Ursula cammina sulle Rive e snocciola saggezza:
Pfff ormai sono rassegnata: uno guarda Sara e vede "FIGLI", guarda te e vede "COPPIA", guarda me e vede "TETTE". ¬¬
27 agosto 2007
24 agosto 2007
L'estinzione della Marilyn
Non mi sono mai reputata un fuscello, ma non sono nemmeno grassa. Una volta, prima che cambiassero le taglie, portavo la 44; oggi, ad alcuni anni di distanza (e qualche chilo in meno) la 46 spesso non mi sta (mentre nella 48 navigo, ovviamente). La 3a misura non si chiude davanti o si tende a creare l'effetto "seconda pelle". Pare che i vestiti siano pensati solo per adolescenti o androgini.
Siamo in tante, là fuori, con lo stesso problema.
Non è questione di peso. Possiamo perdere chili a go-go, ma le ossa che il buon Dio ci ha dato non possiamo limarle. L'ampiezza dei fianchi, la larghezza delle spalle, la circonferenza del torace quelle sono e quelle restano. Se si va in una boutique, PUFF! ecco che che la 44 ci va di nuovo a pennello... sì, ma che prezzi! Insomma, lo shopping diventa un incubo: quasi impossibile trovare indumenti di taglio giovane a costi popolari.
Oggi Marilyn Monroe o Rita Hayworth, icone della femminilità, verrebbero considerate sovrappeso. Vale la pena rifletterci.
Siamo in tante, là fuori, con lo stesso problema.
Non è questione di peso. Possiamo perdere chili a go-go, ma le ossa che il buon Dio ci ha dato non possiamo limarle. L'ampiezza dei fianchi, la larghezza delle spalle, la circonferenza del torace quelle sono e quelle restano. Se si va in una boutique, PUFF! ecco che che la 44 ci va di nuovo a pennello... sì, ma che prezzi! Insomma, lo shopping diventa un incubo: quasi impossibile trovare indumenti di taglio giovane a costi popolari.
Oggi Marilyn Monroe o Rita Hayworth, icone della femminilità, verrebbero considerate sovrappeso. Vale la pena rifletterci.
15 agosto 2007
Boscoverde dei miei stivali ¬¬
Alle 10.15 di Ferragosto tre allegre escursioniste scendono dal trenino nella stazione di Tarvisio che porta il fiabesco nome di Boscoverde. Non sanno di essere appena entrate in un libro di Stephen King...
L'edificio, modernissimo (ok, sembra un incrocio tra Monte Grisa e il palazzo della Marineria), è vuoto come il mio portafoglio. Mentre i compagni di viaggio spariscono rapidamente su un pullman che pare vada a Tarvisio Centro, le tre scoprono che non ci sono mappe, volantini o qualsiasi forma di informazione per turisti. La tabella degli orari dei pullman è scritta in geroglifici.
La bigliettaia è stata chiaramente teletrasportata da Marte: non sa se e quando ci sono pullman, non sa i nomi delle strade dei dintorni, non sa se col sottopassaggio si scavalca la ferrovia, probabilmente non sa neppure dove si trova.
Intanto il pullman è andato, e con lui i pochi individui ai quali le tre potevano rivolgersi. Il solo ferroviere che si intravede si nasconde velocemente in uno sgabuzzino.
U: Ma chi ha scritto 'sto orario mescolando feriali festivi invernali ed estivi???
S: E la differenza tra festivo estivo e festivo annuale? CHE CA**O VUOL DIRE "FESTIVO ANNUALE"???
U: Vuol dire che c'è solo una corsa al giorno.
S: Ah, quella che abbiamo appena perso...
Le tre rinunciano a Fusine e decidono di percorrere l'itinerario dell'Orrido dello Slizza dove, oltre al panorama mozzafiato, sono allietate dall'incontro con altri esseri umani.
S: Orrido della Stizza, altroché! Perché non c'è un'anima in giro? E' un paese fantasma???
U: Mio Dio, le case hanno anche le imposte sbarrate...
S: Orrido della Spizza... Orrido dell'Osmizza...
U: Silvia BASTA!
Sa: In quel giardino c'è gente, e sta mangiando! Chissà se gli avanza una salsiccina...
Finito l'itinerario tornano verso la stazione, decidendo di fare a piedi i due km fino a Tarvisio centro. Domanda: il paese in che direzione è??? Per fortuna incontrano un gruppetto di persone che, impietosite dalle facce disperate delle tre anime perse, danno molto gentilmente chiare indicazioni stradali.
Tempo due minuti ed eccole sotto il sole a picco camminare lungo la statale, nel fosso per non farsi investire.
Il centro pare uscito da un'altra dimensione: è pieno di gente!!! Ma subito le tre scoprono che anche qui sono totalmente assenti cartine, indicazioni, orari dei trasporti. Cercano fiduciose la fermata del pullman per il ritorno: in effetti c'è un palo con il disegnino di un bus... e null'altra indicazione. Decidono quindi che le loro gambe sono una certezza e verso le tre e mezza prendono la via del ritorno con un krapfen in mano a testa. Piccola sosta al fiume per pucciare i piedi in acqua e mangiare.
