppo caro. Birra? A parte la tristezza, ma vendono solo pacchi da 4 lattine da mezzo litro. La disperazione inizia a farsi strada nei nostri cuori. Troviamo dei vini spagnoli e del vino francese, ma sono cari… e poi son bottgliette piccole… quando ecco che lo sguardo ricade sull’ultimo scaffale in basso, dove brilla una scritta “Lambrusco rosso”. “Sì sì ottimo!! Guarda! Costa solo 1,50 sterline!!! Che bello!” “Farà schifo!” pensiamo … così per esser sicure di renderlo bevibile acquistiamo anche un succo di frutta per smezzare il vino: se costa così poco ci sarà un motivo.
In ostello cerchiamo di dormire un po’, ma non ci riusciamo, così stiamo lì a vegetare e a guardare – Ursula, almeno – la tv.Prima di andare bisogna preparare il vino… Silvia lo apre… assaggia …. Con espressione di godimento esclama “Col cavolo che lo smezzo 'sto vino!” Ursula assaggia e constata che effettivamente è buono, così viene diviso in due bottigliette di plastica e il succo di frutta viene lasciato in frigo.
E infine eccoci per le strade, pigiate come sardine ma felici nonostante tutto. Chi se ne frega se vicino abbiamo una coppietta, se il gruppetto dietro si appoggia a noi come a un tavolo, se davanti abbiamo due tizi alti 1.90m… fare il countdown con altre 300.000 persone e godersi 15 minuti dei fuochi d’artificio più belli mai visti… vi garantiamo, vale la pena!Finiamo quindi così, in gloria, senza dilungarci sul viaggio di rientro che ci porta da una Londra baciata da sole a Brescia, provincia della tristezza di vivere, nonché sulle cinque ore di treno fino a casa. È stato bellissimo e abbiamo un solo rimpianto: l’abito da regina dei vampiri rimasto a Camden! ;)

14 febbraio 2007
Love Never Ends
I only knew you for a while / I never saw your smile / 'til it was time to go / time to go away / sometimes it's hard to recognize / love comes as a surprise / and it's too late / it's just to late to stay / Beacuse the friendship that you gave / has taught me to be brave / no matter where I go / I'll never find a better prize / and tough you're miles and miles away / I'll see you everyday / I don't have to try / I just close my eyes
[Together in Electric Dreams, Giorgio Moroder & Phil Oakley, 1984]
06 febbraio 2007
Auguri Ursula!
Tantissimi auguri, cara, sei sempre un grande esempio! ;)
*Neechan = "sorellona" in giapponese
02 febbraio 2007
Tu che ne pensi? (chissenefrega!)
O ancora meglio: risparmia tempo ad entrambi e va' a fare qualcos'altro.
Vorrei arrabbiarmi, ma la verità è che queste cose mi intristiscono.
24 gennaio 2007
Conoscenza profonda
"Gli uomini, quando si tratta di donne, credono di sapere tutto, quando in realtà sanno meno di un feto (lui almeno sa dal di dentro)." è__é
22 gennaio 2007
Sad in the city - Episodio 10
(Sara poi si toglie il giaccone rivelando dolcevita nera e maglioncino lilla)
S: "Il cuore è nero, ma la confezione è rosa confetto!" dice fiera indicandoli.
U: "Eh ma il reggiseno sarà rosa..."
S: "Fucsia!" ^o^
U: "Eh infatti... io invece nera dentro e fuori!" *evilgrin*
Al ristorante giapponese. Ursula con le bacchette raccoglie briciole di cibo dal piatto.
Io: "Ti stai esercitando?"
U: "A prendere i pezzi piccoli."
Io: "Per quando?"
U: "Per i tempi di carestia, non so eh!" ¬¬ (per la serie: Silvia ma che razza di domande fai?)
18 gennaio 2007
I love the City! – London Report by Silvia & Ursula (part2)
“Guarda, c’è tanto sole, non si vede una nuvola. Che dici, Silvia, portiamo solo un ombrello?”
“Si, giusto, che non si sa mai. Portiamo il mio che è piccolo?”
