27 marzo 2006

Fuco

Il fuco (il maschio dell'ape, per chi non avesse ripassato la lezione), una volta adempiuto il suo ruolo di fecondatore dell'ape regina, muore. La società delle api è mandata avanti dalle operaie, che accudiscono la regina e le larve. Se natura magistra vitae, cosa ci insegna tutto ciò?
"L'utilità di un maschio è una sola."
"Povero però!" si commuove subito Sara.
Ma che dire allora del maschio della mantide religiosa, divorato dalla femmina proprio alla fine dell'atto riproduttivo? La mantide è una sveglia: per evitare le delusioni del dopo, si porta avanti col lavoro.
"Del resto anche il fuco, eh? Fa il suo, muore, e viene spazzato via coi rifiuti!"
"Oppure viene usato da morto come paraspifferi dalle operaie bastarde."

15 marzo 2006

Sad in the city - Episodio 4

Unica premessa: la birra era economica e doppio malto.
Sara, Silvia (moi), Ursula

"Conoscevo questo ragazzo italiano in Irlanda così quando eravamo là in vacanza ho detto a Sara Te la cavi da sola per un paio d'ore, VERO? - eh vedi così l'ho subito svezzata."
"Sì, e io povera che chiedevo indicazioni per trovare l'ostello e nessuno sapeva niente! E in ostello non mi funzionava la chiave elettronica della camera e cercavo di dirlo alla reception" (segue esplicativo discorso a gesti assolutamente impagabile)
"Ursula, ma dai!"
"Eh poi non l'ho più lasciata così. La volta dopo me la sono filata mentre dormiva AHAHAHAHAH! E sto tipo aveva un freddo boia in casa perché coltivava due piante di marjuana..."
"E tu poverina a pensare come scaldarti, eh?"
"Be', sì, sai... AHAHAHAHAH!"

"Ooh per la prossima canzone voglio una voce maschia e sensuale!"
Mi volto verso il megaschermo. "Ti hanno ascoltato, eh? C'è Prince."
"MA NOOOOOOO!!! Ah ma io HO SPERANZA"
(in coro) "E noi no."

"Io percorro la retta via!"
"Mi sembra che però ti fermi ai chioschi lungo la strada, eh?" indicando il Bayleis con ghiaccio che si stava allegramente scolando
"Non è tanto, è il ghiaccio che si scioglie."
"Aaah quanti problemi ti fai, vedi noi due invece non cerchiamo di nasconderci, lo facciamo apertamente" (tirando un sorso di una grappina deliziosa)
"Vedi Sara, il chiosco si apre anche sul retro sulla strada cattiva, e da là io e Ursula ti facciamo le boccacce."
- più tardi in strada -
"Ecco, io percorro così il retto cammino..."
"Sara sei nel canaletto di scolo!"
Sara guarda e vede che è vero. "Ehm ehm... ma qui confluisce tutto!"
"Sì, la cacca confluisce!"
"Ma io sono brava e la schivo!"

13 marzo 2006

La nuova guida "Al peperone verde (o rosso, a piacimento)"