Ritorno in stazione: il nulla. Rassegnate, pensano che almeno non ci sarà la fila ai bagni. Il distributore automatico contiene tristezza. C'è solo una signora tedesca che chiaramente guarda gli orari dei pullman senza capirci nulla neppure lei.
Attimo di commozione quando arriva una famiglia e il bambino vedendole grida "Mamma guarda finalmente c'è qualcuno!!!". Cominciano a comparire, probabilmente da sotto i sassi, altre persone che aspettano il treno. Compaiono anche dei ferrovieri. La commozione cresce al punto che si apre un pacco di biscotti.
Infine alle cinque circa le tre balde giovani, con le braccine un po' ustionate avendo dimenticato a casa la crema solare, salgono sul regionale per Trieste, liete di tornare a casa, alla civiltà.
L'edificio, modernissimo (ok, sembra un incrocio tra Monte Grisa e il palazzo della Marineria), è vuoto come il mio portafoglio. Mentre i compagni di viaggio spariscono rapidamente su un pullman che pare vada a Tarvisio Centro, le tre scoprono che non ci sono mappe, volantini o qualsiasi forma di informazione per turisti. La tabella degli orari dei pullman è scritta in geroglifici.
La bigliettaia è stata chiaramente teletrasportata da Marte: non sa se e quando ci sono pullman, non sa i nomi delle strade dei dintorni, non sa se col sottopassaggio si scavalca la ferrovia, probabilmente non sa neppure dove si trova.
Intanto il pullman è andato, e con lui i pochi individui ai quali le tre potevano rivolgersi. Il solo ferroviere che si intravede si nasconde velocemente in uno sgabuzzino.
U: Ma chi ha scritto 'sto orario mescolando feriali festivi invernali ed estivi???
S: E la differenza tra festivo estivo e festivo annuale? CHE CA**O VUOL DIRE "FESTIVO ANNUALE"???
U: Vuol dire che c'è solo una corsa al giorno.
S: Ah, quella che abbiamo appena perso...
Le tre rinunciano a Fusine e decidono di percorrere l'itinerario dell'Orrido dello Slizza dove, oltre al panorama mozzafiato, sono allietate dall'incontro con altri esseri umani.
S: Orrido della Stizza, altroché! Perché non c'è un'anima in giro? E' un paese fantasma???U: Mio Dio, le case hanno anche le imposte sbarrate...
S: Orrido della Spizza... Orrido dell'Osmizza...
U: Silvia BASTA!
Sa: In quel giardino c'è gente, e sta mangiando! Chissà se gli avanza una salsiccina...
Finito l'itinerario tornano verso la stazione, decidendo di fare a piedi i due km fino a Tarvisio centro. Domanda: il paese in che direzione è??? Per fortuna incontrano un gruppetto di persone che, impietosite dalle facce disperate delle tre anime perse, danno molto gentilmente chiare indicazioni stradali.Tempo due minuti ed eccole sotto il sole a picco camminare lungo la statale, nel fosso per non farsi investire.
Il centro pare uscito da un'altra dimensione: è pieno di gente!!! Ma subito le tre scoprono che anche qui sono totalmente assenti cartine, indicazioni, orari dei trasporti. Cercano fiduciose la fermata del pullman per il ritorno: in effetti c'è un palo con il disegnino di un bus... e null'altra indicazione. Decidono quindi che le loro gambe sono una certezza e verso le tre e mezza prendono la via del ritorno con un krapfen in mano a testa. Piccola sosta al fiume per pucciare i piedi in acqua e mangiare.
Ritorno in stazione: il nulla. Rassegnate, pensano che almeno non ci sarà la fila ai bagni. Il distributore automatico contiene tristezza. C'è solo una signora tedesca che chiaramente guarda gli orari dei pullman senza capirci nulla neppure lei.
Attimo di commozione quando arriva una famiglia e il bambino vedendole grida "Mamma guarda finalmente c'è qualcuno!!!". Cominciano a comparire, probabilmente da sotto i sassi, altre persone che aspettano il treno. Compaiono anche dei ferrovieri. La commozione cresce al punto che si apre un pacco di biscotti.
Infine alle cinque circa le tre balde giovani, con le braccine un po' ustionate avendo dimenticato a casa la crema solare, salgono sul regionale per Trieste, liete di tornare a casa, alla civiltà.
12 agosto 2007
Questione di karma
Giorni fa ho fatto un ordine su un sito di cose giapponesi assieme ad altre due persone. Il sito in questione è parecchio famoso, ma il modo in cui gestisce gli ordini è davvero inesistente e abbiamo anche selezionato una modalità di invio del materiale non trackable perché l’altra modalità costava una cifra esagerata.
Morale della favola: il pacco arriverà o non arriverà? :D
Ed è qui che inizia il lato affascinante del tutto. E’ risaputo che in queste cose “miste” (cioè fatte insieme ad altre persone) più karma si incrociano e il mio karma negli ordini on line è ben diverso da quello delle altre due persone con cui ho fatto l’acquisto. Quindi quale vincerà? Trattasi di esperimento scientifico :D Non vedo l’ora di scoprirlo!