“Ok, magari lo teniamo a turno”
La cucina dell’ostello è una specie di piccolo antro, 2m x 2m, affollata. Ursula decide che per prima cosa è meglio scaldare l’acqua per il tè, e poi mette delle fette di pane nel tostapane. La casa offre marmellata, burro, e nutella. Finalmente l’acqua bolle… e dopo una lunga ricerca fra pacchi e pacchetti di origine e contenuti ignoti, le nostre si arrendono: non ci sono le bustine per fare il tè. Possibile?? A Londra?? Mah… Ursula, da brava teinomane, pensa che verranno comprate il prima possibile. Dopo aver ricavato un piccolo spazio su un tavolo nel salotto (sempre invaso da parassiti accasciati sul divano), finalmente si mangia e si torna su per prendere i giubbotti e si esce in strada.
Dopo aver chiuso la porta, Silvia domanda “Ma hai preso l’ombrello?”
“No, non me l’hai dato.”
“Perché non me l’hai chiesto?”
“Quindi siamo senza ombrello?”
“Già … ma siamo fiduciose!” (più che fiduciose, non c’è nessuna voglia di rifare i 4 piani di scale…)
Eccoci per le strade, baciate in fronte dalla fortuna che ci regala una mattina di sole e cielo terso, mentre constatiamo che la lingua più parlata è… l’italiano (oooh), e il passante tipo… la coppietta che si accoppia (eeeeh).
Per prima cosa immortaliamo il monumento a Boadicea; la ressa rende difficile lo scatto ma facile comparire nelle foto di almeno una cinquantina di turisti.Anche la statua è infastidita: sembra nella tipica posa "Ma daaaai! Al diavolo sti rompipalle!"
Passiamo davanti al Big Ben e il Parlamento, ammiriamo la cattedrale di Westminster (solo dall’esterno, visto il prezzo d’entrata) e alcune curiosità che si trovano per strada:“Che razza di roba è?” (di fronte a una sorta di rombo di metallo alto al ginocchio)
“Boh? Uno smistafolla?”
“O uno sfollagente: lo gettano in mezzo alla folla! Ahahahah!”
Al mercato di Camden Locks siamo attratte dai tipici prodotti inglesi: vestiti dark, autoreggenti con la zip, guanti di pizzo, pashmine. Quando la fame chiama, ci imbattiamo in una cinese che grida “Come here ladies, chinese food and indian food, all mixed up together, very delicious!”. Dieci minuti dopo, ancora congratulandoci per l’ottimo affare fatto, giriamo l’angolo e scopriamo un vicolo pieno solo di baracche mangerecce… molte a prezzi inferiori. ^^;
Nel pomeriggio si cominciano a notare i primi segni di cedimento:
“Prendiamo la Circular?”
“Mmm mi sento spossata.”
“Spaesata?”
“La Circular!”
“Ah, spossata!”
La metro concilia uno stato di trance, che porta Silvia al dormiveglia e qualcun altro alle premonizioni; ad un tratto infatti Ursula le fa pat-pat sulla spalla dicendo “Su, dai, manca solo un mese!”
“Un mese a che?”
“Boh? Mi è venuto sto pensiero dal nulla.”
Non del tutto stanche di camminare e vista l’ora, decidiamo di andare a vedere anche i mercatini di Portobello Road. Sappiamo già che non compreremo nulla, ma un giro vale la pena farlo. Appena usciamo dalla metro… inizia a piovere. Silvia tira su il cappuccio pensando all’ombrello nella sua valigia. Ursula guarda con odio il cielo pensando all’ombrello di Silvia, al suo e al cappuccio del piumino chiuso in valigia. All’inizio piove poco, pertanto decidiamo di incamminarci lungo la via comunque. Dopo 10 minuti inizia a diluviare…
Tentiamo di infilarci in qualche negozietto, ma non è un’azione semplice, primo perché non ci sono tanti posti dove ripararsi, secondo perché la stessa cosa stanno facendo quasi tutti gli altri turisti. Ok, Ursula decide che bisogna comprare un ombrello, visto che non accenna a smettere…
Camminiamo un po’ e Silvia indica un cesto contenente due ombrelli con la bandiera inglese al posto della normale tela colorata. Costano 5 sterline (7,50 €, n.d.r.). Ursula si rifiuta. Silvia la guarda con odio. Ursula è sicura che ce ne saranno altri. Dopo un po’ entriamo in un negozio stile “Acqua e sapone”, dove vendono ombrelli ancora più cari. L’odio di Silvia aumenta dopo il rinnovato rifiuto di acquisto da parte di Ursula. Dopo altri dieci minuti sotto la pioggia, miracolo! un negozio espone sobri ombrellini a 3 sterline. Ursula ne compra uno bordeaux: a questo punto non ha scelta, vista l’aria minacciosa della compagna di viaggio. Lo apriamo … “ah, finalmente un ombrello”… si gira due volte per colpa del vento simile alla Bora che abbiamo scoperto si alza ogni pomeriggio … e smette di piovere.