Durante uno dei nostri grassi e "babosi" pomeriggi, abbiamo ben pensato che
nella nostra città manca una guida ufficiale dei locali (senza grande distinzione di tipo
fra ristoranti,pizzerie,gelaterie,caffeterie,paninoteche,spaghettoteche,etc. ... fondamentalmente "luoghi mangerecci").
La nostra valutazione sonderà approfonditamente il modo in cui vengono soddisfatti i 5 sensi principali nei vari locali.
La vista: il punteggio verrà calcolato in base all'estetica del locale e dei suoi contenuti (muri, suppellettili, e decorazioni per quanto riguarda la struttura del locale; presentazione delle cibarie, ovvero come queste colpiscono positivamente o negativamente la vista)
L'odorato: valutazione degli odori presenti nel locale (che si spera sempre siano piacevoli e soprattutto che non si impregnino sui vestiti). Ad esempio, un delicato profumo di brioche calda può far decollare il punteggio, mentre l'odore di caffè bruciato (facciamo finta che fossero nocciole tostate?) lo fa un po' calare.
Il gusto: beh, qui non servono grandi spiegazioni.... :)
L'udito: le colonne sonore messe nei locali sono fondamentali. Vediamo l'esempio del mielosissimo Mozart dove ci investono di continuo musiche romantiche e deprimenti? (tralasciando il periodo natalizio in cui avevano un cd di 30 minuti che a mio parere girava ininterrotto tutto il giorno). Certo, il locale vale la pena di esser visitato e frequentato, ma non in periodi di depressione acuta.
Il tatto... beh, questa valutazione abbiamo concordato di lasciarla a Sara (dopo il pagamento del conto), ossia il palpeggiamento del cameriere di turno. Nel caso di cameriere donne o camerieri decisamente intoccabili, questa valutazione può venir tralasciata, senza influire in modo particolare sul punteggio finale.
Dimenticavo ovviamente il settimo senso (il sesto lo saltiamo): l'alleggerimento del portafoglio in rapporto alla qualità (e ovviamente anche alla quantità) del prodotto.
Direi che dal prossimo post si potrebbe iniziare a valutare il Caffè del borgo, ultima meta visitata e già parzialmente valutata :)

06 marzo 2006

Ornito(poco)logico

La mia sana demenza è tornata con tutta la sua forza. Visto che Ursula non si decide a postarlo lei, ecco il dialogo intercorso tra lei e una me stessa molto bevuta, durante la mia festa sabato.

Ursula e Sara stanno parlando di qualcosa e io mi avvicino, in tempo per sentire...
"... stormi di uccelli migratori."
"Stormi di uccelli che migrano? Ma è la barca dello spot della Compagnia delle Indie!"
Ursula ride, capendo che sono bevuta ed è inutile opporre resistenza.
"E' dimostrato! Gli uccelli sono molto migratori e poco inclini a nidificare."
"Be', puoi sempre provare a sparargli col fucile per fermarli."
"Eh allora ottieni l'uccello impagliato, assolutamente inutilizzabile!"
"O migra o è inutile, non c'è salvezza insomma."
"Eeeeh come diceva Carducci stormi d'uccelli neri/com'esuli pensieri/nel vespero migrar... scendono in strada di notte!!!"
Ursula si sganascia mentre io, tronfia delle mie idiozie, mi allontano a passo incerto, in cerca di qualcun altro a cui rompere le scatole.

Questo per dirvi che a 28 anni sono simpaticamente idiota come prima. La depressione è del tutto passata e la vostra pace è finita! ^^

27 febbraio 2006

28

Oggi sono un anno più vecchia. Non mi sento più saggia, né migliorata in alcun modo. Mi sento però più arida, come se quando sono contenta vedessi dall'esterno me stessa che si diverte e sta bene, e mi chiedo chi sia questa che se ne va in giro con la mia faccia. Un po' come se le persone non riuscessero a toccarmi per quanto si impegnino e per quanto io tenga a loro.
Stasera mi autodedico due canzoni dei Greenday. 'Notte e alla prossima.

"Here comes the rain again/falling from the stars/drenched in my pain again/becoming who we are/as my memory rests/but never forgets what I lost/Wake me up when september ends"

"I walk a lonely road/the only one that I have ever known/don't know where it goes/but it's home to me and I walk alone/I walk this empty street/on the blvd of broken dreams/where the city sleeps/and I'm the only one and I walk alone/My shadow's the only one that walks beside me/my shallow heart's the only thing that's beating/sometimes I wish someone out there will find me/'til then I walk alone

19 febbraio 2006

Viscerale

"L'amore è come lo scagotto: non sai mai quando colpirà, capita sempre quando è il momento peggiore, non si sa quando finisce e non puoi farci quasi niente."

Aggiungerei che lo senti con tutta te stessa, ti riduce uno straccio e ti mette nella merda. Ok sono inacidita al di là della redenzione, me ne rendo conto. Chi vuole legga e chi no passi avanti, che vi devo dire? :p

18 febbraio 2006

Sad in the city - Episodio 3

Puntuali come i reumatismi quando piove, immancabili come le vesciche con le scarpe nuove (che fa anche rima), vi presentiamo i pensieri spudorati nati durante le nostre sessioni "solo donne".
Stavolta mancava quella patina di allegra follia che ci contraddistingue, perlopiù per depressione lavorativa. Io poi ho ancora tanto muco nell'organismo che, come dice Sara, cibo e alcool hanno meno posto libero da occupare e compromettono subito il cervello (grazie cara, una buona parola fa sempre bene).