Morale della favola: il pacco arriverà o non arriverà? :D
Ed è qui che inizia il lato affascinante del tutto. E’ risaputo che in queste cose “miste” (cioè fatte insieme ad altre persone) più karma si incrociano e il mio karma negli ordini on line è ben diverso da quello delle altre due persone con cui ho fatto l’acquisto. Quindi quale vincerà? Trattasi di esperimento scientifico :D Non vedo l’ora di scoprirlo!
03 agosto 2007
Uomini che si ricordano
Dopo un periodo lunghissimo di assenza, eccomi tornata su questo blog! Ricomincio così, ex abrupto, anche perché ho tipo dieci tonnellate di cose da scrivere stasera, quindi è meglio che vada veloce :DDDD
Quello di cui volevo parlare oggi è una cosa che in un uomo apprezzo molto: il fatto che si ricordi le cose. Ok, sembra banalissimo, ma io conosco un sacco di persone che ti dicono “senti, mi raccomando ricordamelo che tanto me ne dimenticherò”. So che non è fatto apposta e che esiste chi, per troppi impegni o per motivi fisiologici (?), proprio non ce la fa, ma non ho potuto non rimanere veramente estasiata quando un mio amico, dopo che gli avevo detto *una* sola volta che avrei voluto leggere un certo fumetto, a distanza di settimane se n’è ricordato e me l’ha portato. E tra l’altro avevo specificato che ero indecisa se farmelo prestare o meno da lui (lui non lo sa, ma è perché temo follemente di rovinare le cose che mi presta :DDD)!
Le persone sono ancora in grado di sorprendermi. Wonderful!
Quello di cui volevo parlare oggi è una cosa che in un uomo apprezzo molto: il fatto che si ricordi le cose. Ok, sembra banalissimo, ma io conosco un sacco di persone che ti dicono “senti, mi raccomando ricordamelo che tanto me ne dimenticherò”. So che non è fatto apposta e che esiste chi, per troppi impegni o per motivi fisiologici (?), proprio non ce la fa, ma non ho potuto non rimanere veramente estasiata quando un mio amico, dopo che gli avevo detto *una* sola volta che avrei voluto leggere un certo fumetto, a distanza di settimane se n’è ricordato e me l’ha portato. E tra l’altro avevo specificato che ero indecisa se farmelo prestare o meno da lui (lui non lo sa, ma è perché temo follemente di rovinare le cose che mi presta :DDD)!
Le persone sono ancora in grado di sorprendermi. Wonderful!
21 luglio 2007
Punta in alto! (stasera)
Il lato positivo del volere qualcosa che non potrò mai avere è che ho un forte desiderio di migliorarmi. Sapere che l'obiettivo è fuori portata mi toglie l'ansia da inadeguatezza che intralcia i miei tentativi.
NB: tutto questo perché sono in serata buona; il più delle volte significa solo che mi addormenterò con le canzoni più deprimenti che ho nel lettore mp3. Stasera vi è andata bene, per domani non garantisco. ^^
NB: tutto questo perché sono in serata buona; il più delle volte significa solo che mi addormenterò con le canzoni più deprimenti che ho nel lettore mp3. Stasera vi è andata bene, per domani non garantisco. ^^
18 luglio 2007
Notturna
Non è per la squadriglia di zanzare che si è sfamata della mia caviglia e nemmeno per il caldo che rende il letto invivibile; la sveglia mi dice che tra meno di tre ore mi devo alzare e me ne sto a chiedermi come ho fatto a litigare con una persona senza nemmeno accorgermene.
17 luglio 2007
Save Me Chevalier
(Musica e testo di Francesca V. Salcioli: www.girotondodarpe.com)
Can’t deny that the leaves are falling
can’t deny that so far is May
can’t deny that the leaves are falling
I shall face all the winter days
Can’t deny that the wind is calling
can’t deny that there’s just one way
can’t deny that the wind is calling
I shall face all the winter days
But if you save me Chevalier, if you can hear me
save me Chevalier, if you can hear me
in a foreign land you’re riding with your horse
as I still don’t know if I’m dead or not yet born
as I still don’t know if I’m dead or not yet born
Can’t deny that the clouds are coming
can’t deny that the skies are grey
can’t deny that the clouds are coming
I shall face all the winter days
Can’t deny that the leaves are falling
can’t deny that so far is May
can’t deny that the leaves are falling
I shall face all the winter days
Can’t deny that the wind is calling
can’t deny that there’s just one way
can’t deny that the wind is calling
I shall face all the winter days
But if you save me Chevalier, if you can hear me
save me Chevalier, if you can hear me
in a foreign land you’re riding with your horse
as I still don’t know if I’m dead or not yet born
as I still don’t know if I’m dead or not yet born
Can’t deny that the clouds are coming
can’t deny that the skies are grey
can’t deny that the clouds are coming
I shall face all the winter days
12 luglio 2007
Sad in the city - Episodio 13
Serata da Ursula. Lei mette gli spaghetti, Silvia dei maki e Sara il dolce: la torta romantica.
S: "Torta romantica??? E che razza di nome è?"
U: "oooh la panna il cioccolato e le praline... è romantica nel senso dell'amore tra te e la torta!"