Alle cinque arriviamo finalmente in camera. “Bon, ci riposiamo 10 minuti e poi facciamo un giretto in centro prima di cena, che ne dici?”
“Sì sì, dieci minuti.” Si infilano il pigiama solo perché in camera fa troppo caldo per star vestite. Dopo alcuni istanti Silvia borbotta “Ti dispiace se faccio un pisetto veloce?”
“No no, tranquilla, ti sveglio io.”
Dopo cinque minuti ronfiamo entrambe panza all’aria.
“Mmm ci voleva un riposino… che ora è? MIODIOSONOLESETTE!”
Ursula vuole andare da Harrod’s, famosissimo super negozio nel centro di Londra, ora in piena stagione di saldi e ancora addobbato con le decorazioni natalizie. Visto che a pochi passi dall’ostello c’è un altro centro commerciale (Whiteleys), decidiamo di fare prima un giro lì e poi di andare da Harrods.
Guardiamo un po’ di negozi, restiamo ammaliate da Yo!Sushi, uno sushi-bar carinissimo e decidiamo che è ora di andare.Peccato che la guida di Londra sia rimasta in ostello… Poco male, c’è una fornitissima libreria al primo piano. Così, mentre Silvia fa finta di cercare altro e mostra ad Ursula una serie di libri inutili, la seconda sfoglia una guida di Londra alla ricerca dell’indirizzo di Harrods. “Eccolo , l’ho trovato! E’ facile, si scende lì con la metro e ci siamo… Ah.. chiude alle 7… Silvia, che ora è?” “Le 7.30” … “Ok… Sushi bar?”
Il sushi bar è uno spettacolo. Ursula resta affascinata da un sistema di distribuzione del cibo che non ha mai visto, e decide che non andrà via da lì se non avrà provato almeno uno di quei deliziosi piattini colorati contenenti sushi e altre delizie. Restiamo 10 minuti in attesa che qualche nuovo cliente si accomodi, per capire da dove si comincia e se dobbiamo parlare con qualcuno prima. L’attesa è un fiasco, così le nostre decidono di metter piede vicino al banco. Immediatamente vengono raggiunte da un cameriere che ci chiede se è la nostra prima volta, e che ci spiega come è organizzato tutto. Ci sediamo, di fronte a noi vengono messi due bicchieri per l’acqua che possiamo prendere da delle fontanelle impiantate nel bancone, ci serviamo delle bacchette, dei tovaglioli… e iniziamo a guardare i piatti che ci passano davanti. I piattini hanno colori diversi, a seconda del prezzo. Partono da 1 sterlina e 50 pence per arrivare a 5 sterline. “Prendiamo solo quelli da 1,50 e da 2?” “Si, si, meglio.”
Alla fine, dopo una pila di piattini, l’unico colore che manca è quello da 5 sterline.
Che dire del cibo? Buonissimo!!! Ursula vorrebbe affogare in quei sushi e nei piccoli maki… ma è ancora trattenuta dai soldi più che dallo stomaco, pertanto dopo un ultimo “ancora uno devo prenderne … ecco… quello verde con i maki al cetriolo… è mio!!” le nostre si incamminano sazie ma felici verso il centro di Londra.
Oh, Piccadilly Circus! Oh, le luci! Oh, i palazzi! Oh, gli stronzi che si corrono incontro abbracciandosi davanti a noi quando Ursula tenta di fare foto! 
Oh, tutti i pali… spennellati di grasso??? “Attention, anti-climbing paint” dicono i cartelli, ma a casa nostra quello e` grasso. Cominciamo a chiederci preoccupate cosa facciano i londinesi a fine anno.