A proposito di come gli uomini etichettano una donna come "pappabile":
"Gli uomini sono un relitto psicologico: hanno due soli valori, SI e NO. Una volta che la lancetta si setta su un valore è finita, troppa fatica cambiare."

"Io guardo anche i 25enni! Se uno matura, matura; se no, no. Ci sono 18enni maturi e 50enni irrecuperabili."

"Voglio la pizza che anneghi nel pomodoro, e poi ci fai le toccettine!"

"Pensa che bello, a vivere da sola nessuno vedrà cosa fai in casa!"
"Eeeh cosa vuoi che faccia! Tipo poso un peperone sul letto!" o__O
(e qui purtroppo non possiamo riportare l'espressione del viso, uno spettacolo)

"Questo collega idiota... roba che gli prendo le due palline e gliele strizzo così!" è__é
(e qui purtroppo manca il gesto eloquente)

Discussione su quale coltello usare per evirare questi colleghi inefficienti: dal machete scomodo, al coltellaccio da cucina (da buttare, ci affettate voi l'arrosto dopo?) al coltellino di plastica.

A proposito di altro collega poco professionale:
"Lo stato d'animo giusto è quello in cui sei morto per me!" è__é

Speriamo di fare meglio la prossima volta, contagiate dalla pazzia che circola per le strade a carnevale. Anche per oggi è tutto, alla prossima!

15 febbraio 2006

Retroscena venexiani

Today la Silvia ed Ermanno sono andati in gita a Venezia per vedere una mostra a palazzo Fortuny. E' stato molto bello tornare dopo tanti anni nella suggestiva città lagunare. Però...
La nostra eroina/cocaina/oppiacea dapprima regredisce a età mentale 5 (zitti voi in fondo, vi ho sentito! Non è vero che non si notava la differenza!!!) e saltella tutto il tempo esclamando "Che bello che bello facciamo una foto?" Poi rosicchia senza ritegno il pane con l'uva che il povero Ermanno compra per sé.
A pranzo nei bacari, gradisco molto il vino rosso... pure troppo, visto che poi sbando vistosamente, tanto che il mio accompagnatore ritiene più saggio farmi camminare lontano dall'acqua. NB: avevo tutto il tempo una tosse spaventosa da fumatore 90enne di sigari causa bronchite presa l'altro ieri.
Nel primo pomeriggio vengo colta da mal di panza fulminante, costringendo a un rientro a tempo record, finché sul treno, ringraziando Dio come non mai per i bagni delle FFSS, mi trasformo in una concimatrice con le gambe. Non paga di me, scivolo in una sorta di coma dopo aver fregato a Ermanno l'I-pod, costringendolo a dormire - visto che era buio fuori dal finestrino non si vedeva una cippa.
Che dire? Eh, povero martire! Direte voi, ma ormai conosce Silvia da un po' e dovrebbe sapere cosa aspettarsi. Mmm, forse credeva di saperlo, ora penso si sia ricreduto! ^^;;;