Si parla di stress lavorativo.
Sa: "Non volevano darmi la birra! Credevano che scherzassi!"
U: "Dopo una giornata di lavoro con quei colleghi altro che birra, cocaina!"
S: "Ma non uomini, sono dei pessimi stimolanti."
U: "Sì, gli uomini si stimolano da soli e finiscono subito".
Triste intramontabile gioco della linguetta della lattina.
S: "Q! Ma porc..."
Sa: "Q come Qupido!"
S: "Ah sì, il nostro personale dio dell'amore."
U: "Eeeeh ora capisco tante cose..."
Tra parentesi: quando facciamo 'sto gioco ci escono sempre la H, la K o la Q.
Sara crea un pupazzetto di carta che infila nella lattina e battezza Giulietta al balcone mentre blatera di quanto M sia bello, virile e col petto villoso.
Sa: "Eeeeh potremmo andare sotto il balcone di M..."
S: "... a ruttare?"
U: "... ad aspettare che ci getti la treccia?"
S: "La treccia di peli del petto???"
Sara si attacca al pc di Ursula.
S: "Perché non ne approfitti per leggere un po' il nostro blog, sai quello in cui non scrivi mai una ceppa?"
Sa: "E' vero!"
Dopo due minuti si controlla la posta del lavoro. ¬¬
Viene poi colta dal classico raptus dell'utente con connessione modem 56k quando ha davanti una ADSL flat: clicca ovunque e non capisce più niente.
S: "Chissà se esistono ancora gli A-HA..."
U: "Sì, imbalsamati per te."
Ma Sara non ascolta e comincia a cantare, dimenandosi davanti al pc, mentre la gatta Mimì dorme ignorando Silvia che continua ad indicarne il sedere gridando "Culo!"
U: "Tutto il mondo conosce due canzoni degli A-HA; Sara sa la terza."
S: "Torta romantica??? E che razza di nome è?"
U: "oooh la panna il cioccolato e le praline... è romantica nel senso dell'amore tra te e la torta!"
Si parla di stress lavorativo.
Sa: "Non volevano darmi la birra! Credevano che scherzassi!"
U: "Dopo una giornata di lavoro con quei colleghi altro che birra, cocaina!"
S: "Ma non uomini, sono dei pessimi stimolanti."
U: "Sì, gli uomini si stimolano da soli e finiscono subito".
Triste intramontabile gioco della linguetta della lattina.
S: "Q! Ma porc..."
Sa: "Q come Qupido!"
S: "Ah sì, il nostro personale dio dell'amore."
U: "Eeeeh ora capisco tante cose..."
Tra parentesi: quando facciamo 'sto gioco ci escono sempre la H, la K o la Q.
Sara crea un pupazzetto di carta che infila nella lattina e battezza Giulietta al balcone mentre blatera di quanto M sia bello, virile e col petto villoso.
Sa: "Eeeeh potremmo andare sotto il balcone di M..."
S: "... a ruttare?"
U: "... ad aspettare che ci getti la treccia?"
S: "La treccia di peli del petto???"
Sara si attacca al pc di Ursula.
S: "Perché non ne approfitti per leggere un po' il nostro blog, sai quello in cui non scrivi mai una ceppa?"
Sa: "E' vero!"
Dopo due minuti si controlla la posta del lavoro. ¬¬
Viene poi colta dal classico raptus dell'utente con connessione modem 56k quando ha davanti una ADSL flat: clicca ovunque e non capisce più niente.
S: "Chissà se esistono ancora gli A-HA..."
U: "Sì, imbalsamati per te."
Ma Sara non ascolta e comincia a cantare, dimenandosi davanti al pc, mentre la gatta Mimì dorme ignorando Silvia che continua ad indicarne il sedere gridando "Culo!"
U: "Tutto il mondo conosce due canzoni degli A-HA; Sara sa la terza."
07 luglio 2007
Uomo-love
Ieri alla grigliata in un momento di gioia metto la testa sulla spalla di Ursula e le dico:
"Oh ciccia, ti voglio beeene!"
*click click* Lei imperterrita scrive sms.
"Ma! Sei come un uomo!!! Io ti professo il mio affetto e tu... tu un CA**O!!!"
Ursula si volta, ride e fa. "Ma no, no..." e torna al cellulare.
¬¬
"Oh ciccia, ti voglio beeene!"
*click click* Lei imperterrita scrive sms.
"Ma! Sei come un uomo!!! Io ti professo il mio affetto e tu... tu un CA**O!!!"
Ursula si volta, ride e fa. "Ma no, no..." e torna al cellulare.
¬¬
29 giugno 2007
Sognando l'Irlanda
Come forse qualcuno avrà già capito, Ursula medita di fuggire in Irlanda il prossimo anno, con gatto pc e arpa al seguito (cioè con tutto). Devo dire la verità, sebbene sia elettrizzata all'idea di andare con lei, sono anche spaventata.
1. mollare tutti gli amici??? ok, ok, si contano sulle dita di una mano, sono pochi ma buoni! E' anche vero che si fa prima a tornare da Dublino che da Caltanissetta.