Facciamo un giro fino a Carnaby Street, notevole nonostante l’ora veda tutti i negozi chiusi, ed ammiriamo la vetrina più kitsch del mondo: un negozio di giocattoli espone due bambole di Barbie e Ken, a grandezza naturale, vestite da sposi. Ken tiene la mano di Barbie e la muove in quello che dovrebbe essere un gesto tenero, ma di fatto sembra che voglia staccarle il braccio. Immortaliamo il tutto per Sara e ce ne torniamo in ostello, di nuovo stanche nonostante la ronfata di prima.Next… New Year’s Eve in London!
06 gennaio 2007
Propositi
Comunque, lasciando perdere questo discorso, la parola d’ordine per quest’anno è: novità. Fare cose che non ho mai fatto, sia in piccolo che in grande. Ogni giorno, concentrarsi su qualcosa di nuovo. Staremo a vedere cosa succederà, nel frattempo buon 2007 a tutti! :)
04 gennaio 2007
I love the City! – London Report by Silvia & Ursula (part 1)
… e scoprono che l’anno vecchio ha ancora qualcosa da dire, affiancandole a una coppietta che per tutto il volo cerca di accoppiarsi senza slacciarsi le cinture di sicurezza.
Siamo sul pullman che ci porta da Stansted a Victoria Station; mentre Silvia, che non è mai stata a Londra, ripete come una bambina rompipalle “Che bello! Che bello!”, Ursula che ci è già venuta una volta guarda pigramente dalla finestra e riflette “Oh un castello, chissà cos’è…” e si sente una voce dal fondo “Ecco la Torre di Londra!!!”. ^^;
Qualche piccolo inconveniente con la valuta del luogo: due banconote da 10 e 20 £ del 1993 vengono rifiutate con orrore dal bigliettaio della metro.
“Sarà perché c’è scritto Bank of Scotland?”
“Ma dai, è come se in Friuli non ci accettassero gli euro triestini!”
“Eeeh secondo me prima o poi succederà!” ride Ursula che girandosi si trova faccia a faccia con una ragazza che era in pullman con noi e che aveva esordito con “Ce ballis!” vedendo l’affollamento… In ogni caso non abbiamo mai scoperto cosa avessero, se non che abbiamo dovuto sganciare 75 pence al cambio per sbarazzarcene. Veniva voglia di picchiare l’omino del cambio finché non avesse detto la verità!
Ma parliamo un attimo dell’ostello. Per Silvia è la prima volta e cerca di adattarsi il meglio possibile in modo che
“Devo andare in bagno”
“Vai”
“No, posso ancora resistere.”
Ed ecco Silvia che ci mostra la lussuosa camera!
Si possono ammirare due letti attaccati, i piumini azzurri, un tavolo grande e inutile, il lavandino, il televisore e il frigo..... che però vedremo meglio nella prossima immagine!

Ed ecco il fantastico frigo, pieno di... due fantastici yogurt!!
Ah si... a lato si intravede una cassettiera, che dopo un primo tentativo abbiamo deciso fosse meglio non esplorare troppo in giro!!
Prima di chiudere la giornata, perché non fare un giro in centro? Dopo aver percorso su entrambi i lati l'affollatissima e variegata Queensway (grande strada a due isolati dall'ostello), ceniamo in un posto dove fanno il kebab (luogo tra l'altro travestito da Fish & Chips). Ursula punta subito a un piatto completo: ha tutto, è semplice da pronunciare e costa relativamente poco. Silvia subito esordisce con “ah, no, prenderò solo il kebab. Le patatine non mi va di prenderle, non ho tanta fame ....”. Al suo turno di ordinare prende lo stesso piatto :P
Chiediamo di poterci sedere nella sala interna, giusto per non essere lì della porta (su un tavolo che definire oleoso è dire poco). L'unico posto libero è un sordido tavolino in centro alla sala, più unto del precedente e senza sale e salse.... Ci accontentiamo tentando di non far cadere nulla fuori dal piatto e ci facciamo fuori il primo pasto a Londra!
Infine, it’s nanna-time! In camera fa un caldo porco. Silvia, calorosa quanto una biscia al polo Sud, si infila tutta felice sotto la coperta rosa stile peluche e il piumino azzurro forniti dalla casa, esibendo persino orridi calzini notturni. Ursula invece, dopo una sofferta riflessione guardando sudata il pigiama, si infila sotto il lenzuolo con un paio di braghine nere, la canottiera a spallini stretti e la sciarpina celeste da passeggio attorno al collo “per evitare il mal di gola”. Vari tentativi di fotografarla incontrano minacce di violenza fisica.