10 febbraio 2006

Project Manager

Lui non è uno che vuole essere al centro dell'attenzione.
"Nelle compagnie numerose uno ha due scelte: trainare o essere trainato. E io non sono il tipo d'uomo che si fa trainare da un altro; ho DOVUTO darmi da fare."
Lui non dà valore all'apparenza.
"Accidenti ho l'armadio piccolo e già pieno di roba, mia mamma si lamenta. Oggi compro solo il paio di pantaloni che mi servono." (alcune ore dopo) "Non so dove metterò tutta questa roba, però era proprio bella e mi stava troppo bene per non comprarla. Certo ho delle t-shirt simili a queste, la cravatta non mi serviva, però certe cose sta bene averle."
Lui dà valore ai rapporti umani, veri, sentiti.
[ha su il sorriso di circostanza 24 su 24]
"Ho rivisto la mia ex dopo cinque anni. Mi ricordo che ci siamo lasciati malissimo, le ho urlato di tutto. Oggi l'ho invitata a bere un caffè e ha detto di no..." :(
"Non vedo perché non ci si possa vedere e fare due chiacchiere in bar, perché portare rancore?"
(mi ha appena lasciato e sto lottando per non piangere) "Ok, come restiamo? Quando posso chiamarti? Siamo ancora amici, vero?"
"Non capisco perché Sergio se la prenda se non mi faccio vivo per un po'. In fondo siamo amici da tanti anni, no?"
"Cosa c'è di male se sono sparito per mesi? Vuol dire che non era aria."
(lo ringrazio per il regalo di laurea) "Ah, cosa ti abbiamo preso?" (lo mando a quel paese) "Scusa era una battuta. In fondo, anche se sono oberato di lavoro, ho anche trovato il tempo di partecipare al tuo regalo, no?" (cioè si è fatto anticipare i soldi da qualcun altro per un oggetto che non sa neppure cos'è... e non telefona neppure per sapere com'è andata, dopo 8 ANNI che ci conosciamo)
Lui è sicuro della sua virilità.
"E' molto semplice: uomo = capelli corti, donna = capelli lunghi"
"Non mi piacciono le donne che si vestono come gli uomini"
"Una donna dovrebbe ogni tanto mettersi un abito, una gonna. Insomma!"
"La mia ex era piena di problemi e io stavo anche lì a risoverglieli; e lei si lamentava anche!" "E quanto siete stati insieme?" "Tre anni e mezzo" (per la serie: se non risolvo la vita di una donna, come faccio a sentirmi uomo?)
"Le manfrine degli innamorati sono solo per i deficienti."
Lui dice sempre la verità.
"Ti lascio perché voglio recuperare un rapporto umano con le mie ex; e poi ho paura di perderti definitivamente se la nostra storia finisse."
Lui è un diplomatico nato.
"Ti succede ancora di cercarmi quando ti svegli solo la mattina?" "No. Colazione?"
(amico) "Ho visto che prima mi hai chiamato..." (lui) "DIMMI IN 30 SECONDI CHE HO DA FARE"
"Vuoi venire a vedere le foto delle vacanze?" (dopo averle viste) "Ok ora è meglio che riprendiamo le nostre attività" (e mi sbatte fuori di casa, di fronte a tutta la sua famiglia)
Lui sa cosa vuol dire divertirsi.
"Guarda, sono in ufficio dalle nove di sera alle nove di mattina."
[serata romantica - si addormenta guardando la tv dopo una settimana che non ci si vede]
"Sono andato in montagna col mio capo"
"E' tanto che non ci vediamo, pranziamo insieme quando hai pausa?" "Ok!" "Ti dispiace se viene anche il mio capo?"

La patologia del PM è molto grave, perché colpisce in giovane età (24/25 anni); talvolta si manifesta in forma lieve nell'adolescenza per ripresentarsi virulenta con cicli di incubazione di circa 7 anni; si conosce anche una forma fulminante, quella del Team Manager. A tutt'oggi non si conoscono cure.

08 febbraio 2006

"R"

Imperdibile, sentita in palestra stamattina:
"La erre è l'unica cosa moscia adorabile in un uomo."

04 febbraio 2006

Sad in the city - Episodio 2

Ecco la seconda puntata della nostra serie preferita: donne allo sbaraglio che si fanno riconoscere. Avrete astutamente notato che ho cambiato il titolo: mi piace così, è la nostra vera sit-com! ^^
Le nostre, stavolta tutte e quattro, si trovano in un bel caffè triestino - dove peraltro le conoscono già, se in bene o in male lo lascio alla vostra immaginazione - di gusto squisito, eccetto per il disegno di un coniglio obeso, una foto di cinque maiali in un porcile e un enorme puttino bronzeo appeso al soffitto.
Vi riporto le chicche migliori, stavolta però senza specificare chi le ha dette. Provate a indovinare! ;)

Parlando di pastine...
"Guarda, quando si tratta di dimensioni, se puoi, scegli grande"

"Che bello essere edonisti!"