2. il gatto? la moto? (mio dio sono una materialista)
3. è così tanto tempo che trovo di non avere i requisiti per gli annunci di lavoro che leggo qui che sono giunta alla conclusione di non saper fare niente; cosa esporto, a parte il mio inglese (inutile per l'ufficio... magari un corso di business english non ci starebbe male)?
Insomma, mi sento una cacca senza futuro. Che sia la crisi dei 30 anni che ormai si avvicinano?
1. mollare tutti gli amici??? ok, ok, si contano sulle dita di una mano, sono pochi ma buoni! E' anche vero che si fa prima a tornare da Dublino che da Caltanissetta.
2. il gatto? la moto? (mio dio sono una materialista)
3. è così tanto tempo che trovo di non avere i requisiti per gli annunci di lavoro che leggo qui che sono giunta alla conclusione di non saper fare niente; cosa esporto, a parte il mio inglese (inutile per l'ufficio... magari un corso di business english non ci starebbe male)?
Insomma, mi sento una cacca senza futuro. Che sia la crisi dei 30 anni che ormai si avvicinano?
27 giugno 2007
Triskellazzi di Silvia e Ursula
Alla fine siamo riemerse.
Eeeeeeeehh...
Oltre ai concerti di musica celtica, alle danze irlandesi, alle conferenze (che noi non abbiamo seguito), all'artigianato e alle crêpes al cioccolato e banana e/o crema e/o nocciole, abbiamo potuto ammirare vari esempi di umanità bivaccante.
Donna con cane - una costante del Triskell. Si getta sul materassino, imitata dal vecchio barboncino che riesce misteriosamente a dormire nonostante il volume a 5m dagli altoparlanti (che sia sordo?). Il guinzaglio è rigorosamente tenuto con l'alluce.
Covo di bisce - due donne, un uomo e tre (o più?) bambine incapaci di restare nella stessa posizione per più di trenta secondi. Osservare il groviglio continuo provocava il mal di mare e portava a scommettere: "Di chi sarà quel piede?"
Ascella - colosso in kilt scozzese (o tunica, siamo indecise). A ogni alzata di braccia stendeva con il suo maschio afrore tutti i presenti nel raggio di 5 metri.
Tetta blu (eeeeh, tetta blu...) - notevole esemplare di maschio seminudo e con decorazioni da guerra blu sul petto e sul viso. *_*
Sara aveva la possibilità di farselo presentare... perchè hai rifiutato? Caz...
Sfatto in caccia - non sappiamo cosa avesse bevuto o fumato, ma era potente. Cercava, con la scusa di una sigaretta, di abbordare qualsiasi essere femminile sotto il palco.
Gruppetti di allegri ubriachi - ah, no, quelli eravamo noi. Ops.
P.S. Per te che hai fatto retromarcia, Pablito ti ama davvero. Non ti stava offrendo solo il suo corpo.
Eeeeeeeehh...
Oltre ai concerti di musica celtica, alle danze irlandesi, alle conferenze (che noi non abbiamo seguito), all'artigianato e alle crêpes al cioccolato e banana e/o crema e/o nocciole, abbiamo potuto ammirare vari esempi di umanità bivaccante.
Donna con cane - una costante del Triskell. Si getta sul materassino, imitata dal vecchio barboncino che riesce misteriosamente a dormire nonostante il volume a 5m dagli altoparlanti (che sia sordo?). Il guinzaglio è rigorosamente tenuto con l'alluce.
Covo di bisce - due donne, un uomo e tre (o più?) bambine incapaci di restare nella stessa posizione per più di trenta secondi. Osservare il groviglio continuo provocava il mal di mare e portava a scommettere: "Di chi sarà quel piede?"
Ascella - colosso in kilt scozzese (o tunica, siamo indecise). A ogni alzata di braccia stendeva con il suo maschio afrore tutti i presenti nel raggio di 5 metri.
Tetta blu (eeeeh, tetta blu...) - notevole esemplare di maschio seminudo e con decorazioni da guerra blu sul petto e sul viso. *_*
Sara aveva la possibilità di farselo presentare... perchè hai rifiutato? Caz...
Sfatto in caccia - non sappiamo cosa avesse bevuto o fumato, ma era potente. Cercava, con la scusa di una sigaretta, di abbordare qualsiasi essere femminile sotto il palco.
Gruppetti di allegri ubriachi - ah, no, quelli eravamo noi. Ops.
P.S. Per te che hai fatto retromarcia, Pablito ti ama davvero. Non ti stava offrendo solo il suo corpo.
22 giugno 2007
Nota di servizio
Il blog in questi giorni è in pausa in quanto c'è il festival celtico Triskell.
Lunedì riemergeremo da canti, musica e birra. Forse. ^o^
Lunedì riemergeremo da canti, musica e birra. Forse. ^o^
11 giugno 2007
Appunti di Londra
Ok, qui nessuno ha il coraggio di iniziare a raccontare (ho visto che ci sono delle foto però :) )... pertanto eccomi qui, in prima linea, a raccontarvi di questa breve ma intensa vacanza.