"Gli uomini alle volte non si capisce un cazzo cosa dicono, ci vuole veramente tanta buona volontà."

"Che bello questi uomini perversi, basta che non siano LAIDI!" :D

"Ma chi ha detto che l'uomo bisogna amarlo? E' una guerra (per conquistarlo, ndr)"
"A sto punto mazemolo e po' bon!"

"Oh gli uomini sono così teneri nelle loro stupidaggini!" ^o^

"Ho ancora voglia di cose dolci..."
"Prendi ancora qualcosa, che oggi offro io."
"No, be', allora no."
"Allora paga il tuo, paga paga!"

"Mi sono comprata un cuoricino di peluche!" (lo tira fuori, gongola, lo stropiccia , se lo struscia sul naso etc.)
"NOO IL SIMBOLO DEL MALE!!!"
"Acidona! Guardalo, com'è tenero e morbido e piccolo e bello... sembra di avere in mano il cuore di qualcuno!" :)
"Sì... (finge di schiacciarlo) SPLAT! Oh, si è rotto!" *evilgrin*

"Io mi amo!"

Parlando di una conoscente con la lacrima facile:
"Non piangere per qualsiasi cosa! Muori! Abbi un po' di contegno! Fallo in silenzio almeno!"

Ringrazio me stessa per la prontezza con cui annoto sulla fida agendina tutte le nostre perle; Sara ormai si spaventa quando vede che la tiro fuori dalla borsetta!
E anche per oggi siamo giunti alla conclusione. Nota bene che stavolta siamo riuscite a dire tutte 'ste cazzate senza bere una goccia d'alcool... ma forse il tè alla vaniglia si dimostra altrettanto nocivo. Cosa? Dite che non conta quello che beviamo ma sono le nostre menti bacate? Molto probabile. ;)

03 febbraio 2006

Piccole cose

Giorni fa mi scrive una lettrice chiedendomi di pubblicare la sua lettera nel mese di una ricorrenza speciale per lei. E io ho già chiuso la rubrica di quel mese. E passato il file. E penso:
“Mmm… però potrei fare una modifica e ripassare il file, anche se in teoria non dovrei…”
Ma sono stanca, e svogliata, e spremuta (nel senso della creatività) come una mucca a cui non è rimasta una goccia di latte e allora rimango a fissare il monitor, pigramente.
“Lo faccio. Non lo faccio. Lo faccio. Ma non ne ho voglia. Sono stanca. Ho sonno. Però… Ma tanto che importa? La pubblico nel prossimo numero. Ma non è la stessa cosa, dev’essere quel mese e non un altro. Però sono stanca, non ho manco la forza di fare taglia e incolla, e poi sforerò con le battute, dovrò fare delle modifiche e ho pure delle consegne urgenti da fare.”
Quindi l’ho fatto.
È solo che… era una piccola cosa e la potevo fare solo io.
L’sms di una persona cara, una carezza gentile, qualcuno che ride di gusto a una tua battuta, il piccolo sapone al miele ricevuto in omaggio da una commessa perché hai detto che era il tuo preferito… tutte queste piccole cose possono essere così importanti. Una volta ricordo che in zona ferie ero stanchissima perché avevo avuto diversi lavori da svolgere contemporaneamente e mi trovavo in quel mood “non riesco a scrivere una sola riga, non ricordo più neanche come si legge, sono diventata analfabeta”, e mi arriva a sorpresa il complimento di un caro amico su un pezzo che avevo scritto. Sono riuscita a finire tutto quello che avevo da fare grazie a quello, se no chissà quanto ci avrei messo!
Ci sono tante piccole cose che possiamo fare per le persone. Alcune sono determinanti, altre di meno, ma non è possibile saperlo a priori. Sento spesso dire “quel mio amico non lo vedo da mesi, ma so che se ho bisogno di aiuto posso sempre contare su di lui”. È una cosa bellissima. Ma c’è anche l’amica che ti sta vicino, che ti fa una battuta per tirarti su, che sa cosa ti è successo il mese scorso e che si fa sentire perché è bello condividere la propria vita. E poi ci sono gli estranei. Le persone che non conosci, che vedi una volta e magari non rivedrai più ma in quel momento dicono o fanno proprio la cosa giusta, che ti fa sentire bene, che magari ti tira su perché eri un po’ triste. Cerco sempre di essere gentile per quanto è nelle mie possibilità. Perché anche se rendo una persona contenta per un momento, dopotutto la vita di tutti è fatta di momenti, no? E poi chi può sapere se *quel* momento è determinante per far prendere alla persona una decisione, o una svolta, o altro? Io non so se la mia lettrice ci tenesse veramente a essere pubblicata, ma questa è una cosa che non spetta a me giudicare. La mia parte l’ho fatta.

02 febbraio 2006

Regina dello scazzo

La Regina dello Scazzo è un esemplare femminile di homo sapiens sapiens affetto da una patologia che lo rende particolarmente acido, scazzato e nocivo ai suoi simili. E' considerata comunemente una rarità, vista la sua capacità di mimetizzarsi nel branco in condizioni normali; nel rapporto ravvicinato invece si tradisce facilmente. Questa giovane donna è perennemente, invariabilmente, inevitabilmente, inconfondibilmente scazzata, sia che scriva la tesi, cerchi lavoro, trovi lavoro, faccia carriera.
Si distingue innanzitutto dall'aura gelida che la circonda e dal sorriso di circostanza, in stridente contrasto con gli sms pieni di affabilità che invia. E' affetta da stanchezza cronica in quanto lavora per propria scelta dodici ore al giorno: non può esimersi in quanto regge il peso dell'universo. Consola pertanto gli ammalati con frasi come "Approfittane e risposa anche per me", senza capire perché si offendano. E' molto comprensiva con gli amici e ne ascolta volentieri i problemi... la settimana successiva, se ha tempo. Lamenta di non avere una vita sociale, invidiando e criticando i disoccupati che possono uscire tre sere a settimana (fa niente se sono disoccupati). Determinata sul lavoro come uno schiacciasassi e altrettando comprensiva, ammette tristemente che i giovani d'oggi non sono professionali; nessuno, qualunque lavoro faccia, può capire le sue fatiche.
Non ha scrupoli nel chiedere ciò che le serve e dimentica facilmente ciò che non la riguarda.
La Regina dello Scazzo soffre di "grosse delusioni sul piano dei rapporti personali", come dice guardando significativamente il suo interlocutore - lo stesso disoccupato che stava a letto malato - che non sa se averne pena o riderle in faccia (e opta alla fine per un dignitoso silenzio).
Il lettore faccia dunque attenzione, perché potrebbe averne una accanto e non riconoscerla subito.

A seguire a breve la presentazione del corrispettivo maschile della Regina dello Scazzo, il Project Manager.

30 gennaio 2006

Uomo che desidera e uomo che mendica

Teoria nata dopo discussione con collega che si è lasciata da una settimana con il suo ragazzo.

Molti uomini si sentono il massimo dell’affettuosità e della galanteria, ma anche se si ritengono the best non riescono ad acchiappare nessuna. Perché? Perché invece di far capire alla donna che è desiderata, le trasmettono la sensazione di essere mendicata. Andiamo a illustrare questa simpatica teoria.

L’uomo che desidera:
sicuro di sé, indipendente, trasmette alla donna la sensazione di essere importante nella sua vita, ma allo stesso tempo le dà segnali che le fanno capire che lui può essere un sostegno per lei.
Come?

- Mi manchi.
- Ti desidero.
- Vorrei passare più tempo possibile con te.
- Fare l’amore stanotte è stato stupendo.

Come vedete, in queste frasi l’uomo non manifesta debolezza, ma desiderio della donna. Lei quindi non si sente un poggiaspalla ma una vera girl, piena di sex appeal, fascino e qualità in grado di attrarre un uomo così sicuro.

L’uomo che mendica
insicuro, dotato di un ego di minime dimensioni, trasmette alla donna la sensazione che sia l’ultimo appiglio prima di precipitare nel baratro della sua squallida vita.