Non troverete descrizioni dei musei, o di palazzi, o altre cose che potete trovare su qualsiasi guida. No, troverete un viaggio vero,
persone vere con problemi reali, ostacoli insormontabili, ... ok, scusate, mi fermo qui.
24 maggio
Ore 12.
Le nostre quattro partono da Trieste accompagnate dalla mamma di Silvia, verso Ronchi, per prendere il loro aereo. Arrivate lì, fanno il check-in (non c'è nessuno davanti a loro, non è possibile!) e poi si dirigono a mangiare i loro panini (a parte Sara che aveva pranzato alle 11 in modo da non aver problemi dopo). La mamma di Silvia, molto gentilmente, ci offre da bere ... e mentre sto per prendere il mio bicchiere sento chiamare il mio nome in svariate lingue dall'altoparlante... Scompaio alla ricerca di chi mi sta chiamando, lasciando le altre compagne di viaggio già con un punto di domanda sulla testa. Mi fanno passare oltre la linea di controllo, per chiedermi di aprire la valigia (sì, quella già passata per il check-in).. aspetto... la apro... mi fanno spostare le cose e mi vien chiesto "Ha un caricabatterie in valigia?" - "Ehm.. si.. sia un caricabatterie che un carica cellulare" - "Ah, ok, sarà stato quello".
Dopo questo incidente, convinta di aver passato tutto, torno dalle altre, mi bevo il mio succo e ci avviamo verso il solito passaggio ai raggi x. Tolgo tutta la ferraglia... sono vestita di stoffa e le scarpe sono in plastica... e suona l'allarme. Ok, a questo punto deve essere l'impianto al dente, oppure devo avere armi metalliche sottopelle come Wolverine di X-men... è chiaro.
Ovviamente fermano anche il mio zaino. La signorina al controllo me lo fa aprire... rovista... trova il sacchetto con 4 banane, lo alza un po', si volta verso il compagno e gli dice "Sì, sono 4".
Arrivo all'ostello
"Abbiamo una prenotazione" - "Ah, ok [... orari, pagamenti, etc] ... ah si, nella vostra stanza c'è una persona. Non gli abbiamo ancora detto di andarsene... ma se ne andrà".
Infatti, quando arriviamo troviamo uno zaino, un paio di scarpe, un asciugamano e una camicia appesi, e un paio di occhiali da sole (più qualche spicciolo di euro abbandonato sul lavandino). Dopo i commenti terribili di Elena sui colori degli abiti del nostro ospite, ce ne freghiamo e partiamo alla ricerca della cena :)
25 maggio
Primo obiettivo: la torre di Londra.
4 donne sedute su una panchina ad aspettare la metro.
"E'il nostro?" - esclama Elena guardando un treno che arriva dall'altra parte (non sul nostro binario, in sostanza)
"No Elena, quello non possiamo prenderlo"
"Perchè?" - "Perchè dovremmo attraversare il buco dei binari!"
"Ah ok"
Passano 5 minuti ....
"E' lui?" - esclama nuovamente Elena. Risata generale "No, sta sempre dall'altra parte" :D
La torre di Londra è veramente interessante, perdiamo subito Elena che condotta per mano da un'audioguida se ne va a zonzo da sola per ben due ore.
Nel frattempo, le tre eroine rimaste seguono una pittoresca guida locale che fondamentalmente racconta di decapitazioni e sgozzamenti vari.
Sara: "Ah, dopo prenderò anch'io una guida (di carta)"
Io: "Ah, bene! Perchè non la prendi adesso così leggiamo mentre visitiamo il posto?" (visto che avevamo solo poche righe scritte sulla mia guida di Londra)
Sara: "Ma è per mia mamma. La prendo dopo, prima di andar via"
Ok, la mamma di Sara oggi probabilmente sa almeno il triplo di cose rispetto a noi sulla torre... Comunque mi si potrebbe rimarcare che potevo comprarla io (tirchia! tirchia! usa le guide degli altri), quindi passiamo oltre...
Non troverete descrizioni dei musei, o di palazzi, o altre cose che potete trovare su qualsiasi guida. No, troverete un viaggio vero,
persone vere con problemi reali, ostacoli insormontabili, ... ok, scusate, mi fermo qui.
24 maggio
Ore 12.
Le nostre quattro partono da Trieste accompagnate dalla mamma di Silvia, verso Ronchi, per prendere il loro aereo. Arrivate lì, fanno il check-in (non c'è nessuno davanti a loro, non è possibile!) e poi si dirigono a mangiare i loro panini (a parte Sara che aveva pranzato alle 11 in modo da non aver problemi dopo). La mamma di Silvia, molto gentilmente, ci offre da bere ... e mentre sto per prendere il mio bicchiere sento chiamare il mio nome in svariate lingue dall'altoparlante... Scompaio alla ricerca di chi mi sta chiamando, lasciando le altre compagne di viaggio già con un punto di domanda sulla testa. Mi fanno passare oltre la linea di controllo, per chiedermi di aprire la valigia (sì, quella già passata per il check-in).. aspetto... la apro... mi fanno spostare le cose e mi vien chiesto "Ha un caricabatterie in valigia?" - "Ehm.. si.. sia un caricabatterie che un carica cellulare" - "Ah, ok, sarà stato quello".