- Mi manchi, prima di te la mia vita era uno schifo, meno male che ci sei tu.
- Ti desidero, vediamoci subito altrimenti soffoco da tanto sto male per il fatto di non vederci.
- Vediamoci anche oggi, senza di te mi sento perduto.
- Fare l’amore con te è l’unica cosa bella della mia vita.

La donna capisce che non solo è destinata a essere un poggiaspalla, ma che con quel carattere lui non la potrà mai supportare. E non si sente desiderata, ma mendicata. Ha attratto un uomo che, più che desiderarla, è tipo un viandante nel deserto che è disposto a bere a qualunque oasi pur di dissetarsi. Inoltre già percepisce che lui passerà il tempo a lamentarsi della sua vita, quindi lei CON CHI si lamenterà? :)

In conclusione, stando con il secondo tipo di uomo la donna continuerà a lamentarsi che lui non la “rassicura” abbastanza perché non è in grado di essere una presenza “solida e rassicurante”. Con il primo tipo di uomo si lamenterà dicendo che è troppo sicuro di sé e che lo vorrebbe più “femminile” e che manifestasse la sua debolezza. La donna si lamenterà in ogni caso, ma nel secondo caso lo farà con più gioia e tranquillità :) Se l’uomo ascoltasse i suoi lamenti e cominciasse a essere più “femminile”, verrebbe lasciato dopo un certo quantitativo di tempo.

L'ideale, secondo questa teoria, sarebbe un uomo che raramente (molto) e cum granu salis ti dimostra la sua debolezza.

La teoria dell'uomo maglione

Il frutto di un'ilare chiacchierata con una gran Donna:

Il maglione speciale “da sera” - l’uomo difficile: comprarlo è stata una faticaccia, hai dovuto penare parecchio: era costoso e conteso da molte donne. Da sfoggiare con vanto, ha il problema di essere molto delicato, necessita di cure costanti e non puoi indossarlo troppo, altrimenti si rovina.

Il maglione da “uscita tra amiche” - l’uomo friendly: quell’offertina ai saldi di cui sei soddisfatta di aver approfittato. Non lo hai pagato molto, e in più lo puoi strapazzare, macchiare, farci quel che vuoi, tanto una bella lavatina a mano o in lavatrice, condita da qualche parolina dolce, e passa tutto senza grossi problemi.

Il maglione da “portare in casa” - l’uomo “ultima risorsa”: acquistato a un mercatino dell’usato a prezzo ridottissimo, nessuno lo voleva e te l’hanno praticamente tirato dietro. Rigorosamente da non esibire all’esterno, pena la vergogna e il raccapriccio. Lo indossi in casa, quando non ti è rimasto altro da mettere.

Il maglione da usare per “lavare i pavimenti” - l’uomo zerbino: pacchianissimo, trovato in omaggio su una rivista. Indossarlo? Neanche per sogno. Al massimo ci lavi il pavimento, è un’utilità anche quella.

E infine…

Il maglione preferito - l’uomo giusto: è bello e un po’ consumato perché ti piace tanto e lo usi un po’ troppo. Nonostante questo sei sempre fiera di uscirci e di condividerlo con i tuoi amici. Non ti ricordi quanto l’hai pagato, ma vale sicuramente di più. Un giorno di certo si macchierà irrimediabilmente, verrà ucciso dalle tarme o lo lascerai in un taxi tornando a casa ubriaca dalla discoteca. Ma non lo dimenticherai mai... ;)

29 gennaio 2006

Afrodisiaci e dintorni

Bene, dopo la serata semi-alcolica di ieri sera (si, ok, si poteva fare di più... se il bagno del Bire non fosse stato guasto!!! ma come può una birreria tenere un bagno guasto? è giusto un po' controproducente) , ho trovato questo sito per tutti coloro che sono interessati al potere afrodisiaco del peperoncino... (Sara!!! è per te :) )
http://www.peperoncino.org/eros.htm
(faccio notare che hanno fatto un sito interamente dedicato al peperoncino)
Beh, a parte che riassumendo il contenuto della pagina si arriva alla conclusione che non si sa se sia afrodisiaco... non viene mai detto che non lo sia per i motivi detti da Silvia :P

28 gennaio 2006

Indovina?