Dopo questo incidente, convinta di aver passato tutto, torno dalle altre, mi bevo il mio succo e ci avviamo verso il solito passaggio ai raggi x. Tolgo tutta la ferraglia... sono vestita di stoffa e le scarpe sono in plastica... e suona l'allarme. Ok, a questo punto deve essere l'impianto al dente, oppure devo avere armi metalliche sottopelle come Wolverine di X-men... è chiaro.
Ovviamente fermano anche il mio zaino. La signorina al controllo me lo fa aprire... rovista... trova il sacchetto con 4 banane, lo alza un po', si volta verso il compagno e gli dice "Sì, sono 4".
Arrivo all'ostello
"Abbiamo una prenotazione" - "Ah, ok [... orari, pagamenti, etc] ... ah si, nella vostra stanza c'è una persona. Non gli abbiamo ancora detto di andarsene... ma se ne andrà".
Infatti, quando arriviamo troviamo uno zaino, un paio di scarpe, un asciugamano e una camicia appesi, e un paio di occhiali da sole (più qualche spicciolo di euro abbandonato sul lavandino). Dopo i commenti terribili di Elena sui colori degli abiti del nostro ospite, ce ne freghiamo e partiamo alla ricerca della cena :)
25 maggio
Primo obiettivo: la torre di Londra.
4 donne sedute su una panchina ad aspettare la metro.
"E'il nostro?" - esclama Elena guardando un treno che arriva dall'altra parte (non sul nostro binario, in sostanza)
"No Elena, quello non possiamo prenderlo"
"Perchè?" - "Perchè dovremmo attraversare il buco dei binari!"
"Ah ok"
Passano 5 minuti ....
"E' lui?" - esclama nuovamente Elena. Risata generale "No, sta sempre dall'altra parte" :D
La torre di Londra è veramente interessante, perdiamo subito Elena che condotta per mano da un'audioguida se ne va a zonzo da sola per ben due ore.
Nel frattempo, le tre eroine rimaste seguono una pittoresca guida locale che fondamentalmente racconta di decapitazioni e sgozzamenti vari.
Sara: "Ah, dopo prenderò anch'io una guida (di carta)"
Io: "Ah, bene! Perchè non la prendi adesso così leggiamo mentre visitiamo il posto?" (visto che avevamo solo poche righe scritte sulla mia guida di Londra)
Sara: "Ma è per mia mamma. La prendo dopo, prima di andar via"
Ok, la mamma di Sara oggi probabilmente sa almeno il triplo di cose rispetto a noi sulla torre... Comunque mi si potrebbe rimarcare che potevo comprarla io (tirchia! tirchia! usa le guide degli altri), quindi passiamo oltre...
04 giugno 2007
Londra secondo Silvia
Le emozioni del British Museum e della National Gallery non si possono fotografare, ma il resto sì. ^o^
31 maggio 2007
Intermezzo giocoso
In attesa dei resoconti londinesi, ecco per voi un meraviglioso animaletto degli abissi... Ma non sembra anche a voi un Pokémon??? (peccato sia grande circa 1,5 m!)
29 maggio 2007
Back from the future
Eccoci qui! Siamo finalmente (mhhh... io sarei rimasta lì ancora qualche mese) tornate da Londra!! Nei prossimi giorni aspettatevi recensioni più o meno esilaranti del nostro tour attraverso la più incasinata delle città dopo Il Cairo.
Vediamo subito una serie di note positive sulla città, prima di addetrarci nei dettagli personali e nelle impressioni:
Note negative?Sì, ok, ce ne sono... ma non sminuiscono la meraviglia (almeno la mia) verso la città
Vediamo subito una serie di note positive sulla città, prima di addetrarci nei dettagli personali e nelle impressioni:
- ci sono migliaia di macchine in più per il centro... ma i londinesi si fermano per farti attraversare la strada (non come qui, che se ti vedono sulle strisce accelerano per passarti avanti - o sopra, se possibile)
- piove spesso, ma ci sono tanti posti dove ripararsi
- è tutto caro, ma vendono del sushi buonissimo per poche sterline in un banchetto di Camden
- per 70pence puoi farti scaldare per un'ora da un tè rovente (che non diventa tiepido prima di mezz'ora, per cui puoi usare il bicchiere come fornetto portatile)
- a Camdem puoi trovare qualsiasi cosa, commestibile e non, proveniente da qualsiasi parte del mondo
- nella libreria Waterstone (definita la più grande d'Europa) puoi prendere un caffè, un pranzo, oppure scegliere un pacco di libri dagli scaffali e portarteli alle poltrone, dove puoi parcheggiarti per ore a sfogliarli... e, niente paura, se devi usare il bagno ... c'è!
- si dice che si spende troppo per il cibo... sbagliato! al supermercato hanno dei cibi pronti fatti sul momento che costano circa 1 sterlina o poco piùù
- nella metropolitana transitano ogni giorno milioni di persone... ma è più pericoloso prendere un autobus a Trieste (borseggiatori? no, vecchiette sgomitanti!!)
- tanti musei sono gratis (qui c'è anche una nota negativa, leggere sotto)
Note negative?Sì, ok, ce ne sono... ma non sminuiscono la meraviglia (almeno la mia) verso la città
- piove
- la metropolitana è una meraviglia, ma per raggiungere i treni devi fare chilometri a piedi e centinaia di scale
- i musei non gratuiti costano una fortuna (ma sono ben organizzati)
- non abbiamo trovato semplice yogurt bianco....
- nonostante le restrizioni sul traffico lo smog è terribile
- i pullmann della Terravision hanno fermate e orari casuali, nonostante le indicazioni precise
- il servizio nel pub da noi frequentato riesce ad essere peggiore del servizio dei locali triestini....
Per ora è tutto, lascio la parola alle singole impressioni delle partecipanti al viaggio :D
23 aprile 2007
Sad in the City - Episodio 12
Sabato sera. Elena è a Modena. Sara è sul confine bulgaro che viene vendut per lavoro. Diego ha tirato pacco. Silvia e Ursula si aggirano per il centro.
Investite da branco di ragazzetti che migrano verso il Viale
"Ma cos'è, la sfilata delle battone 15enni??? la mamma a loro non ha insegnato niente??? quelle cose tipo "sotto le maglie chiare non si mette il reggiseno nero" o "se non sai camminare coi tacchi non metterli che sei ridicola"?"
Passando per Capo di Piazza (zona di fighetti: sempre piena di gente che odora di soldi e veste all'ultimo grido)
"Con tutte queste che si danno in vendita, cosa vuoi che gli uomini vengano a salutare noi due..." ¬¬
Investite da branco di ragazzetti che migrano verso il Viale
"Ma cos'è, la sfilata delle battone 15enni??? la mamma a loro non ha insegnato niente??? quelle cose tipo "sotto le maglie chiare non si mette il reggiseno nero" o "se non sai camminare coi tacchi non metterli che sei ridicola"?"
Passando per Capo di Piazza (zona di fighetti: sempre piena di gente che odora di soldi e veste all'ultimo grido)
"Con tutte queste che si danno in vendita, cosa vuoi che gli uomini vengano a salutare noi due..." ¬¬
14 aprile 2007
Il destino dell'amore
Per tutti quelli che ancora credono all'amore eterno dedico questo articolo tratto da "La Repubblica"...
Secondo voi questo segno del cielo dimostra la debolezza dell'amore o la stupidità umana?
Secondo voi questo segno del cielo dimostra la debolezza dell'amore o la stupidità umana?
13 aprile 2007
Il tempo dei rimpianti
Nei giorni scorsi è morto il padre di un mio amico. Certe cose che ne sono seguite mi hanno fatto pensare.
Ci sono persone che volutamente non si sentono per anni. Spariscono. O peggio, litigano e tagliano i ponti. Poi, quando succede qualcosa di grave, ricompaiono. Capisco benissimo il sentimento che fa mettere da parte le divergenze e la freddezza di fronte ad eventi tristi o luttuosi, quando pare che ci venga data un'ultima chance per "rimettere le cose a posto".
D'altra parte, bisogna aspettare che muoia qualcuno per superare le nostre reticenze? O, se sono davvero fondate e importanti, mettendole da parte non tradiamo noi stessi e mostriamo null'altro che ipocrisia?
Vivere intensamente credo voglia dire anche questo, trasmettere quello che sentiamo finché possiamo, che sia amore, odio, amicizia, pentimento. Che senso ha dire "un giorno..."? "Un giorno" è oggi.
E' impossibile non avere rimorsi, ma almeno vorrei non avere rimpianti. Come ha detto il mio amico, "il giorno che morirò non dovrò desiderare altri dieci minuti per dire quello che mi manca da dire, perché quello che importa l'avrò già detto".
Quindi, se non senti una persona da tanto tempo e stai bene così, lascia stare, in coscienza, fino in fondo. Se invece le vuoi davvero bene e ti manca, diglielo.
Adesso.
Ci sono persone che volutamente non si sentono per anni. Spariscono. O peggio, litigano e tagliano i ponti. Poi, quando succede qualcosa di grave, ricompaiono. Capisco benissimo il sentimento che fa mettere da parte le divergenze e la freddezza di fronte ad eventi tristi o luttuosi, quando pare che ci venga data un'ultima chance per "rimettere le cose a posto".
D'altra parte, bisogna aspettare che muoia qualcuno per superare le nostre reticenze? O, se sono davvero fondate e importanti, mettendole da parte non tradiamo noi stessi e mostriamo null'altro che ipocrisia?
Vivere intensamente credo voglia dire anche questo, trasmettere quello che sentiamo finché possiamo, che sia amore, odio, amicizia, pentimento. Che senso ha dire "un giorno..."? "Un giorno" è oggi.
E' impossibile non avere rimorsi, ma almeno vorrei non avere rimpianti. Come ha detto il mio amico, "il giorno che morirò non dovrò desiderare altri dieci minuti per dire quello che mi manca da dire, perché quello che importa l'avrò già detto".
Quindi, se non senti una persona da tanto tempo e stai bene così, lascia stare, in coscienza, fino in fondo. Se invece le vuoi davvero bene e ti manca, diglielo.
Adesso.
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