"Pisello sotto vetro."

Vi lancio la sfida di indovinare il significato di questa bizzarra espressione. Lo svelerò prossimamente.

25 gennaio 2006

Sad in the city - Episodio 1

Oggi apriamo una nuova rubrica che ci terrà compagnia regolarmente, che vi piaccia o no. ^^ In essa vi delizieremo con aneddoti tratti dalle nostre riunioni in cui, corrotte da alcool, cibo grasso e/o dolciumi, diamo fondo a quello che mai penseremmo di manifestare, facendoci riconoscere in ogni locale. Non saranno post incredibili (anonimo sei avvisato) e potrebbero risultarvi banali (questa per botolo).
Questa volta si era solo noi triestine d.o.c. in quanto la Elena se ne sta a Modena a lavorare e fare i soldi (sì la mia è tutta invidia).

Premessa n°1: abbiamo dovuto auto-censurarci, su richiesta di Sara. Essendo la più giovane, si fa ancora dei problemi, che tenera!
Premessa n°2: il primo dialogo è in triestino perché altrimenti perderebbe la sua efficacia
Ursula: "I tui colleghi te tratta cusì perché te sembri pura, sana."
Sara: "Son marza! [...] Son una donna da assumer, aumentarghe la paga e darghe le ferie!"

Ursula: "Devi farti carina! Sara, bisogna promuovere un poco il prodotto, non dico svendere eh, ma promuovere sì!"

Silvia: "Io e Ursula a volte sembriamo delle vecchie bavose, ma vedo che tu Sara ci segui prontamente!"

Per riassumere: stasera Sara ha vagliato con attenzione i consigli su come conquistare un uomo che sono stati dati e discussi qui sul blog. Peccato che poi birra e ridarella hanno preso il sopravvento e siamo finite a sganasciarci mentre spiegava le differenze semantiche tra "manipolare" e "stimolare" - sempre riprendendo i vostri commenti sulle donne manipolatrici. ^^

23 gennaio 2006

Qual è il modo giusto per attirare l'attenzione di un uomo?

Durante il pranzo di sabato scorso abbiamo toccato un argomento veramente interessante: qual'è il modo giusto per attirare l'attenzione di un uomo che ci piace? Meglio essere dirette e spudorate o è preferibile un approccio più soft e graduale? Meglio invitare ad uscire o aspettare di essere invitate?In base alla mia esperienza personale, quando la donna si fa avanti l'uomo tende a ritrarsi spaventato e a prendere tempo. Finché è l'uomo a condurre il gioco, ad avere tutto sotto controllo, va tutto bene. Ma se la donna fa qualcosa che va fuori dagli schemi allora l' uomo si sente spacciato, braccato e disorientato (vedi caso "Uomo del Gelato").
Elena: ho riflettuto sul consiglio che mi hai dato sabato ma trovandomi faccia a faccia con lui oggi, alla sola idea di metterlo in pratica mi veniva da ridere.

Happy Birthday!

Post scherzoso per celebrare il compleanno di un caro amico (che in realtà è nato ieri, ma spero che vada bene lo stesso ^__^;;;).
Caro Ermanno, ormai ci conosciamo da un sacco di anni e ho molti bei ricordi, tra i quali per l'occasione voglio ricordare:
- le innumerevoli (mai troppe) partite a boardgames in cui saggiamente hai sempre giocato per vincere e non per partecipare! Perché come ho detto al buon FD durante il campionato di qualificazione a San Marino, “se giochi per partecipare, col cavolo che vinci” (il tutto lanciando con classe sul tavolo la targhetta con su scritto “partecipante”, dopodiché ho stravinto e sono arrivata seconda al torneo :D).
- quando hai fatto saltare in aria l’astronave con noi dentro perché ti aveva sdegnato l’assenza di buona parte del party… che momento mitico ^__^

- quando siamo usciti dal cinema dopo aver visto "La città incantata" ed eravamo imbambolati ed estasiati.
- la memorabile serata alcolica dopo la quale è nata la leggenda che sono intollerante alla carne di maiale.
Auguri, Ermanno! :D